Le marché français

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Le Marché français – © bastoncini di zucchero

Anche quest’anno il mercatino francese è arrivato a Trieste, nella solita location davanti la Chiesa di Sant’Antonio vicino al canal Grande. Strafelici per il suo arrivo come i bambini quando aprono il regalo di Babbo Natale, ci siamo precipitate giù in città!

Come di consueto c’erano le casette di legno lungo la piazza e i venditori offrivano i loro prodotti culinari tipici, dai biscotti ai formaggi e salse, ai vini e spezie. Oltre alle saponette profumate, tessuti tradizionali, foulard e sciarpe abbiamo trovato una bancarella d’avvero ‘sciccosa’ con moltissimi orecchini e bracciali a forma di animaletti^^ e collane di bamboline. La nostra sorellona una l’ha comprata!

mercatino francese

Passeggiando per il mercatino – © bastoncini di zucchero

Abbiamo anche fatto tappa davanti alla casettina ‘boulangerie’ dove ci siamo gustate i saccottini ‘pain au chocolat’. Non potevamo non mangiarli, buonissimi come sono! Davanti la bancarella si sentiva il profumo dei dolci appena sfornati, che ha fatto tornare Smarty indietro nel tempo a quando è andata a Parigi.
Ma il nostro obiettivo era comprare una forma di formaggio Reblochon: il ragazzo che ce l’ha venduta ci ha sgamato subito dicendoci <<lo prendete per cucinare le tartiflette, vero?>> … certo che si! Mi sa che l’avevamo scritto in fronte^^

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Fromage, fromage et encore fromage! – © bastoncini di zucchero

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Dolcissime paperotte in legno – © basctoncini di zucchero

Felicissime ci siamo portate a casa i sapori, gli odori, i suoni francesi. Nous aimons la France!

by Smarty & Liny (photo by Zazy, la nostra dolce nipotina a cui vogliamo dire grazie)

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Récit de voyage à Paris – Jour 1

Samedi mai 31/2014 – heuers 06.10, la mattina seguente ci sveglia il timido raggio di sole che si fa avanti tra le nuvole. Apro gli occhi e vedo le goccioline d’acqua sul finestrino, stanotte ha piovuto! Tity ed io abbiamo il sorriso stampato sul viso. E’ mattino abbiamo già superato il confine italiano, oramai anche quello svizzero, siamo in terra francese. Ci guardiamo, usciamo dalla cuccetta e ci mettiamo ad ammirare lo spettacolo che si presenta davanti ai nostri occhi! Distese e distese di campagna, intervallata da piccoli paesetti rurali, a volte bosco. Penso tutto sommato non ci è andata male fare il viaggio di andata in treno, possiamo gustare questo panorama! Prima di scendere non ci facciamo mancare nulla, andiamo a prendere un caffellatte e un café au lait, da vere italiane. Ci accomodiamo al banco vicino i finestrini nel vagone ristorante. Poco dopo intravediamo le prime palazzine di Parigi, in periferia, il treno inizia ad entrare in stazione, a Gare de Lyon: che stazione con le sue mattonelle di vetro come soffitto. Avete presente la stazione di Hugo Cabret? Ecco rendo l’impressione che ho avuto nel vederla, che meraviglia!

paris_gare de lyon

Scendiamo e veniamo travolte dalla fretta della gente, chi come noi in vacanza, chi per lavoro. Abbiamo un attimo di disorientamento. Decidiamo di consultare la cartina della metro/bus/RER (collegamento ferroviario locale) per cercare la linea che ci porta all’albergo (ora però mi prendo un paio di righe per raccontarvi una curiosità sulla cartina: proprio il giorno stesso della nostra partenza casualmente al lavoro è arrivato un ragazzo che vive e lavora a Parigi. Parlando con Tity quando ha saputo che eravamo dirette proprio lì e ritornato una mezzoretta dopo appositamente per lasciarle la cartina, dicendo che ci sarà utile per muoverci con i mezzi pubblici …e aveva ragione! Non c’è che dire grazie!!!  Se questo non è destino!). Decidiamo di prendere la métro rosa n.6 che ci porta alla fermata Cadet, zona Opéra! Qua viene il bello, mi imbatto in una situazione ‘fantozziana’ …ho il biglietto per attraversare i cancelli della métro ma lo infilo nel senso sbagliato si incastra e non riesco a passare, Tity ormai è oltre. Il mio viso assume uno sguardo di panico. Ed è qui che arriva un tipo, mi guarda, avrà visto la mia faccia piena di terrore, prende il suo biglietto col quale riesce a far uscire il mio! Lo prende e lo mette nel verso giusto i cancelli si aprono! Yep libertà! Grazie mille buon uomo!! Penso tò ho appena messo piede in Francia e già trovo qualcuno gentile disponibile ad aiutarti! Vive la France!!! Arrivate in albergo abbiamo voglia di darci una rinfrescata e cambiarci ma ci comunicano che non possiamo avere la stanza fino le 14! Dopo un attimo di smarrimento, vista la prenotazione della stanza già per la notte precedente, ci permettono almeno di lasciare le valige! E via allora alla scoperta della Ville Lumière! Decidiamo di restare nelle vicinanze dell’hotel, ci incamminiamo verso le Galeries Lafayette. Casualmente passiamo davanti a un piccolo teatro, il Mogador, in alto leggiamo il titolo dello spettacolo che viene presentato, con l’insegna come nei teatri di Broadway con le lettere composte da lampadine rosse, ‘La belle et la bête’! Peccato non avere il tempo di andarlo a vedere sicuramente è un montrer super!

