LA DESOLAZIONE DI SMAUG – capitolo secondo de “Lo Hobbit”

Durante queste propizie vacanze natalizie (finalmente non avevamo l’assillo di svegliarci all’alba per andare a lavorare) abbiamo fatto letteralmente un’abbuffata di nani, elfi, hobbit e stregoni. Avremmo voluto fare a meno di orchi, goblin e quant’altro come i ragni (ma quanto sono brutti!?!). Ma ci siamo imbattute piacevolmente nel grande, il magnifico Smaug, come lo ha definito Bilbo (Martin Freeman), il drago sotto la Montagna.
Ebbene si, oltre a rivedere non so quante volte alla tv il primo capitolo de “Lo Hobbit” – Un viaggio inaspettato,
infatti mai è poi mai ci si può stufare di guardare “Lo Hobbit”, abbiamo ammirato al cinema il secondo capitolo (visto due volte, una in 3D, quasi quasi ci andiamo ancora una volta: è tutta un’altra cosa ammirare la Terra di Mezzo sul grande schermo).

Ovviamente il film non è del tutto fedele al libro. Se lo fosse stato in vari punti, crediamo, sarebbe stato noioso o per meglio dire sottotono. Più di qualche tolkeniano avrà storto il naso, dopo la visione (vedi l’elfa Tauriel – Evangeline Lilly). Ma a noi nell’insieme ci è piaciuto e tanto!

Peter Jackson ha saputo mettere quà e là scene divertenti. Memorabile la fuga da Bosco Atro con i nani e Bilbo nei barili, attaccati dagli orchi e aiutati da Legolas e Tauriel, si vedeva lontano un miglio che era esageratamente fuori dalle righe: l’elfo che salta sulle teste dei nani, tutte le freccie lanciate chissà come vanno sempre a segno, per non parlare del nano che dentro al barile rimbalza sugli orchi di turno facendosi strada. Vedere Orlando Bloom in azione fa sempre bene agli occhi!


A nostro avviso è riuscito a render benissimo il cambiamento che avviene in Bilbo. Come ha ben detto Gandalf, Bilbo non è più lo stesso hobbit che aveva lasciato la Contea. Pian piano si sta insinuando in lui una forza malvagia, quella dell’Anello.

Che dire di Pontelagolungo (Esgaroth)? Son riusciti a ricostruire una Venezia in miniatura, in stile medievale. Tutti quei ponti, canali, imbarcazioni. Le immagini trasudavano di umidità, com’è giusto che fosse. Qui troviamo Bard (Luke Evans), che avrà molto da dire e soprattutto fare nell’episodio finale (vedi le freccia nere, forgiate nella fornace del Re nano, sotto la Montagna e l’arco di tasso).
Più di qualcuno avrà avuto da ridire sull’inserimento dell’elfa Tauriel. Probabilmente si è vero, non c’era bisogno di aggiungere un personaggio a questa magnifica storia. Però almeno il nostro nano preferito, Kili (Aidan Turner), non era più in secondo piano, anzi! Peccato però che per farlo abbia dovuto rimanere ferito. E  chi sé nè importa se la scena in cui Tauriel lo guarisce ricorda tanto quella di Frodo con Arwen in “La compagnia dell’Anello”.

E poi c’è Smaug, l’immenso Smaug, fatto a nostro avviso davvero bene. Riempiva letteralmente lo schermo con la sua grandezza, maestosità. Smaug è doppiato nella versione inglese dall’altrettanto mostro di bravura Sherlock sul piccolo schermo, Benedict Cumberbatch (in quella italiana da Luca Ward). Promossa a pieni voti la sua interpretazione. Infatti Benedict non da solo voce a Smaug, ma anche corpo, prestando i i suoi movimenti. Bilbo riesce a stabilire un contatto con lui, permettendogli di non essere mangiato.

Infine ciliegina sulla torta è il cameo di PJ, come faceva il “maestro del brivido” Hitchcock. Lo si vede all’inizio del film, per le strade di Brea, davanti alla locanda del puledro impennato (ricorda tanto il cameo de “La Compagnia del’Anello”, infatti anche li si trovava a Brea, sotto la pioggia, all’arrivo di Frodo e degli altri hobbit). Anche nel precedente film lo aveva fatto: era un nano e si trovava nella città di Erebor, mentre veniva distrutta da Smaug.

