Bob Dylan in concerto

bob dylan © bastoncini di zucchero

Sabato 27 giugno sono riuscita finalmente a vedere dal vivo un Mito, il leggendario  BOB DYLAN!

Mai e poi mai avrei sperato di realizzare questo sogno e invece ci sono riuscita.
Mesi fa quando ho saputo che avrebbe aperto il tour italiano proprio nella mia regione, ero strafelice e ho colto l’occasione acquistando il biglietto.

Poi i giorni, le settimane passano ed ecco arrivare il giorno tanto atteso. Pronti per partire alla volta di San Daniele del Friuli. 
Dopo il viaggio in macchina ascoltando alcune canzoni del menestrello di Duluth, ecco che ad un certo punto inizia a piovere. Arrivati a destinazione, il diluvio. Scoraggiati cerchiamo un parcheggio, ad un certo punto però le nuvole si ritirano lasciando spazio a un magnifico arcobaleno.  Scongiurato per nostra fortuna il pericolo del concerto annullato (sorte diversa ha avuto Smarty qualche giorno prima per Nutini a Trieste, in Piazza Unità).

Sono le 21.30 circa. Robert Allen Zimmerman si materializza sul palco, vestito di nero con cappello bianco, ma poco importa com’è vestito, il sogno sta diventando realtà.
La Leggenda della musica, del folk e del rock, diventato portavoce con le sue canzoni del movimento di protesta degli anni sessanta, era davanti a noi a pochi metri.
Scenografia minimale, con luci soffuse, quasi a voler ricreare un’atmosfera da piano bar a mio avviso, più intima. Al centro il microfono e su di un lato il pianoforte e la band volutamente lasciata in penombra, sul fondo. Anche l’acustica era contenuta. Per tutto il concerto passa con disinvoltura dal microfono e armonica al piano
.

Inizia con il brano Things Have Changed, premio oscar per il film Wonder Boys, e il classico She belongs to me del 1965 (Bringing It All Back Home).
Prosegue con Duquesne Whistle, primo estratto da Tempest del 2012, al piano e con Tangled Up in Blue del 1975 (Blood on the tracks). Prima della pausa esegue Full Moon and Empty Arms, omaggio a Frank Sinatra dall’ultimo album Shadows in the night, pezzo eseguito magistralmente e reso ancora più suggestivo se volgevi lo sguardo al cielo e scorgevi la luna che si faceva largo tra le nuvole.
A gran sorpresa, prima dell’intervallo, saluta il pubblico (“Wow! Bob sa parlare”).

Il concerto riprende con High Water (For Charley Patton), seguito da Simple Twist of Fate, classico del 1975 (Blood on the Tracks).
Gli assoli di armonica  sono eccezionali. Finalmente lo sento suonare dal vivo. Il sogno diventa realtà. Magia.

Prosegue con Scarlet Town sempre tratto da Tempest ed esegue infine Autumn Leaves, prima dei bis.
Ed ecco che esegue il manifesto pacifista Blowing in The Wind (The Freewheelin), che vorresti non finisse mai…sentirla dal vivo  è stato davvero emozionante, quel qualcosa in più che non scorderai mai.
Prima di andare via canta ancora Love Sick.

C’è poco da fare, bisogna essere preparati, bisogna sapere che eseguirà cover dei suoi stessi pezzi: tutto verrà stravolto, riarrangiato, traformando le canzoni in altro, in ogni concerto. Forse è anche questo il bello, altrimenti sarebbe come ascoltare i suoi cd, comodamente a casa.

Di seguito la scaletta:

1. Things Have Changed
2. She Belongs To Me
3. Beyond Here Lies Nothin’
4. Workingman’s Blues #2
5. Duquesne Whistle
6. Waiting For You
7. Pay In Blood
8. Tangled Up In Blue
9. Full Moon And Empty Arms
(intevallo)
10. High Water (For Charley Patton)
11. Simple Twist Of Fate
12. Early Roman Kings
13. Forgetful Heart
14. Spirit On The Water
15. Scarlet Town
16. Soon After Midnight
17. Long And Wasted Years
18. Autumn Leaves
(bis)

19. Blowin’ In The Wind
20. Love Sick

by Liny

Happy Mistake Tour 2013 – Raphael Gualazzi

 Ascoltarti e vederti dalla terza fila non ha davvero prezzo.

