6 mesi dopo…Il nostro Milano EXPO 2015. Una girandola di profumi, colori, visi

Avrei voluto pubblicare prima questo articolo, ma è rimasto tra le bozze per tutto questo non so nemmeno io il perché.
Finalmente mi son decisa a farlo e ho pensato che oggi era il momento giusto. Infatti oggi sono passati 6 mesi da quando sono stata all’Expo. Di seguito ricordi, aneddoti di quel viaggio.

Le uscite fuori porta nate così per caso, su due piedi, sono veramente quelle più belle! Decidi all’ultimo su idea di qualcuno, nel nostro caso della nostra mamy, assecondi il suo entusiasmo, ti lasci coinvolgere, entusiasmandoti anche tu, prendi uno zaino, compri i biglietti per il treno e parti così all’avventura, senza aver programmato nulla! Fantastico no?
Destinazione Expo 2015 a Milano! Per visitare l’evento sull’alimentazione e la nutrizione.

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Scese dal treno ci siamo messe in fila per entrare, dall’accesso Ovest Triulza – Orogel. Ci abbiamo impiegato meno di 1h; superati i controlli di routine siamo state subito coinvolte dall’allegria, musiche, colori e tradizioni di tutto il mondo. E quanta gente, di tutte le età, abbiamo incrociato, quanti volti. Tra questi una signora gentilissima di Milano e un signore che ha riconosciuto il nostro accento triestino, per lui familiare essendo nato a Trieste, ma trasferitosi da piccolino a causa della guerra, considerata una città poco sicura essendo di confine.

L’Expo per ogni paese è un’occasione per farsi conoscere: quest’anno il tema scelto dall’Italia era “Nutrire il Pianeta“. Ciascun paese ha mostrato le proprie tecnologie per garantire cibo sano, sicuro e sufficente a ogni popolo nel rispetto del Pianeta, oltre a presentare i propri piatti tipici dando l’opportunità al visitatore di assaggiarli e partecipare a incontri e dialoghi e a riflettere!

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Siamo riuscite a visitare un paio di padiglioni e aree tematiche, avevamo poche ore a disposizione essendo andate in giornata, ma è stata un’esperienza fantastica. Per non perdere tempo abbiamo inizialmente utilizzato la navetta People Mover che ci ha portato dall’altra parte della fiera fino al piazzale Lake Arena, un bacino pieno d’acqua con in mezzo l’ “Albero della Vita“, circondato da fontane. La sua struttura è in legno e acciaio a forma di albero, è stato realizzato da Marco Balich ispirandosi a un disegno di Michelangelo fatto durante il periodo del Rinascimento.  Lì abbiamo assistito alla festa per l’ “Albero della Vita” tra musiche, bolle di sapone, spruzzi d’acqua e lo sbocciare di fiori colorati, wow che spettacolo, senza averlo programmato da lasciarti sorpreso e meravigliato come fossi un bambino! Lì vicino c’era il padiglione Italia che non abbiamo però avuto il tempo di visitare …sing per la troppa gente.

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Il primo padiglione visto è stato quello U.S.A., che con il tema “American Food 2.0: Uniti per Nutrire il Pianeta” l’America racconta la storia del suo cibo tra innovazione, sicurezza alimentare, nutrizione e salute oltre che alla sua cultura culinaria. Abbiamo visto movie e photo di donne e uomini sorridenti che lavorano nel settore dell’alimentazione di ciascuna regione americana, per ritrovarti alla fine davanti a una colonna piena delle tipiche targhette americane con inciso il nome di ciascun Stato U.S.A. La struttura del padiglione è bellissima: omaggia la ricca storia agricola dell’America con l’orto verticale da cui si ottiene un raccolto tutti i giorni. È come una fattoria, ma verticale. Entri nel padiglione da una passerella tutta di legno recuperato che proviene da Coney Island a New York e arrivi in una terrazza con zona bar.
Fantastico vedere un po’ di America anche nei tipici food truck, i furgoni che vendono il cibo da strada.

