Un anno da Lupi auuuuu

E’ da un po’ che non scriviamo.
Non sappiamo nemmeno noi il perché, ora però siamo qui 😉

Il modo migliore di ricominciare è raccontandovi questo anno meraviglioso e intenso, “Il nostro anno da Lupi” auuuuuu

10.02.17 – 10.02.17

Tutto è iniziato una sera di febbraio, a cena, a casa di una nostra amica.
Tv accesa in soggiorno sintonizzata su Rai1, c’era il Festival di Sanremo. Noi tre in camera a programmare le prossime serate in teatro. Ad un certo punto dal soggiorno arriva prepotente una Voce, che avevamo già sentito da qualche parte. Una voce inconfondibile. Quella di
Ermal Meta che canta il suo pezzo, Odio le favole, in gara a Sanremo Giovani.

Lasciamo la camera e ci precipitiamo davanti alla tv, letteralmente rapite dalla sua voce melodiosa.

Da quel momento tutto è cambiato!

Noi alla ricerca sfrenata in Internet per vedere e capire dove avevamo già letto quel nome e sentito quella voce. Scopriamo alla fine che è stato autore di numerose canzoni di successo composte per vari cantanti, come Mengoni, Renga, Chiara, Francesca Michielin, Lorenzo Fragola per citarne alcuni. Poi ci ricordiamo che lo avevamo già sentito cantare “Tutto si muove” nella serie tv Braccialetti Rossi (la colonna sonora firmata da Niccolo Agliardi).

Siamo state  travolte dalla sua voce magnetica. Appena è uscito l’album, Umano, il suo primo da solista, ci siamo precipitate a comprarlo.
Speravamo in un Instore nella nostra regione, ma niente. Ai promoter purtroppo non interessava. Allora ci siamo dette che almeno ai concerti ci dovevamo andare. E così è stato!

Prima dei concerti però Ermal ha avuto un’idea geniale e molto innovativa.
Ha permesso alla gente di entrare in una sala prove per vedere con i propri occhi e comprendere cosa ci sta dietro alla preparazione dei live.

Noi abbiamo preso parte alle due sessioni di #ProveAperte di Milano (15-16 aprile) e di Roma (21-22 maggio). Le sessioni duravano circa un’ora ciascuna, 10-15 persone per volta.

L’esperienza a Milano è stata magica. Essendo la prima volta che entravamo in una sala prove, per noi è stato tutta una scoperta. Inoltre finalmente abbiamo potuto sentirlo cantare e suonare dal vivo per la prima volta. Sono stati momenti che non dimenticheremo mai.  Durante il nostro turno Ermal ha provato e riprovato più volte il brano Umano, sia al pianoforte che alla chitarra. Con lui suonavano i fratelli Bassi, Emiliano alla Batteria e Matteo al basso, e Marco Montanari alla chitarra.
Finito il turno di prove si usciva per una pausa e si poteva chiacchierare un po’. Bellissimo il clima che si è venuto a creare, molto amichevole e rilassato.

Dopo la positiva esperienza a Milano (a cui a preso parte anche la nostra nipotina e la nostra big sister) non potevamo mancare a quella di Roma. Abbiamo fatto di tutto per non perderla e ci siamo riuscite. E’ stato una sorta di regalo di compleanno anticipato.
Giornata piena di emozioni, indimenticabile, sotto ogni aspetto. Il cuore è ancora colmo di affetto e stima nei confronti di Ermal.

Nonostante la febbre ha condiviso con noi Lupi la sala prove. Provare e riprovare un pezzo fino a trovare la perfetta sintonia. È stato anche bello vedere che tra i musicisti si è creato un rapporto di rispetto reciproco sia dal lato professionale che umano, dimostrato anche dall’amicizia che li lega. Non sono mancate le battute scherzose che si sono scambiati, anche con noi che eravamo lì.
E poi ci hai chiamato “Gemelle del Destino” e a fine sessione ci hai
dedicato qualche minuto in più dopo aver saputo che venivamo da lontano.
Già quel giorno di maggio abbiamo compreso quanto tu sei speciale, attento a quello che ti gira intorno.

L’esperienza della sala prove è stata meravigliosa. Si sono creati dei rapporti di amicizia più o meno stretti tra i “lupi”. Con alcuni lupi ci si sente spesso e ci si aiuta per organizzare trasferte in giro per l’Italia, tutto per poter seguire e condividere insieme i concerti.