mogador

Arrivate alle gallerie in Boulevard Haussmann veniamo travolte dalla grandezza del centro commerciale e dalla sua lussuosità. Ci colpisce la sua cupola con i vetrini colorati stile art dèco! Il piano dei profumi è luminosissimo dove puoi trovare qualsiasi fraganza di ogni firma, da Coco Chanel a Dior a Tiffany e Co. per non dimenticare Armani e Hermès.

cupola

Decidiamo di vedere tutti i piani, ai primi troviamo gli abiti per uomo donna bambino. Prendiamo l’ascensore, questo in stile di un tempo, e raggiungiamo l’ultimo piano zeppo di libri con una carina sala relax!

libreria

Ci accorgiamo che possiamo salire sulla terrazza che da sui tetti di Parigi. Che spettacolo, è un primo assaggio delle meraviglie che vedremo in questi giorni!!

tetti di parigi

Scendiamo ed entriamo al Teatro Opèra lì vicino, in sottofondo si sente una piacevole musica, che bella atmosfera.

opera

Uscendo la pancia inizia a farsi sentire, è ora di pranzare …ci mettiamo a cercare un bistrot o boulangerie, guardandoci attorno abbiamo trovato la San Paul! Lì ci siamo prese due piccole macedonie e non poteva mancare la baquette! Rientriamo finalmente in albergo, ci sistemiamo un attimo e pronte a vivere di nuovo Parigi, andiamo verso l’Arc de Triomphe per poi salire sulla Torre Eiffel! Ci incamminiamo lungo le Champs Élysées dopo aver oltrepassato la Place de la Concorde con l’Obelisco. Tity inizia a correre di quà e di là indicando praticamente tutti i monumenti che ha a vista d’occhio. E’ ritornata bambina, il suo viso era pieno di stupore. Il viale alberato è lunghissimo pieno di vita, gente ogni dove, del posto, turisti ma anche artisti di strada che fanno breakdance con musica a palla o un simpatico nonnino col suo gattino rosso Max che suona organetto a rullo.

artista di strada con Max

Ai lati ci sono molti negozi monomarca, è la zona chic, di lusso. Troviamo l’Arcades des Champs-Elysées, una delle gallerie/passaggi con tetto in vetro, dove troviamo dei negozietti interessanti, tra cui uno che vende fotografie di personaggi famosi. Penso il regalo giusto per la mia twin Liny, le ho preso una foto con la sua attrice preferita, Audrey Hepburn fotografata assieme a ‘Gatto’, il micio rosso di Holly nel film ‘Colazione da Tiffany’.

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Ci dirigiamo verso l’Arc de Triomphe, arrivate ci colpisce la sua imponenza, fu costruito per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte, al centro vediamo una fiaccola accesa, scopriamo che è in memoria del milite ignoto.

arc de triomphe

Sta calando la sera e come ultima tappa per il nostro primo giorno da parigine decidiamo di salire sulla torre Eiffel, per raggiungerla passiamo vicino la galleria dell’Alma, e subito riaffiora in noi il ricordo di Lady Diana. Arrivate sotto la torre percepiamo una sensazione strana, ci rendiamo conto di essere degli esserini minuscoli rispetto alla sua maestosità. Avete presente? Quello che provano le formichine vedendoci! Ci mettiamo da brave scolarette in fila nell’unico pilone di accesso aperto, quello Sud. Ci accorgiamo però ben presto che c’è tanta, troppa gente già sulla torre: i monitor hanno iniziato a lampeggiare la scritta ‘full tower’! Incominciano a sospettare che non riusciremo a salire, poco dopo difatti hanno chiuso i cancelli. Niente ritenteremo nei prossimità giorni la nostra scalata dei suoi 324m di altezza!

torre eiffel Guardiamo l’ora, acciderbolina sono già le 22.30 e ancora non abbiamo cenato! Troviamo un bistrot nelle vicinanze, ormai la cucina è chiusa ordiniamo allora un sandwich con petto di tacchino e formaggio grigliato, lo divoriamo, eravamo decisamente affamate. Rientriamo in albergo a notte inoltrata, penso che ci avranno dato per disperse, ci buttiamo a letto stanche ma felici per questa giornata intensa che abbiamo vissuto. Bon nuit Paris!