Sono passati 2 anni, 3 mesi e 9 giorni, da quando ho assistito per la prima volta ad un suo concerto. Quella volta era agli esordi. Ora tutto il Mondo lo conosce. Di chi sto parlando? Ovviamente di Raphael Gualazzi! L’artigiano della musica. Il ragazzo timido, che però quando suona si trasforma, coinvolgendo tutti.

Quando inizia a suonare, infatti, entri nel suo mondo magico, fatto di note, che una dopo l’altra ti trasportano facendoti scoprire e amare la vera Musica, con la M maiuscola. Le sue dita è come se danzassero sulla tastiera del pianoforte. Vorresti che questo vortice non smettesse mai. Ma purtroppo ahimè bisogna tornare con i piedi a terra. Però te ne torni a casa con una ricchezza in più, dentro al cuore.

Vi assicuro, è tutto un’altra cosa ascoltarlo dal vivo. Quindi bando alle ciance, andate ad un suo concerto. Non vi deluderà! Accompagnato oltre che dal suo fedele pianoforte,  dalla sua band: le coriste Sophie Afoy, Lisa Griset e Bene Maillot, al sax Julien Duchet, trombone Damien Verherve e alla tromba Luigi Faggi. Chitarra Laurent Miqueu, basso e contrabbasso Emah Otu e infine alla batteria Massimiliano Castri. Tutti strumentisti eccellenti. Propongono brani arrangiati di superba raffinatezza, di jazz e blues, pieni di atmosfera.

Serata indimenticabile. Grazie Raphael per le forti emozioni che ci hai fatto provare stasera, nella splendida cornice del Politeama Rossetti, di Trieste. Grazie per aver scelto la nostra città e averla definita Beautiful come una tua canzone. Grazie per come sei. Grazie per aver interagito con noi spettatori, raccontandoci qualcosa in più di come sono nate alcune tue canzoni, come Carola “la prossima canzone si basa su una storia … non vera, che ho scritto io, una storia d’amore tra un soldato italiano e una prostituta tedesca durante la seconda guerra mondiale. Il significato è molto semplice: molto meglio l’amore che la guerra…”. Zuccherino Dolce “il prossimo brano scritto da un mio amico, ma che è amico anche di altre persone, Oliviero Malaspina”. Grazie anche per averci fatto cantare con te Lady “O”, a noi sai ci basta un sogno. Poi l’Improvvisazione su temi di Amarcord, omaggiando Nino Rota e Federico Fellini (qui tutto il tuo talento di pianista si è fatto sentire!). Infine per celebrare un grande maestro della tradizione afroamericana, dal vangelo secondo Little Walter, My Baby (la mia fidanzata) “che non è la mia di  fidanzata, non so se era quella di Little Walter, ma comunque la di qualcuno fidanzata”.

Autografo, foto, poster, stringerti la mano per ben due volte, non posso voler niente di più.

(by Liny)

MARCO MENGONI, #L’essenzialeAnteprimaTour 2013

Grazie. Grazie a te per aver condiviso con noi le tue emozioni, la tua voce, la tua musica, il tuo essere. Grazie per averci reso partecipi delle tue storie, della tua timidezza, della tua umiltà. Grazie per le 2 ore abbondanti di energia pura. Grazie per aver concluso l’Essenziale Anteprima Tour qui a Trieste. Grazie di tutto e ritorna presto!

Un’ultima cosa. Ancora oggi ci ricordiamo come se fosse ieri, la prima volta che abbiamo avuto l’onore di conoscerti. Era l’estate del lontano 2009. Eravamo in vacanza in montagna, l’ultima condivisa col nostro papà, che ora è lassù in cielo, quando guardando le selezioni per entrare a X-Factor, ti sei fatto conoscere. Con quella tua aria da sognatore, ci hai stregato tutti, tanto che abbiamo subito scommesso su di te, sulla tua vittoria, e così è stato.

Non ci resta altro che dirvi con tutto il cuore…Chi può andare, vada a vederlo! Non né rimarrà deluso.

Possiamo soltanto amarti

…e fra non molto posteremo anche qualche bel video della serata!

(by Smarty&Liny)