Storie di amicizia a PordenoneLegge2017

Abbiamo inaugurato il nostro PordenoneLegge2017 sabato 16 settembre con l`incontro Amicizia e viaggi.
Prima pero ci siamo fatte un bel giretto per il centro della città, tra vie e stradine dove il colore predominante era ovviamente il giallo, colore caratteristico di questo festival del libro. Ogni vetrina, negozio, bar ricordava la mascotte di questa edizione: l`asino.
Poco prima di avviarci all’incontro, con la nostra fidata compagna di scorribande, Annette, ci siamo recate in un bar vicino al Teatro Verdi: siamo state attratte dall’insegna del caffè Illy. Li ci siamo imbattute casualmente in Luca Bianchini (dovevate vedere il nostro stupore). Lui gentilissimo, abbiamo scambiato qualche parola e ci siamo dati appuntamento all’incontro.A moderare l’incontro tra i due scrittori, Francesco Musolino, che ha avuto il suo bel da fare per tenere a bada Luca Bianchini e Federica Bosco, due con un carisma e personalità fuori dall’ordinario.
Il filo rosso che lega i due libri e l’amicizia, un sentimento importante nella vita di ognuno di noi ed entrambi i libri iniziano nel 1987 : destino.
Bianchini ha deciso di scrivere il suo romanzo Nessuno come noi dopo aver trovato un suo vecchio diario, la Bosco invece ha voluto scrivere Ci vediamo uno di questi giorni per cercare di superare e in qualche modo convivere con il lutto di una persona a lei cara.
Nessuno come noi
Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente.
In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati “Tre cuori in affitto”, come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita.
L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze.
A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”.
In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.
Ci deviamo uno di questi giorni
A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina che da quel giorno sono come sorelle, anche se non potrebbero essere più diverse. Caterina è un vulcano di energia, non conosce la paura. Ludovica, invece, nella sua vita non lascia nessuno spazio per il rischio. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni caotici dell’amica. È un equilibrio rimasto intatto dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza. Anche quando Caterina è rimasta incinta: quel bambino lo hanno allevato insieme. Per Ludovica è il figlio che non ha avuto per paura di rompere il muro di certezze dietro cui si è trincerata. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalla vita, che a volte fortifica, a volte travolge all’improvviso. Dopo un’esistenza passata a sorprendere l’amica, ora è Caterina ad avere bisogno che Ludovica faccia una cosa inattesa e un po’ folle.
Finito l’incontro gli scrittori hanno incontrato il pubblico per firmare le copie dei libri. Quando è arrivato il nostro turno Bianchini ci saluta dicendoci “ecco le mie amiche del bar”…quante risate e ci siamo salutati dicendoci che ci rincontreremo presto, noi abbiamo un buon karma. Ancora su una nuvola di miele, ci siamo dirette verso il Teatro Verdi. Erano ormai quasi le 21, abbiamo provato a vedere se c’era la possibilità di assistere all’incontro di Mazzantini e Castellito, avevamo poche speranze…con un po’ di fortuna invece ci siamo riuscite! Ma questa è un’altra storia
Stay tuned!

Liny&Smarty

 

Annunci

Alla scoperta di Pordenonelegge 2015

Anche quest’anno a metà settembre nella nostra Regione si è svolto l’importante Festival del Libro, tra presentazioni e incontri con gli autori emergenti e scrittori famosi.
Stiamo parlando di Pordenonelegge.

Per fortuna stavolta siamo riuscite a partecipare, dopo tante rinuncie.
Passate a prendere Annette nel primo pomeriggio, siamo partite: destinazione Pordenone, attraverso il Friuli!
Scese dall’auto, una pioggia scrosciante ci ha preso alla sprovvista, fortunatamente è durata solo 5 minuti, regalandoci uno spettacolare tramonto.
Non sappiamo come, ma abbiamo trovato posto per l’auto proprio dietro il teatro. Pochi passi e siamo arrivate nella piazza principale degli eventi di Pordenonelegge.