Del tour estivo abbiamo potuto assistere ad un solo live:
Verona sett.02/2016 opening act Enrico Ruggeri.

Serata magica. Noi super emozionate perché è la prima volta che ti vediamo cantare sul palco E’ stato meraviglioso. Quella sera ha canta alcune canzoni dell’album Umano (Umano, Lettera a mio padre, Pezzi di Paradiso, Odio le Favole, A parte te).
Poi ad un certo punto le luci vengono spente e viene eseguita Amara Terra Mia di Domenico Modugno.
L’atmosfera che si è creata è stata da brividi, da togliere il fiato. Ed Ermal lo ha dimostrato anche a Sanremo, nella serata dedicata alle cover.



In autunno invece siamo state a due concerti (con Ermal sul palco oltre a Marco Montanari e Emiliano Bassi, c’erano anche Andrea Vigentini e Giambattista Giorgi):

25 novembre a Torino (CAP10110) e 2 dicembre a Parma (Campus Industry Music).
Ricordi indelebili, emozioni uniche. Torino primo vero live per noi. Sentir cantare canzoni come Era una vita che ti stavo aspettando, Straordinario, Big Boy scritte da Ermal ma interpretate da altri, quindi sentirle nella loro versione originale è stato davvero bello. Durante il concerto ha pure eseguito canzoni de La Fame di Camilla, come Rivoluzione, Buio e Luce , Come il sole a mezzanotte per citarne alcune e ha anche reso omaggio a Leonard Cohen con la sua Hallelujah.

A Parma poi ci ha tirato un bel scherzetto!

A fine concerto, prima di cantare i bis, decide di far salire qualcuno sul palco. E qui sembra circa tutto normale, ma quando dice “per prime voglio far salire le gemelle, si proprio voi, vengono da Trieste” beh in quel momento ci ha preso un colpo e volevamo sprofondare. Mai e poi mai avremo immaginato una cosa del genere. E’ stato meraviglioso, tu circondato da tutti noi, che canti prima Una strada infinita e infine A parte te.

Hai davvero un’anima immensa, caro Ermal.

Quest’anno straordinario si è concluso con il primo raduno dei Lupi, a Firenze (Combo), che ha visto correre lupi da ogni dove. C’era pure Ermal assieme al fidato Marco Montanari, che gli ha fatto da spalla al mini live.

Tante le canzoni suonate 20 sigarette, Ad occhi chiusi, Il meglio che puoi dare, Due lacrime, Ne Doren Tende, Fragile… un Jukebox vivente. 

https://www.youtube.com/watch?v=JL9rWLhflsM

Ogni istante di questi mesi vive in noi! Basta sfogliare le fotografie che abbiamo scattato con gli occhi.
Non ci resta che augurarti il meglio per la tua partecipazione a Sanremo, Vietato Morire ci è piaciuta fin dalla prima nota. Continua così Capobranco e …che il lupo corra sempre con te!

by Liny&Smarty

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Ezio Bosso e le sue 12room

“Andate in cerca di questa musica viva” Ezio Bosso ci ha salutato così l’altra sera al teatro Rossetti di Trieste dopo un intenso concerto, pieno di emozioni!

Ha catturato il pubblico fin dal suo arrivo sul palco, con il suo sorriso dolcissimo! Ha creato fin da subito un legame come se fossimo vecchi amici.

Ha definito Trieste la Stanza “Cercata”, voleva venire da 18 anni nella città di Joyce e Svevo. Lui viaggia con il suo fedele pianoforte ¨sangue¨, così lo chiama, attraverso delle stanze, durante i suoi concerti accompagnandoti nei suoi componimenti. Prima di ogni pezzo al piano ha voluto renderci partecipi, raccontando l’origine.

The 12th room- piano solo

The 12th room- piano solo

 

Già col primo brano sono iniziate le emozioni, suona “Uncontinioned, Following a Bird ´Out of the Room´” da brividi!

Passa ad una sequenza di brani legati ai grandi della musica classica Bach e Chopin, ricordando le sue lezioni al piano. Suona alcuni dei preludi per pianoforte e alcuni preludi per clavicembalo ben temperato.