(Liny&Smarty)

Sherlock e Watson non hanno rivali!

Una volta eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità

Cosi diceva Sherlock nella terza e ultima puntata della seconda miniserie tv, vista qualche giorno fa con mia nipote.
Puntata piena di colpi di scena, indizi, misteri che spero verranno svelati nella terza serie di questo straordinario prodotto, le cui riprese sono iniziate a marzo: muovetevi a girarla che quà siamo già in crisi d’astinenza! Che per placcarla stiamo riguardando e riguardando le 6 puntate, in cerca di particolari sfuggiti alla prima visione.

Dopo aver visto la prima puntata della prima stagione, si capisce perché Jackson (il visionario regista de “Il Signore degli Anelli”) abbia voluto nella parte di Bilbo Beggins, proprio Martin Freeman, per il film “Lo Hobbit”: non c’era altro attore che poteva impersonarlo, renderlo reale, in carne ed ossa! Il suo modo di camminare, le sue espressioni, le sue paure. Per Martin deve esser stato un gioco da ragazzi passare da John Watson a Bilbo Beggins, né sono convinta.

Il rivedere i miei eroi da bambina, sul piccolo schermo, mi ha fatto venir voglia di rileggere le loro avventure. Ma anche di assaporare i meravigliosi luoghi, scorci di Londra, città che ancora non ho avuto la fortuna di visitare. Per ora mi accontenterò prendendone quando vado in montagna questa estate il cuscino british che fa bella mostra sulla poltrona di John. Né ho visto uno identico in un bellissimo negozietto a Corvara: l’anno scorso, l’ho regalato ad Ally, quest’anno tocca a me!

Ambientata nei giorni nostri, nella Londra del nuovo millennio, la miniserie tv ha per protagonisti il travolgente Sherlock (Benedict Cumberbatch), autodefinitosi consulente investigativo, (in cerca di un coinquilino all’altezza), appassionato di anatomia ed esperto chimico, che con il suo intuito e utilizzando le tecniche di deduzione risolve casi in pochissimo tempo e John Watson (in cerca di un alloggio), medico militare, tornato da poco nella madre patria dall’Afghanistan, con problemi ancora non risolti, tipici dei reduci di guerra. Le loro vite si intrecciano ed ecco nascere a poco a poco una complicità che non ha eguali.

Mi è piaciuta molto l’idea del regista di permettere a noi normali e mortali spettatori di entrare nella mente del geniale, stravagante ed eccentrico Holmes. Era come essere lì, nel loro suggestivo appartamento,  insieme a loro e risolvere i vari rompicapo. Spettacolare. Per spostarsi da un posto all’altro usano sempre il taxi, a differenza delle avventure raccontate sui libri, dove usavano la carrozza, per ovvie ragioni.

Molly – “…Tu sei triste quando pensi che lui non ti veda…”

Ogni stagione è composta da 3 episodi, che sono liberi adattameti dei vari romanzi di Sir Arthur Conan Doyle:

Il primo episodio della prima stagione “Uno studio in rosa” ricorda il romanzo “Uno studio in rosso”, il secondo “Il banchiere cieco” al romanzo “La valle della paura” e il terzo “Il grande gioco” al racconto “L’avventura dei piani di Bruce-Partington” in “L’ultimo saluto di Sherlock Holmes”.
Nella seconda stagione invece il primo episodio “Scandalo a Belgravia” si rifà al racconto “Uno scandalo in Boemia”, il secondo “I mastini di Baskerville” neanché a dirlo al romanzo “Il mastino di Baskerville” e infine il terzo e ultimo episodio “Le cascate di Reichenbach” al racconto, contenuto in “Le memorie di Sherlock Holmes”, intitolato “L’ultima avventura”/Il problema finale o gioco finale tanto menzionato dall’antagonista per eccellenza di Holmes, l’antipatico Moriarty.

Secondo me il cervello d’un uomo è come una soffitta vuota: la si deve riempire con mobilia a scelta. L’incauto v’immagazzina tutte le mercanzie che si  trova tra i piedi: le nozioni che potrebbero essergli utili finiscono col non trovare più il loro posto, o nella migliore delle ipotesi, si mescolano e si confondono con una quantità d’altre cose, cosicché diventa molto difficile trovarle.