Poi ci siamo dirette verso i padiglioni Olanda, Giappone e Corea, anche questi bellissimi. Gli olandesi hanno ricreato un luna-park, entrando abbiamo sentito aria di festa, con tanto di ruota panoramica, tendone con il gioco degli specchi e quello con gli autoscontri e tutt’attorno i camioncini dove potevi assaggiare il loro prodotti dai mini pancakes, hotdogs, coffee, milkshakes, putch fries e meatballs, ice cream, cheese… Arrivate al padiglione Giappone abbiamo trovato la lunghissima fila che lo ha caratterizzato in questi ultimi mesi di Expo. Abbiamo deciso di rinunciare e ci siamo dirette nella zona ristorante e area espositiva. Lì all’entrata, ampia come le case tradizionali di Kyoto con un bonsai al centro, hanno impilato le “Utsuwa”, le ceramiche tipiche giapponesi, ciascuna con il nome delle città nipponiche, molto suggestivo. Come anche le ragazze vestite in abito tradizionale che presentavano le pietanze tipiche, quelle a base di riso come l’onigiri (polpetta di riso) e l’okayu (riso in bianco) oppure il katsudon (cotoletta di maiale) e l’otakodon (uova e pollo), il pesce crudo e piatti a base di soia… Ci hanno permesso anche di tuffarci nell’arte di piegare la carta, ovvero nell’arte dell’origami, con mia grande soddisfazione sono riuscita a completare il classico “cigno”. Quanta gioia! Il padiglione Corea, invece lo abbiamo visto solo da fuori, la sua struttura per il suo candore, assomiglia a un Vaso Luna, la ceramica coreana ispirata alla Luna piena, che serve a conservare i cibi. Dopo esserci messe in fila e averci camminato attorno, giunte quasi all’entrata abbiamo abbandonato, sennò perdevamo il treno. La Corea ha voluto rispondere alle seguenti domande: “Cosa dobbiamo mangiare, come dobbiamo mangiare e fino a quando possiamo mangiare in modo sostenibile?”. Hanno installato fuori un cumulo di barattoli in metallo che rappresentano lo spreco mondiale, un tronco di legno dipinto di bianco e una sfera raffigurante la terra.

Abbiamo quindi deciso di evitare le troppe code lunghe per riuscire a vedere più padiglioni possibili, ci siamo a visitare “Eataly“, progetto che vuole raccontare agli italiani le eccellenze culinarie del nostro paese, conosciute in tutto il mondo. Siamo entrate nel locale Nutella, lì non sono riuscita a resistere …mi sono fotografata abbracciando il classico barattolone, ma in formato maxi maxi, più alto di me! Abbiamo anche visitato il “Mercato di Cascina Triulza“, con la degustazione del formaggio grana padano.

A conclusione del “nostro” Expo abbiamo visitato l’area tematica del caffè, del cacao e cioccolata, e del riso. Una capatina era di dovere, essendo golosissime della cioccolata e da buone triestine, ci siamo gustate un buon caffè Illy, per noi un rito. Trieste ha una lunga tradizione in fatto di caffè! Come i veri degustatori abbiamo deciso di assaggiare i caffè offerti dai paesi africani e dell’Amerca Centrale (Yemen, El Salvador, Etiopia, Guatemala, Burundi, Uganda, Timor-Leste, Kenya, Repubblica Dominicana) e mangiato la cioccolata dei paesi produttori offerta in quadratini (Costa d’Avorio, Camerun). Ci siamo lasciate incuriosire dai diversi gusti ed è stata una piacevole sorpresa! Ci siamo anche addentrate in una risaia in miniatura, dove abbiamo potuto vedere la coltivazione delle diverse tipologie di riso dei vari paesi produttori (Repubblica di Laos), originario della Cina, ora alimento base per quasi la metà della popolazione. Abbiamo ammirato anche le foto in bianco e nero di Sebastião Salgado, raccolte nel suo libro “Profumo di sogno”. Scatti che raccontano la vita quotidiana delle piantagioni, dove nasce, viene coltivato e raccolto il chicco di caffè. Che atmosfera entrare nei vari fabbricati, ti ritrovavi in un mercato, si avete letto bene, in un mercato tipico dove potevi acquistare i loro prodotti alimentari e non.