Ci racconta che non ama farsi chiamare ´Maestro´, perché ha un brutto ricordo del suo insegnante di pianoforte, che lo sgridava sempre. Ha avuto la rivincita su di lui un giorno quando è entrato nell’aula il compositore John Cage che lo salvò dal ´cattivo maestro´ dicendogli che era bravo a differenza del suo insegnante. A lui dedica “In a Landscape“.

Ci accompagna poi nella stanza dedicata a Emily Dickinson, poetessa americana dell’Ottocento, è la sua scrittrice preferita, ha letto tutto su di lei, dalle poesie alle lettere e ai frammenti in prosa. Ci ha raccontato che si è chiusa in una stanza, nella casa del papà per non uscirne più. Da lì ha iniziato a descrivere il mondo guardandolo solo dalla finestra. Ha definito le sue poesie delle piccole stanze, proprio come Ezio Bosso ha chiamato i suoi componimenti. Suona “Emily’s room: bitter and sweet (amaro e dolce)“, ricordando un verso della poetessa che recita “il dolce delle tue labbra, dei tuoi baci e l’amaro delle tue parole”.

Infine spiega perché ha deciso di intitolare il suo disco “The 12th room“. Fa riferimento alla teoria antica secondo la quale la vita è composta da dodici stanze nelle quali lasceremo qualcosa di noi. Il 12 è un numero presente in tutte le culture (dodici apostoli, dodici pianeti etc).
La vita non è una linea che va da un punto ad un altro, la vita ha dodici stanze che attraverseremo tutte e non sono sequenzali, sono infinite, si ripercorrono tutte compresa la prima. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accadrà nell’ultima che raggiungeremo.

A fine concerto tripudio di applausi, standing ovation, si è emozionato più lui di noi e suona ” Smiles for Y…
Se ne va dicendoci che le difficoltà non sono un problema sono un’opportunità per capire e imparare.

The 12th room - piano solo

The 12th room – piano solo

 

Lasciamo il teatro piene di gioia, felici con la pelle d’oca. Ezio Bosso molto intenso, pieno di vita, ci ha fatto entrare in una stanza senza tempo, il tempo infatti si è fermato!
Grazie per le emozioni che ci hai regalato. Onorate, fuori dal teatro, di averti stretto la mano.

Smarty&Liny

Francesco Renga in Tempo Reale Tour 2014

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Sei stato tu la nostra Bellezza ieri sera, caro Francesco.
Grazie per averci fatto sognare con le tue canzoni che sono pura Poesia. Per averci fatto dimenticare almeno per un po’ le preoccupazioni che ogni giorno ci porta.

Emozioni infinite ci avete regalato in questa ultima tappa del “Tempo Reale Tour 2014”. Tu dolcissimo come non mai, che con il tuo sorriso donavi spensieratezza e gioia di vivere.

Almeno per un po’ non ho pensato ai problemi fisici che in questo ultimo periodo mi tormentano.

Magico il momento in cui hai cantato “Era una vita che ti stavo aspettando”, il tempo si è fermato e noi…in estasi.

Che dire un bellissimo regalo anticipato di Natale, vero Smarty? (son proprio orgogliosa di aver insistito che venissi anche tu! – a metà concerto infatti ti sei avvicinata è mi hai detto “grazie sai che mi hai convinto a venire” – eh eh ancora gongolo).

Grande è stata la soddisfazione di averti visto dalla terza fila e alla fine di aver sfiorato la tua mano quando siamo corsi tutti sotto il palco per le ultime canzoni e cantare a squarciagola tutti insieme a te.

Ora godetevi il meritato riposo, ma…tornate presto eh , mi raccomando.
Ti aspettiamo Franceschino!

(by Liny&Smarty)

THE WALL performed by Pinkover-A Tribute To PInk Floyd

Politeama Rossetti Trieste – giugno,12 2013

Serata all’insegna della musica rock, e che musica! Quella dei Pink Floyd, naturalmente.
La mitica rock opera The Wall è stata fedelmente riprodotta nella sua interezza dal gruppo triestino Pinkover, fondato da Federico Mreule e Lorenzo Vidi. La band ha saputo negli anni migliorare e perfezionarsi sempre di più nel riprodurre perfettamente i suoni e le suggestioni prodotte dai brani del famoso album.