Annette inizialmente voleva andare all’incontro con Roberto VecchioniIl mercante di luce“, ma era già tutto esaurito e dell’uomo vestito di rosso non si è vista neanche l’ombra. Peccato. Neanche alla fine siamo riuscite a incrociarlo sob…sarà per un’altra volta.
Ma noi non ci siamo perse d’animo. Dopo aver lasciato Smarty in fila per conoscere Mattia Signorini, le altre sono partite alla volta del palaprovincia per vedere se riuscivamo almeno ad assistere all’incontro con il prof 2.0 Alessandro D’Avenia. Ma anche lì tutto pieno. Fortuna ha voluto che il tempo ha retto e quindi hanno aperto tutti i tendoni permettendo agli sventurati come noi di sentire e vedere lo scrittore che presentava il suo ultimo libro “Ciò che inferno non è“. Abbiamo voluto andarci anche perché lo scorso aprile quando è venuto a Trieste, Liny non è riuscita ad incontrarlo per motivi lavorativi.
Prima di mettersi in fila per autografare la sua copia dell’ultima fatica del prof. Annette e Liny sono andate a recuperare Smarty, che nel frattempo è riuscita a coronare il suo sogno: incontrare Mattia Signorini.

Che dire pomeriggio intriso di emozioni. Ti riempie il cuore e rimani stupita dalla genuinità e semplicità di questi giovani scrittori che con tenacia sono riusciti a farsi conoscere al pubblico.
D’Avenia è rimasto lì ad autografare i libri di tutti, non si è mosso di un centimetro finché tutti i presenti non si sono presentati da lui, per l’ interrogazione. Ebbene sì di questo si tratta: è lui a farti domande, cercando di conoscere meglio i suoi lettori e non tu a porle! Questo è spiazzante per certi versi. In ognuno di noi cerca di catturare qualcosa.

Conosciamo meglio Mattia: è un ragazzo semplice, simpatico, si definisce un tipo “solitario”, ma quando racconta dei suoi personaggi si emoziona a tal punto di esser un chiacchierone. Ha presentato il suo libro assieme all’esordiente Ginevra Lamberti col suo primo romanzo “La questione più che altro“, durante l’incontro “Prima che sia troppo tardi” con Chiara Valerio, al Ridotto del Teatro Verdi.

E’ stata una conferenza divertente, la Valerio incalzava gli autori facendo loro domande sarcastiche, intervallate da altre più serie, spesso mettendoli in difficoltà chiedendo loro di raccontarsi.
Sono passati dalla scelta della copertina agli autori che li hanno influenzati, ai protagonisti dei loro romanzi fino ai personaggi che li rappresentano di più.
La copertina de “Le fragili attese” è una foto scattata da Joel Robinson “I carry it with me”, che ama fare questo tipo di scatti, rappresenta appieno quello che Mattia Signorini cercava, un’immagine senza volto a differenza degli altri suoi romanzi. Si vede una casa, proprio la Pensione Palomar, tenuta in mano da un uomo, uno di provincia. Per Ginevra Lamberti è stata scelta una foto di Margherita Morganti, senza titolo, raffigurante un uomo con in mano le borse della spesa sopra una specie di chiatta.
Gli autori che li hanno influenzati, sono Buzzati, Italo Calvino e Marquez, assieme ad altri autori sudamericani del Realismo magico, per Signorini, il quale ama trovare nelle piccole cose la magia che racchiudono; Dostoevskij, Paolo Nori, Ugo Cornia ed Ermanno Cavazzoni per la Lamberti.
Hanno raccontato dei loro protagonisti quali, in Le fragili attese, la Pensione Palomar con il suo gestore Italo, che ha sotterrato lo scrigno dove ha nascosto il suo dolore per la perdita della sua amata, ma alla fine riaffiora e la vita te lo mette davanti e devi per forza affrontarlo; in La questione più che altro è Gaia.
I personaggi che li rappresentano di più sono per la Lamberti proprio Gaia, molto simile alla sua personalità, quasi un libro autobiografico, in cui viene raccontata l’instabilità e la precarietà lavorativa, gli studi universitari da finire e ritrovi la figura del padre; Signorini invece si ritrova nella personalità di Penepole, bimba che non parla più da quando ha perso la mamma ed Emma che con la sua delicatezza e lentezza tesse il filo delle giornate.
A fine presentazione sono stati disponibilissimi a fermarsi per il firma copie e a scambiare due parole! 

Esperienza sicuramente da ripetere, un’occasione per incontrare i “tuoi” autori! Ci vediamo l’anno prossimo dal 14 al 18 settembre 2016, promesso^^

by Smarty&Liny