Siamo riuscite a fine giornata a fare un salto anche nei padiglioni Irlanda e Moldavia, ognuno a proprio modo ha voluto presentarsi. Il protagonista principale della Moldavia è il Sole, fonte principale e fondamentale per tutti noi, la sua luce la troviamo ovunque. Per il paese moldavo è molto importante per produrre il vino. L’Irlanda invece, ti conduce in un viaggio magnifico camminando lungo la campagna e la Costa Atlantica. Il messaggio che vogliono tramettere presentando le loro aziende a conduzione familiare è garantire cibo buono e sano alle generazioni future, tramite una produzione sostenibile.

Abbiamo viaggiato e scoperto i paesi sparsi nel mondo. Abbiamo fatto il giro del mondo in un giorno. Abbiamo portato a casa il passaporto Expo Milano 2015, prova del nostro cammino, idea fantastica, proprio come nella realtà lo abbiamo fatto timbrare mano a mano che varcavamo il confine di un paese!

Ognuno ha vissuto il suo Expo, noi vi abbiamo raccontato il nostro!

Alla prossima

by Smarty

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Récit de voyage à Paris – Jour 1

Samedi mai 31/2014 – heuers 06.10, la mattina seguente ci sveglia il timido raggio di sole che si fa avanti tra le nuvole. Apro gli occhi e vedo le goccioline d’acqua sul finestrino, stanotte ha piovuto! Tity ed io abbiamo il sorriso stampato sul viso. E’ mattino abbiamo già superato il confine italiano, oramai anche quello svizzero, siamo in terra francese. Ci guardiamo, usciamo dalla cuccetta e ci mettiamo ad ammirare lo spettacolo che si presenta davanti ai nostri occhi! Distese e distese di campagna, intervallata da piccoli paesetti rurali, a volte bosco. Penso tutto sommato non ci è andata male fare il viaggio di andata in treno, possiamo gustare questo panorama! Prima di scendere non ci facciamo mancare nulla, andiamo a prendere un caffellatte e un café au lait, da vere italiane. Ci accomodiamo al banco vicino i finestrini nel vagone ristorante. Poco dopo intravediamo le prime palazzine di Parigi, in periferia, il treno inizia ad entrare in stazione, a Gare de Lyon: che stazione con le sue mattonelle di vetro come soffitto. Avete presente la stazione di Hugo Cabret? Ecco rendo l’impressione che ho avuto nel vederla, che meraviglia!