Il finale. Davvero formidabile. Sono riusciti a ricreare “il muro” che ha accompagnato tutti i concerti dei Pink Floyd durante il loro memorabile tour che li ha portati ad esibirsi nel 1980 in sole tre città: alla Sports Arena di Los Angeles e al Nassau Coliseum di New York in febbraio, all’Earls Court di Londra in agosto. L’anno successivo è proseguito con altre due esibizioni: a Dortmund in febbraio e nuovamente all’Earls Court in giugno.

Muro che a metà del concerto è eretto a “nascondere” i Pink Floyd, al mondo. Mentre alla fine viene abbattuto indicando la rinascita al mondo del gruppo, o meglio di Roger Water. Rinascita, per esser riuscito ad abbatere quel muro psicologico eretto in precedenza per poter soppravvivere, salvarsi dagli altri. Solo successivamente alla caduta del Muro di Berlino, l’album viene associato anche a questo evento.

Quest’estate Roger Water, riproporrà nuovamente un tour, il “Roger Water The Wall Live”, e passerà anche per l’Italia: Padova e Roma, a fine luglio.
Assieme a Bob Dylan, è considerato il migliore paroliere di sempre. I loro testi, infatti, incentrati sulle problematiche sociali, contro le guerre, di denuncia verso i totalitarismi, hanno fatto da sfondo ha tutti agli avvenimenti accaduti negli anni ’70-’80, dalla guerra del Vietnam alla caduta del muro di Berlino.

Tornando alla serata di ieri, un plauso va ai Pinkover, davvero bravi nell’eseguire e nel ricreare le atmosfere, le emozioni anche attraverso proiezioni, prima sullo schermo circolare, poi sul muro eretto nella sua interezza alla fine della prima parte.
Ogni singolo brano racconta una storia, i filmati accompagnano la musica dall’inizio alla fine, per meglio far capire e spiegare lo sconforto e i pensieri del personaggio principale, Pink.
Per saperne di più vi invitiamo a dare un’occhiata al sito internet della band: Pinkover.

E ora qualche foto scattata durante la serata.
Ps: scusate se non sono il massimo, ma purtroppo ci siamo dimenticate di portar la macchina fotografia, a malincuore abbiamo dovuto ripiegare sul cellulare di Smarty.

(by Smarty&Liny)

L’energia positiva del Boss

Dovrebbero fare più spesso eventi di questa portata. Danno una carica di energia pura e positiva a tutti. Infatti per le vie intorno allo Stadio si respirava aria di festa: si vedevano famigliole con gli amici a quattro zampe al seguito ogni dove, chi si è premunito di sedia pieghevole, chi ha usato come appoggio il marciapiede o i gradini …tanti bambini, giovani e qualche vecchietta in vestaglia, tutti per ascoltare la rockstar venuta da lontano, dal New Jersey. Trieste protagonista per una serata che ha fatto dimenticare almeno per qualche ora i problemi della vita quotidiana, avete presente il mondo dei balocchi di Pinocchio? bene sembrava di esser lì e respirare la gioia, sperando che la giostra non finisse mai.

Anche noi non siamo stati da meno: ci siamo dati appuntatamento a casa nostra, a due passi dallo Stadio e dopo aver mangiato qualcosa insieme, abbaimo aspettato che il concerto inizi: appena sentite le prime note, quelle di Ennio Morricone, ci siamo precipitati in terrazza e dopo un po’ via …destinazione Stadio, in un punto strategico per goderci in pieno la serata. Già dal giardino o dal poggiolo si sentiva benissimo (ma che amplificatori hanno questi yankee? acustica eccezionale!), poi ci siamo diretti in una delle vie in discesa limitrofe allo Stadio, trasformato per una sera in Terra d’America ed ecco che scendendo, da uno scorcio, si vede il mega schermo con Bruce, il Boss! Wow  e ancora wow …e vai ad ascoltare tutti insieme le canzoni, da quelle dell’ultimo album, We Take care of Our Own, Wrecking Ball e Death To My Hometown, poi passando per The Rising, senza dimenticare My city of ruins, fino ai successi intramontabili, come Because the night, The River, Born in USA, Born in run …3 ore e 1/2 senza mai una pausa!  Grande!

Bruce Springsteen - Trieste giugno, 11/12

Tanti amici a quattro zampe in giro, stranamente tutti calmi e tranquilli …evidentemente la musica del Boss piace pure a loro. Pisolo ha anche incontrato la sua “morosetta” Maggy, e poi due dei sui tre amici, Gaia e Karin …Aki invece era a casa.

