TACT 2016

TACT 2016

Buongiorno a tutti!

Piccola intrusione nel blog delle mie amiche bastoncine… vi chiederete “E adesso questa chi è?!”

Mi presento: sono Anna un’amica (la little sister) all’occasione reporter e inviata speciale a incontri e conferenze stampa per gli eventi qui a Trieste!

Quest’oggi vi voglio parlare di TACT! Cos’è il Tact?! Forse qualcuno si ricorderà un articolo delle ragazze uscito più o meno in questo stesso periodo l’anno scorso e di cui avevamo parlato in un articolo a sei mani…

L’anno scorso avevo frequentato un workshop legato al TACT, tenuto da Davide Calabrese (mitico componente triestino degli Oblivion!) quest’anno grazie alla newsletter ho ricevuto l’invito alla conferenza stampa di presentazione di quest’edizione che si sarebbe svolta venerdì all’Antico Caffè S. Marco…potevo mancare?! Assolutamente no, armata di blocco per appunti mi sono presentata da curiosa a quest’evento che quest’anno si è molto ampliato e che adesso vi vado a presentare in breve!

TACT, o meglio il TACT FESTIVAL, è un Festival Internazionale di Teatro giovane, arrivato quest’anno alla terza edizione e organizzato in collaborazione tra CUT (Centro Universitario Teatrale), comune di Trieste e Teatro Sloveno

Alla conferenza stampa con mia somma soddisfazione c’erano quindi i membri del direttivo del Cut e del TACT, l’assessora Antonella Grim (Assessore all’Educazione, Scuola e Università e Ricerca) e Rossana Paliaga, responsabile dell’ufficio stampa del Teatro Stabile Sloveno.

Prima di parlare delle iniziative, mi ha molto colpita l’orgoglio dell’assessora nel parlare di questo evento durante i saluti di rito a inizio conferenza e il deciso sostegno e la promessa di accompagnamento in questa edizione e nel futuro che ha manifestato.

Sostegno e disponibilità e felicità nel collaborare come una delle “sedi” del Festival espressi anche da Rossana Paliaga, rappresentante del Teatro Sloveno.

Teatro Sloveno che ha accolto negli scorsi giorni e accoglierà nei prossimi (il festival è iniziato sabato e si concluderà sabato prossimo, 28 Maggio) gli spettacoli delle varie compagnie invitate al Tact

10 Compagnie di diversi Paesi, europei e non, (si registra purtroppo la defezione della compagnia Algerina e quindi mercoledì ci sarà un solo spettacolo ) che si esprimeranno ognuna a proprio modo e con il proprio stile: dai grandi classici a spettacoli originali a rappresentazioni di clown.

La parola chiave del TACT come ho potuto constatare già l’anno scorso è SCAMBIO, molte le occasioni di confronto per i ragazzi che potranno conoscere nuovi “colleghi”, rincontrare vecchi amici, scambiarsi opinioni e consigli riguardo alle proprie esperienze di teatro.

Questo sia durante gli workshop tenuti da professionisti del mestiere che durante i momenti di condivisione <<TACT&CATCH-UP>>; incontri aperti al pubblico, che si terranno dopo il pranzo al Polo di Aggregazione Giovanile “Toti” (zona S. Giusto per capirci) e che si svolgeranno dalle 14.00 alle 15.30

Tutti gli spettacoli si terranno alle 18 e/o alle 21 presso il Teatro Sloveno di Via Petronio, a parte gli eventi della giornata di sabato che si svolgeranno tutti al “Teatrino FRANCO E FRANCA BASAGLIA” presso il comprensorio di S. Giovanni! Non scendo nei particolari di trame e argomenti degli spettacoli…vi lascio la curiosità e quindi lo stimolo a venire a vedere di persona di cosa si tratta!

Novità di questa edizione del Tact è il “TACT&WINE “ passeggiata enogastronomica alla scoperta delle specialità del nostro territorio (ogni tour comprende trasporto, degustazione, pranzo, letture teatrali…) !

Info,programma, prenotazioni, varie ed eventuali tactfestiva@cuttrieste.com e tactfestival.org! Il Tact ci aspetta!

by little sister Anna

Annunci

TriesteACT Festival

Ai primi di giugno si è svolta la seconda edizione del TriesteACT Festival, il primo festival internazionale di teatro giovane della città di Trieste in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (per chi vuole approfondire questo è il link http://cutrieste.com).

Noi abbiamo conosciuto questa realtà grazie alla nostra “socia”, la nostra carissima amica innamorata follemente del teatro, Annette.

Ha preso parte alle iniziative organizzate dal Festival, tra i quali il workshop “Singing in Theatre” a cura di Davide Calabrese (per i pochi che non lo conoscono, fa parte del gruppo comico musicale teatrale di cabaret: gli Oblivion) e ha partecipato alla conferenza “Una ricognizione sul teatro, esperienze e immagini dal mondo” svoltasi al Museo Revoltella, alla quale sono intervenuti Fernard Garnier, Direttore del “Festival di CREARC” di Grenoble; Stefano Curti, Direttore Organizzativo del Teatro Rossetti, Teatro Stabile del FVG; Paolo Quazzolo, Docente di Storia del Teatro, presso l’UNITS; Marco M. Pernich, regista e fondatore dell’Associazione STN900 ed infine Enzo Scala.

Per primo è intervenuto Marco M. Pernich, regista e fondatore del “Studio900” di Milano, raccontando la realtà nel capoluogo lombardo.

Ormai i teatri sono vuoti, si è arrivati ad una “museificazione” del teatro,che viene  marginalizzato poichè non c’è più un ricambio di persone e idee.

Si è cercato di trovare soluzioni a questo, semplificando l’accesso, ma resta comunque crisi.