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Scendiamo e veniamo travolte dalla fretta della gente, chi come noi in vacanza, chi per lavoro. Abbiamo un attimo di disorientamento. Decidiamo di consultare la cartina della metro/bus/RER (collegamento ferroviario locale) per cercare la linea che ci porta all’albergo (ora però mi prendo un paio di righe per raccontarvi una curiosità sulla cartina: proprio il giorno stesso della nostra partenza casualmente al lavoro è arrivato un ragazzo che vive e lavora a Parigi. Parlando con Tity quando ha saputo che eravamo dirette proprio lì e ritornato una mezzoretta dopo appositamente per lasciarle la cartina, dicendo che ci sarà utile per muoverci con i mezzi pubblici …e aveva ragione! Non c’è che dire grazie!!!  Se questo non è destino!). Decidiamo di prendere la métro rosa n.6 che ci porta alla fermata Cadet, zona Opéra! Qua viene il bello, mi imbatto in una situazione ‘fantozziana’ …ho il biglietto per attraversare i cancelli della métro ma lo infilo nel senso sbagliato si incastra e non riesco a passare, Tity ormai è oltre. Il mio viso assume uno sguardo di panico. Ed è qui che arriva un tipo, mi guarda, avrà visto la mia faccia piena di terrore, prende il suo biglietto col quale riesce a far uscire il mio! Lo prende e lo mette nel verso giusto i cancelli si aprono! Yep libertà! Grazie mille buon uomo!! Penso tò ho appena messo piede in Francia e già trovo qualcuno gentile disponibile ad aiutarti! Vive la France!!! Arrivate in albergo abbiamo voglia di darci una rinfrescata e cambiarci ma ci comunicano che non possiamo avere la stanza fino le 14! Dopo un attimo di smarrimento, vista la prenotazione della stanza già per la notte precedente, ci permettono almeno di lasciare le valige! E via allora alla scoperta della Ville Lumière! Decidiamo di restare nelle vicinanze dell’hotel, ci incamminiamo verso le Galeries Lafayette. Casualmente passiamo davanti a un piccolo teatro, il Mogador, in alto leggiamo il titolo dello spettacolo che viene presentato, con l’insegna come nei teatri di Broadway con le lettere composte da lampadine rosse, ‘La belle et la bête’! Peccato non avere il tempo di andarlo a vedere sicuramente è un montrer super!

mogador

Arrivate alle gallerie in Boulevard Haussmann veniamo travolte dalla grandezza del centro commerciale e dalla sua lussuosità. Ci colpisce la sua cupola con i vetrini colorati stile art dèco! Il piano dei profumi è luminosissimo dove puoi trovare qualsiasi fraganza di ogni firma, da Coco Chanel a Dior a Tiffany e Co. per non dimenticare Armani e Hermès.

cupola

Decidiamo di vedere tutti i piani, ai primi troviamo gli abiti per uomo donna bambino. Prendiamo l’ascensore, questo in stile di un tempo, e raggiungiamo l’ultimo piano zeppo di libri con una carina sala relax!

libreria

Ci accorgiamo che possiamo salire sulla terrazza che da sui tetti di Parigi. Che spettacolo, è un primo assaggio delle meraviglie che vedremo in questi giorni!!

tetti di parigi

Scendiamo ed entriamo al Teatro Opèra lì vicino, in sottofondo si sente una piacevole musica, che bella atmosfera.

opera

Uscendo la pancia inizia a farsi sentire, è ora di pranzare …ci mettiamo a cercare un bistrot o boulangerie, guardandoci attorno abbiamo trovato la San Paul! Lì ci siamo prese due piccole macedonie e non poteva mancare la baquette! Rientriamo finalmente in albergo, ci sistemiamo un attimo e pronte a vivere di nuovo Parigi, andiamo verso l’Arc de Triomphe per poi salire sulla Torre Eiffel! Ci incamminiamo lungo le Champs Élysées dopo aver oltrepassato la Place de la Concorde con l’Obelisco. Tity inizia a correre di quà e di là indicando praticamente tutti i monumenti che ha a vista d’occhio. E’ ritornata bambina, il suo viso era pieno di stupore. Il viale alberato è lunghissimo pieno di vita, gente ogni dove, del posto, turisti ma anche artisti di strada che fanno breakdance con musica a palla o un simpatico nonnino col suo gattino rosso Max che suona organetto a rullo.

artista di strada con Max

Ai lati ci sono molti negozi monomarca, è la zona chic, di lusso. Troviamo l’Arcades des Champs-Elysées, una delle gallerie/passaggi con tetto in vetro, dove troviamo dei negozietti interessanti, tra cui uno che vende fotografie di personaggi famosi. Penso il regalo giusto per la mia twin Liny, le ho preso una foto con la sua attrice preferita, Audrey Hepburn fotografata assieme a ‘Gatto’, il micio rosso di Holly nel film ‘Colazione da Tiffany’.