Prima del grande concerto per tornare a casa dal lavoro è stata un po’ un odissea, dopo aver lavorato 9 ore e 1/2 non vedevo l’ora di arrivare, ma non avevo calcolato una cosa fondamentale …gli autobus non erano strapieni, di più …ecco cosa significa vivere vicinissimo a dove fanno un evento di questa portata, ma si sopporta tutto…questo è altro per il rock! Per fortuna Smarty poi è venuta in soccorso!

Una bella sera all’insegna della musica, dello stare insieme, tutti a condividere qualcosa che sicuramente è diventato Storia per Trieste, città dove regna il “no xè pol!” ma se si vuole “tutto xè pol!” basta un po’ più di entusiasmo …quindi Bruce torna pure quando vuoi, ti accoglieremo di nuovo a braccia aperte …grazie per averci regalato questa magica notte, tu che con le tue canzoni fai sempre centro. Se qualcun’altro vuole venire è ben accetto …qualche nome? pensiamo in grande Pink Floyd, Linkin Park, che non hanno mai fatto un vero e proprio concerto in italia, solo partecipazioni a festival, i Coldplay …tanto non costa niente sognare!

(Liny&Smarty)

Ricordi di un mese fa, circa…

E’ già passato quasi un mese ma sembra ieri! Di cosa sto parlando? del week-end trascorso tra concerto e teatro.

Il 2 marzo finalmente è andato in scena l’attesissimo concerto di Jovanotti (l’Ora Tour). Dopo che è stato inizialmente annullato, per la tragica morte di Francesco, mentre stava collaborando alla realizzazione della grande “festa” musicale con altri ragazzi, così come son state annullate tutte le successive date. Poi quando Jovanotti ha preso la decisione di ricominciare il tour, è uscita la data del 2 febbraio, ma il palazzetto non era ancora agibile, allora han preferito posticiparla di un mese, inserendola come penultima tappa del tour.

Serata indimenticabile, ogni minuto si respirava aria di emozioni e magia… la sensazione che provavi era che con Lorenzo sul palco c’era anche Francesco. Jovanotti con i suoi movimenti, balli… le sue parole, musiche… porta con se, e non solo in questo concerto, nel suo cuore veramente Francesco. A metà del concerto ha rivissuto quel bruttissimo giorno di dicembre, chiedendo a tutti noi un minuto di silenzio e dedicando la bellissima “Ora” a lui, e a tutti i nostri cari che se ne sono volati via, alzando al cielo le migliaia di stelle gialle che lo staff ha dato entrando nel palazzatto. Io ho pensato a mio papà… oltre a questa anche “La notte dei desideri” e “Le tasche piene di sassi”, sono un dono a chi vogliamo bene e che non sono più con noi.

Ha alternato musiche ritmiche con altre più melodiose, tratte dal suo ultimo album e non solo… ha riproposto difatti anche i suoi successi di inizio carriera, che mi ha praticamente riportato agli anni novanta… quand’ero adolescente. Canzoni che hanno scandito le mie giornate… le gite scolastiche quando a squarciagola cantavo con i miei compagni “Ragazzo fortunato”, o “Ciao mamma” o ancora le scatenatissime “L’ombelico del mondo” e  “Io penso positivo”. Tornando ai testi recenti, ha proposto “Megamix”, “Io danzo” e la fenomenale “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, senza tralasciare la ballata “Amami” e “Baciami ancora”, colonna sonora del famoso omonimo film di Gabriele Muccino.

Nota da non tralasciare con i suoi musicisti ha dedicato “L’anno che verrà” al grande Lucio Dalla, scomparso inaspettatamente, mentre girava per l’Europa presentando il suo nuovo tour, suonata in acustico al centro del palco con attorno gli spettatori… toccante!

Con me sono venute la Zazi ed Ella… e a sorpresa ho coinvolto Teclù, la mia carissima amica “oltre il muro” (lei ed io sappiamo perché ci chiamiamo così) =) Serata veramente favolosa!!!

(by Smarty)

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Sabato 3 marzo, al Teatro Rossetti, sono andata a vedere “I Promessi Sposi – Opera Moderna”, con protagonisti nelle vesti di Renzo, Graziano Galatone; in quelli di Lucia, Noemi Smorra; Giò di Tonno era il  malvagio Don Rodrigo.