Un altro problema rilevato è che tante persone studiano teatro, ma purtroppo molti dopo solo un anno di accademia credono di essere grandi registi/pedagoghi, pronti a fare corsi per insegnare ad altri, ma così non è.

Una domanda che ci si è posti è “Qual’è il ruolo del regista oggi?”

Il regista non è un autore? Strehler era entrambe le figure. Ma il regista può considerarsi poeta?

Si percepisce inoltre una diseducazione di carattere televisivo, sia dell’attore che da parte del pubblico. Ormai non si capisce più se un attore è veramente bravo o meno.

Poi ha parlato della pedagogia teatrale:

A che punto è la ricerca oggi? Spesso si ferma in territori già esplorati, molte giovani compagnie pensano di fare a propria volta per la prima volta una nuova forme di teatro, che magari invece è già conosciuta.

E l’Università che ruolo ha? Il Festival “Taumo” della Cattolica di Milano, riguardante il teatro antico premia spettacoli più classici, con testi antichi, non premiando le “nuove proposte”.

Per quanto riguarda la critica teatrale, essa deve supportare il teatro, ma come? I nuovi critici devono essere preparati: due begli esempi di una nuova generazione di critici citati da Pernich sono: “Critical Minds” a Roma o “Stratagemmi” a Milano.

Esse vengono viste come nuove vie, utili, per collegare teatro e pubblico.

Il secondo ad intervenire è stato il professor Quazzolo, docente dell’Università di Trieste: ci si è chiesti se ha ancora senso insegnare storia del teatro all’Università. Non basta un corso di teatro per essere attore. Spesso le persone salgono sul palco, recitano e poi producono spettacoli mediocri creando “disaffezione” nel pubblico.

L’Università cosa fa? Sicuramente non insegna a diventare attori, in realtà dovrebbe formare spettatori, coscienti e critici, per far si che ci sia meno ignoranza sugli spettacoli.

A riguardo esistono due correnti di pensiero:

– quella per cui gli spettatori dovrebbero solo seguire la corrente, senza sapere niente o quasi dello spettacolo,

– gli spettatori devono essere consapevoli,conoscere la trama.

Una parte del pubblico comunque ancora non sa bene qual’è il ruolo del regista, quanto lavoro c’è dietro ad uno spettacolo.

Per quanto riguarda il Teatro nelle Università italiane, prima le cattedre di Storia del Teatro facevano capo al corso di studi di Italianistica e/o Storia dell’arte oppure c’era il DAMS in alcune città come Bologna, Torino e Firenze.

Con gli anni 2000, con la laurea 3+2 e i crediti, abbiamo avuto una riforma a metà: la docenza è esterna/interna (non ci si improvvisa docenti), si è arrivati al punto di avere circa 50 corsi diversi legati a discipline dello spettacolo, per via della piena libertà data alle Università.

In seguito abbiamo avuto la riforma della riforma: requisiti minimi, non più professori freelance e così i DAMS si sono ridotti drasticamente.

Qual’è la situazione a Trieste? Il professor Quazzolo è l’unico docente di Storia del teatro, anche se il DAMS non esiste più, grazie a un corso che viene proposto agli studenti come “facoltativo” in altre facoltà.

Quazzolo ha tenuto comunque a sottolineare che il suo corso era basato anche sull’apporto e il contributo di sceneggiatori, costumisti, ovvero figure provenienti dal mondo reale del teatro.

Prospettive future del Dams e dei corsi di teatro? Si parla di un nuovo DAMS a Gorizia, in collaborazione interateneo Udine-Trieste, improntato più su un ambito cinematografico.

Il terzo contributo invece è stato di Enzo Scala:

C’è bisogno di differenza, questa è la forza della società.

“Volete fare il teatro? Non pensate al teatro” questo è il fulcro della teatralità per Scala che ha come ispiratore e modello il mimo corporale Ethien Decroux.

Ogni il fase della nostra vita è un workshop continuo.

Bisogna detronizzare l’ego: per ritrovare il teatro bisogna trovare se stessi, c’e bisogno di una moltitudine di personalità.

Il pubblico sente la necessità di riflettersi in chi cerca di diventare famoso, in chi ha talento e vuole dimostrarlo.

DSCN5704

Ad intervenire per quarto è stato Stefano Curti, che ha portato in luce l’esperienza triestina e si è chiesto: “Che valore oggi la società dà alla cultura?”

Ormai sulle pagine dei giornali è stato tolto spazio alla critica: è uno svantaggio sia per gli spettatori che per gli organizzatori.

Il vero problema è che a teatro non ci va abbastanza gente. Gli spettacoli restano in programmazione per poco tempo, già tanto se rimangono 2-3 settimane.

Bisogna puntare di più a coinvolgere le scuole, anche se le persone si lamenta spesso degli alti costi di un abbonamento a teatro, però per contro si ha l’ultimo modello di telefonino. Bisogna trovare una formula di vendita in modo da coinvolgere, affezionare gli spettatori.

L’età media dei dirigenti di teatro è molto alta, però per fare le stagioni si cercano autori sempre più giovani.

Bisogna superare i problemi legati alla legge, alla spending review: ai teatri viene chiesto di tagliare sulla pubblicità, quando in realtà è fondamentale fare promozione.

Per ultimo ha parlato Fernard Garnier. Ci ha illustrato la realtà francese: anche in Francia si fa teatro, ma non si sa.

Bisogna che ci sia un risveglio, una riscoperta del divino che c’è nell’uomo; bisogna creare nuovi posti per gli scambi e bisogna cercare di riunire i frammenti delle persone attraverso il teatro per questo esiste il Grenoble Festival.

“Il teatro è una goccia di rugiada, che è temporanea, ma fa comunque la sua luce”

 by Annette, Smarty & Liny