(by Smarty)

Aller à PARIS

E’ passato poco più di un mese, dopo aver riordinato i miei appunti presi e selezionato le istantanee migliori, ecco cosa abbiamo vissuto a Paris, nel nostro viaggio tanto atteso Tity et je.

Vendredì mai 30/2014 – heures 15.15, banchina della stazione ferroviaria di Trieste, 2 valigie, una antracite rigida, l’altra ciliegia di tessuto, Tity ed io pronte per l’avventura che ci porterà verso la ville lumière.

Ci hanno accompagnato la dolce Zazy, Liny e non poteva mancare la mamy col suo fedele spazioso furgoncino! Salutato la sera prima il resto della banda e il paffutolo Pisolo, abbiamo obliterato il biglietto e dopo aver scelto il vagone ci siamo sedute con l’emozione al cuore per il sogno diventato realtà, il viaggio verso Paris!Abbiamo rischiato di non arrivarci …il giorno prima l’agenzia di viaggio ci contatta annunciandoci che il volo aereo è stato annullato a causa di uno sciopero …oh nooo, abbiamo esclamato! A mente ferma, da brava figlia di ferroviere propongo la soluzione di partire col treno e per fortuna abbiamo trovato gli ultimi 2 posti in cuccetta da 6, il lettino 44 e 43…destino! Quest’ultimo è l’anno di nascita proprio del mio papà!

Puntuale il treno ci porta fino alla stazione Venezia/Mestre. Dopo un paio di minuti chi incontriamo? Una faccia amica, Etty la nostra dolce collega, che tesoro …penso qualcuno da lassù c’è l’ha mandata! Ha rallegrato la prima parte del viaggio =) Arrivate a Mestre, snodo ferroviario e per noi sosta obbligata per prendere il treno notte Thello! Siamo state per due ore circa giusto il tempo di berci un caffè e fare una passeggiata nei dintorni. Mangiamo un boccone e poi via sul treno-notte, dopo aver trovato il nostro vagone ci accomodiamo ai nostri posti. Verso le 23 sale l’ultima compagna di cuccetta e ci mettiamo a dormire con l’emozione in pancia che il giorno seguente saremo in terra francese!

                          (par Smarty)

Marché de Noël français a Trieste

Anche quest’anno è tornato il tradizionale Mercatino di Natale francese nella nostra città. In questo fine novembre tra piazza S.Antonio, vicoli vicini, dietro le rive di Canal Ponterosso si respirano sapori, suoni, tradizioni bretoni ospitati nelle deliziose casettine di legno …merveilleux!

Appena arrivate siam state travolte dai profumi provenienti dalla bancarella che offriva spezie d’ogni genere, da quelle per gli infusi di thé, tra i quali quello preparato con i boccioli di rosa (l’ho abbiamo comprato, appena viste le rose, ci han ricordato il nostro papà a cui piacevano tanto), a quelle per assaporare i piatti, come il curry, di vario tipo o lo zafferano, zenzero e cannella, per non dimenticare i bastoncini di liquirizia. Il bancone sembrava una tavolozza del pittore, pieno zeppo di colori …fabuleux! Addentrandoci dentro il mercato sempre il senso olfattivo ci ha portate alla bancarella dei formaggi tipici francesi. C’è n’erano tantissimi. Ci siam messe alla ricerca di uno in particolare, Liny si è messa in testa di fare le Tartiflette, un piatto con patate, pancetta e appunto un fromage français, le Reblochon. Cerca che ti cerca, tra tutte le targhettine eccolo, trovato! Continuando il giro, proprio in mezzo alla piazza, veniamo travolte da moooltissime paperette di tutte le dimensioni, fatte in legno, coccolose loro!

Le altre bancarelle offrivano saponi di varie forme colori e profumi, che allegria! Ma la bancarella che ci ha attratto di più, ovviamente, da golose, è stata quella dei dolci e biscotti …dalle croissant calde, ai madeleines, e non potevano mancare i macarons! Lì abbiam comprato una scatola porta biscotti, con l’immagine di un faro sullo sfondo! Il venditore simpaticissimo ti parlava in francese, très agréable! Oltre a queste prelibatezze abbiam trovato anche delle lanterne decorate a mano, schiccose e i tessuti francesi, dai foulard, ai golfini di cashmere, alle tovaglie …fantastique!