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Ci dirigiamo verso l’Arc de Triomphe, arrivate ci colpisce la sua imponenza, fu costruito per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte, al centro vediamo una fiaccola accesa, scopriamo che è in memoria del milite ignoto.

arc de triomphe

Sta calando la sera e come ultima tappa per il nostro primo giorno da parigine decidiamo di salire sulla torre Eiffel, per raggiungerla passiamo vicino la galleria dell’Alma, e subito riaffiora in noi il ricordo di Lady Diana. Arrivate sotto la torre percepiamo una sensazione strana, ci rendiamo conto di essere degli esserini minuscoli rispetto alla sua maestosità. Avete presente? Quello che provano le formichine vedendoci! Ci mettiamo da brave scolarette in fila nell’unico pilone di accesso aperto, quello Sud. Ci accorgiamo però ben presto che c’è tanta, troppa gente già sulla torre: i monitor hanno iniziato a lampeggiare la scritta ‘full tower’! Incominciano a sospettare che non riusciremo a salire, poco dopo difatti hanno chiuso i cancelli. Niente ritenteremo nei prossimità giorni la nostra scalata dei suoi 324m di altezza!

torre eiffel Guardiamo l’ora, acciderbolina sono già le 22.30 e ancora non abbiamo cenato! Troviamo un bistrot nelle vicinanze, ormai la cucina è chiusa ordiniamo allora un sandwich con petto di tacchino e formaggio grigliato, lo divoriamo, eravamo decisamente affamate. Rientriamo in albergo a notte inoltrata, penso che ci avranno dato per disperse, ci buttiamo a letto stanche ma felici per questa giornata intensa che abbiamo vissuto. Bon nuit Paris!

(by Smarty)

Aller à PARIS

E’ passato poco più di un mese, dopo aver riordinato i miei appunti presi e selezionato le istantanee migliori, ecco cosa abbiamo vissuto a Paris, nel nostro viaggio tanto atteso Tity et je.

Vendredì mai 30/2014 – heures 15.15, banchina della stazione ferroviaria di Trieste, 2 valigie, una antracite rigida, l’altra ciliegia di tessuto, Tity ed io pronte per l’avventura che ci porterà verso la ville lumière.

Ci hanno accompagnato la dolce Zazy, Liny e non poteva mancare la mamy col suo fedele spazioso furgoncino! Salutato la sera prima il resto della banda e il paffutolo Pisolo, abbiamo obliterato il biglietto e dopo aver scelto il vagone ci siamo sedute con l’emozione al cuore per il sogno diventato realtà, il viaggio verso Paris!Abbiamo rischiato di non arrivarci …il giorno prima l’agenzia di viaggio ci contatta annunciandoci che il volo aereo è stato annullato a causa di uno sciopero …oh nooo, abbiamo esclamato! A mente ferma, da brava figlia di ferroviere propongo la soluzione di partire col treno e per fortuna abbiamo trovato gli ultimi 2 posti in cuccetta da 6, il lettino 44 e 43…destino! Quest’ultimo è l’anno di nascita proprio del mio papà!

Puntuale il treno ci porta fino alla stazione Venezia/Mestre. Dopo un paio di minuti chi incontriamo? Una faccia amica, Etty la nostra dolce collega, che tesoro …penso qualcuno da lassù c’è l’ha mandata! Ha rallegrato la prima parte del viaggio =) Arrivate a Mestre, snodo ferroviario e per noi sosta obbligata per prendere il treno notte Thello! Siamo state per due ore circa giusto il tempo di berci un caffè e fare una passeggiata nei dintorni. Mangiamo un boccone e poi via sul treno-notte, dopo aver trovato il nostro vagone ci accomodiamo ai nostri posti. Verso le 23 sale l’ultima compagna di cuccetta e ci mettiamo a dormire con l’emozione in pancia che il giorno seguente saremo in terra francese!

                          (par Smarty)