(by Liny)

Lo Hobbit – un viaggio inaspettato (primo atto)

lo hobbit - un viaggio inaspettatoManca poco, pochissimi giorni e si ritorna nella “Terra di mezzo” che tanto mi/ci ha fatto sognare. Quanti di noi hanno immaginato di camminare, cavalcare al fianco di Gandalf? o voluto vivere in una delle magnifiche casette degli hobbit, con quelle stupende porticine rotonde? Per non parlare di essere con Bilbo quando trova l’Anello e diventare invisibili? Io si, tantissime volte!

Questa volta però con noi, in questo magico mondo, verranno anche i nostri nipotini, che ai tempi de “Il Signore degli Anelli” erano piccini piccini. Anche loro non stanno più nella pelle!

Per ammazzare il tempo, oltre a guardare i vari trailer, ho letto il libro “Lo Hobbit”. Mea culpa. Non l’avevo ancora fatto; è rimasto per anni sul ripiano della libreria ad aspettare il momento propizio, che finalmente è arrivato. Ho pensato: lo leggo qualche settimana prima del film, così ho già stampato nella mente tutti i particolari, per poter fare poi un confronto con il film. Una volta finito, ho capito la scelta di Peter Jackson, di suddividere il film in 3 parti invece che in 2 : sarebbe risultato ingiusto tagliare, ridurre, la Guerra dei 5 eserciti, alla fine del libro…

Una cosa che farò sicuramente è accaparrarmi almeno una locandina del film! E rivederlo al cinema almeno 2 volte 😉 

(by Liny)

Che la Lost-mania abbia inizio!

Su consiglio di Ally mi son rimessa a guardare il telefilm Lost che avevo abbandonato dopo aver visto spezzoni della prima serie. Abbandonato perché ogni volta che accendevo la tv era già iniziato oppure mi perdevo la fine con il risultato che non ci capivo niente, uffi! …poi parlando con lei e alcuni amici, ecco che mi hanno fatto venire voglia di riprovare a vederlo, diciamo che non avendolo visto tutto non potevo parteciapare alle varie discussioni, se si era piu o meno entusiasti o piu o meno delusi di come gli autori hanno costruito la storia, per non parlare del finale, dove praticamente tutti son rimasti delusi e io acciperbolino non poetvo dire la mia! Ecco che ho deciso di mettermi d’impegno per guardare tutte le 6 stagioni di seguito, con anche gli episodi mancanti, ovvero i Missing Pieces, così non mi perdo niente eh eh. Ioltre non potevo non riguardarlo visto che uno dei creatori è J.J Abrams, regista e sceneggiatore anche di Super 8!

Per ora sono a metà della prima serie. Con grande piacere ho ritrovato tra i protagonisti tanta gente già conosciuta in altre serie tv o film, come per esempio il medico Jack (Matthew Fox) che era il fratello maggiore nella serie Cinque in famiglia (Party of Five), per non parlare della rock star Charlie (Dominic Monaghan), l’hobbit Merry nella trilogia de Il Signore degli Anelli e come guest star nel dodicesimo episodio della seconda serie tv Chuck, di cui ho visto la prima stagione, nel quale anche qui impersonava una rock star in pericolo, protetta appunto da Chuck (Zachary Levi). Per non parlare dello sfortunato capitano dell’aereo precipitato, che salvatosi dallo schianto fa una brutta fine ucciso dalla “Cosa”, Greg Grunberg, visto nella serie tv Heroes (che devo ancora finire…ho visto per ora le prime due stagioni) dove impersonava il poliziotto Matt con il potere di leggere la mente. Infine non dimentichiamo Boone (Ian Somerhalder) visto nella terza stagione di Smallville, nel quale interpretava Adam, un ragazzo che lacrimava sangue e genio dell’informatica.

Il mio o i miei personaggi preferiti? dunque dunque non si può non affezionarsi a Jack, Charlie e anche Hurley, che non fa altro che chiamare gli altri “coso”…Locke invece è strano, enigmatico, per il momento non mi sbilancio. Sawyer è sarcastico, ma anche un opportunista. Sayid sa il fatto suo, mi piace perchè sa orientarsi nonostante gli scarsi mezzi a disposizione. Infine non dimentichiamo Charlie che si affeziona a Claire, la ragazza incinta, e per poco non ci lascia le penne. L’unica che non mi convince è Kate che con quel suo viso d’angelo inganna tutti, vedremo se in seguito cambierò idea.