(Smarty&Liny)

Un autunno tutto colorato tra Fave e Macarons

E’ da un po’ di tempo che volevo cimentarmi in questa impresa…fare con le mie manine le Fave triestine, dolce tipico della mia città, in autunno. Infatti tra settembre e fine novembre non c’è vetrina di ogni pasticceria/panetteria che non sia dedicata a queste prelibatezze.

Ecco che armata di tanta pazienza mi metto a cercare un vecchio libro di cucina triestina, speranzosa di trovarvi la “magica” ricetta…per mia fortuna l’ho trovato!  Ma cosa sono esattamente queste favette? Sono delle palline colorate, al gusto di vaniglia, cioccolata e rosa; i loro colori sarebbero per tradizione i simboli della vita! Questi dolci hanno origini antichissime, della Grecia Classica, infatti tradizione vuole che siano una variante delle fave dei morti, distribuite durante i funerali perché considerate predilette dalle Moire (Parche, nella mitologia romana), le tre Dee, figlie di Zeus e Temi, che stabilivano il destino degli uomini: la prima (Cloto) che filava il tessuto della vita, la seconda (Lachesi) che dispensava i destini, assegnandone uno a ogni individuo stabilendone anche la durata, e la terza (Atropo), che inesorabile, tagliava il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni erano immutabili, neppure gli dèi potevano cambiarle. Ancora oggi vengono consumate il 2 novembre, come offerta ai defunti.

Per farle, l’impasto delle fave è a base di mandorle pelate e macinate, unite poi allo zucchero, uova, miele, farina di riso e maraschino. Per farle rosate, si aggiunge liquore di Sherry (o rosolio di Alkermes) oppure estratto di rosa, mentre per farle marroni, si usa il cacao o rum.

E ora gli ingredienti:

  • 250 gr di mandorle pelate
  • 125 gr di farina
  • 3 chiare d’uova grandi
  • 250 gr di zucchero
  • vaniglia
  • 1 bicchierino di rosolio bianco
  • 1 bicchierino di rosolio alkermes
  • qualche goccia di olio di rose o acqua di rose
  • 50 gr di cioccolato grattata

La cosa più importante per la buona riuscita di questi gustosi dolcetti è il forno! che deve esser appena tiepido. Poi asciugare per 2 giorni le mandorle macinate in un luogo caldo. Mescolare in una terrina la farina con un po’ di albume, a pastella liscia; aggiungere, poco a poco: l’albume rimanente, zucchero e mandorle mescolando continuamente; quando la pasta sarà ben spumata dividerla in 3 parti; nella prima mettervi vaniglia e rosolio bianco; nella seconda olio di rose e alkermes; nella terza incorporare la cioccolata. Formare delle favette ed asciugare sulla lamiera cerata a forno poco caldo.

Altri dolcetti di cui appena li ho visti mi sono innamorata sono i Macarons che portano allegria a questo autunno grigio e ultimamente un po’ uggioso. Cosa sono? sono dei deliziosi dolcetti francese, si dice i più amati dalla Regina Marie Antoinette, e in questo periodo le pasticcerie/panetterie d’oltralpe ne sono piene! Sono abbastanza facili da fare come le fave e sono anche loro tutti colorati; possono essere al limone, cioccolato, menta, lamponi…chi più ne ha più ne metta! Si possono fare anche con ripieni diversi. Le loro origini sono incerte ma molti specialisti giurano che a inventarli furono i raffinati pasticceri italiani giunti a Parigi al seguito di Caterina de’ Medici!

Da maggio è stata aperta a Milano, in via Spadari 6, una Ladurée, boutique francese famosa in tutto il mondo per i suoi golosi e coloratissimi macarons…un motivo in più per andare un giorno nel capoluogo lombardo! Ho provato a fare anche questa ricetta, ma con pessimi risultati, haimè…credo non abbia funzionato qualcosa nel forno…ma non mi arrendo ci riproverò presto, molto presto! Intanto vi lascio la ricetta tratta dalla rivista “La prova del cuoco” di novembre:

  • 215 gr di farina di mandorle
  • 350 gr di zucchero a velo
  • 30 gr di farina
  • 190 gr di albume d’uovo
  • 90 gr di zucchero semolato
  • 4 gr di colorante alimentare

per il ripieno:

  • 250 gr di panna fresca
  • 5 gr di latte in polvere
  • 300 gr di cioccolato bianco
  • burro quanto basta
  • olio essenziale e scorza di limone
  • 50 gr di zucchero

se invece si vuole fare il ripieno colorato (per esempio ai lamponi) mescolare insieme 100 gr di lamponi e 100 gr di zucchero, cuocendoli, poi spegnere e far raffreddare, versare poi la marmellata in una sacca da pasticcere e metterla in frigo per 2 ore.

(by Liny)