Con gran stupore, vedendo la puntata “Il mistero della valigetta”, ho ritrovo il laghetto con la magnifica cascata vista in Alvin Superstar 3!! Infatti nel film ci sono numerosi omaggi cinematografici.

Oltre a Lost, sto guardando la miniserie Il XIII Apostolo-Il Prescelto, in onda tutti i mercoledì su canale 5, ambientata a Roma, con protagonisti Claudia Pandolfi nelle vesti di psicologa e Claudio Gioè un gesuita, intenti entrambi ad indagare su fatti misteriosi, inspiegabili, cercando di dare un senso logico alle cose, sempre pronti ad espolare i confini tra scienza e fede. Veramente ben fatto…pensare che Gioè avrei potuto vederlo e quindi apprezzare il suo talento dal vivo, l’anno scorso, a teatro con lo spettacolo L’oscura immensità della morte, tratto dal libro di Massimo Carlotto, dove Claudio oltre a interprete era anche regista. Purtroppo è stato annullato per impegni cinematografici uffi uffi e quindi mi son dovuta accontentare di vederlo in I cento passi e in La meglio gioventù, per non parlare della grandissima interpretazione nella miniserie Il Capo dei capi.

Infine nei ritagli di tempo mi son comprata il libro Il discorso del Re, infatti dopo averne visto il film me ne sono appassionata e volevo approfondire la vita del logopedista Logue e dello sfortunato Re Giorgio VI, capendo un po’ meglio i disagi provocati dalla balbuzia. Oltre a questo libro devo leggere Il deserto dei tartari di Dino Buzzati, primo libro scelto da noi appartenti al club del libro ancora senza nome, appena istituito e di cui faccio orgogliosamente parte!! Infatti era da un paio di anni che questa idea mi girava per la mente, ma non ero mai riuscita a realizzarla.

In uno dei prossimi post, parlerò ancora di serie televisive che mi hanno appassionato…un indizio su quali? beh intanto sono due, una è stata realizzata da Spielberg. Un altro indizio è che in entrambe le serie il protagonista è lo stesso! Avete capito? …no…si…lo scoprirete eh eh.

(by Liny)

Chi inizia bene…è a metà dell’opera!

Chi monta mobili il primo dell’anno (nel nostro caso il letto)…lo fa tutto l’anno! Bella questa prospettiva, soprattutto se ti piace la filosofia dell’Ikea “prendi, trasporta, monta” tutto con le tue manine…e poi che soddisfazione vedere il lavoro finito e pensare che hai fatto tutto con le tue forze.

Oltre a “giocare” con i mobili ikea…non so voi ma a noi è sempre piaciuto costruir cose, non a caso il nostro gioco preferito da piccole era il Lego (costruivamo villaggi interi con tante belle casette tutte arredate, con scuola e parco giochi annessi, infatti ogni occasione come compleanni, Natale, feste varie era buona per chiedere sempre l’immancabile scatola lego)…ci siam gustate spezzoni de Il Signore degli Anelli! Ebbene si, Sky ha avuto la bellissima idea di fare la maratona del capolavoro di Tolkien, così abbiamo riammirato i suggestivi paesaggi della Nuova Zelanda, in attesa di farlo fra esattamente 347 giorni al cinema con Lo Hobbit.

La sera invece ci eravamo ripromesse di guardar finalmente Il discorso del re, film che ancora non abbiamo avuto occasione di apprezzare, ma abbiam dovuto cedere alle insistenze dei nostri nipotini rivedendo Wall-E (aveva ragione il nostro professor di strategia d’impresa dell’università…quando in casa c’è un bambino…alla fine decide lui…”bisogna saper coinvolgere i bimbi se vuoi che la tua  strategia commerciale sia vincente”). In compenso il capolavoro di Tom Hooper e interpretato magistralmente da Colin Firth, l’abbiamo visto oggi e siamo rimaste piacevolmente sorprese di scoprire che la moglie di Re Giorgio VI era interpretata dalla cattiva Bellatrix Lestrange in Harry Potter, Helena Bonham Carter, qui invece premurosa e affettuosa. Stupenda anche la colonna sonora!!

(by Liny&Smarty)