Appena saputo che anche nella mia città sarebbe andato in scena questo grandioso spettacolo, ho pensato che non potevo perderlo, perché non potevo farmi sfuggire l’occasione di rivedere sul palcoscenico il mio amato Gobbo! ovviamente di Notre Dame. Ho dovuto aspettare un bel po’, ben 11 anni, ma ne è valsa la pena.

Dopo le prime incertezze, le paure che poteva essere un po’ “pesante” vista la rischiosa decisione di metter in scena l’opera di Manzoni con la quale tutti abbiamo dovuto fare i conti durante le superiori, mi sono invece del tutto ricreduta, hanno fatto davvero un buonissimo lavoro. Stupende le sceneggiature e i costumi, convincenti le musiche e gli attori.

Una piccola parentesi: sapete cosa è capitato a Smarty e a me  il primo giorno di scuola, della prima superiore? il prof. di Italiano come benvenuto ci ha detto che dovevamo saper alla perfezione la prefazione dei “Promessi Sposi”! A noi ignari studenti di un istituto tecnico ci ha preso un bel colpo…ma come? dove siamo finiti? qua non si studia prevalentemente ragioneria?!?

Tornando alla spettacolo…son già passati 11 anni da quando per la prima volta ho visto il musical “Notre Dames de Paris”, musical che mi ha fatto innamorare del teatro! E finalmente dopo tutti questi anni son riuscita, finito lo spettacolo, a conoscere Giò, farmi fare l’autografo e una foto ricordo con lui! Naturalmente non potevo non prendere il cd con le canzoni dell’opera! Peccato che non vendessero anche il dvd, speriamo lo facciano in futuro…

(by Liny)

ROGER DALTREY performs THE WHO’S TOMMY and more

Al Politeama Rossetti di Trieste, la scorsa domenica, il 18 marzo, ha preso vita per la prima volta e per intero l’opera monumentale “Tommy” degli Who, dal quale ricordiamo anni fa è stato girato anche il film.

A portarla in scena è stata la voce degli Who, Roger Daltrey. Assieme a lui sono saliti sul palco Simon Townshend, fratello minore di Pete, alla chitarra, il chitarrista Frank Simes,  il bassista Jon Button e alla batteria Scott Deavours.

Nella prima parte del concerto è stato eseguito appunto Tommy, per intero, Roger è stato di parola e si è conclusa sulle note della stupenda We’re Not Gonna Take It / See Mee, Feel Me / Listening To You, che ha mandato in visibilio il pubblico in platea portandolo ad alzarsi in piedi e rimanere a bordo palco fino alla fine del concerto.

La seconda parte era invece dedicata ai grandi successi della rock band inglese, da ricordare Behind Blue Eyes, Baba O’Riley, Without Your Love e per finire Blue Red and Grey.

Più di due ore all’insegna del vecchio e sano rock. Roger e la sua band ha emozionato e fatto sognare tre generazioni di fans, senza risparmiarsi, nonostante un leggero dolore alla spalla. Infatti non si è concesso nemmeno una pausa. Ha regalato al pubblico pure dei numeri con il microfono facendolo roteare di qua e di là, prendendolo sempre al volo, senza sbagliare un colpo, come hai vecchi tempi.

Con me c’era il mio fidato amico bolognese, Oty, che mi ha fatto conoscere la musica degli Who qualche anno fa. In platea invece c’era anche l’ideatore del gruppo di lettura, biblioprecario pure lui, e si è visto il concerto da una posizione invidiabilissima! 😀

Per una notte mi sembrava di esser tornata indietro nel tempo, era come esser dentro la Storia! la Storia del Rock! Orgogliosa di esserci stata e consapevole del grande privilegio avuto. Grazie Roger per aver scelto Trieste per portar in scena questo magnifico progetto. A distanza di qualche giorno ho ancora in testa le bellissime canzoni!! dovrebbero esserci più serate così…ti danno decisamente la carica 😉

Vi lascio con alcuni video della serata e con la speranza che le voci che stanno girando diventino realtà molto presto, le voci di un possibile tour anche di Quadrophenia, altra opera memorabile degli Who, ma sta volta Roger non sarà solo, ad accompagnarlo sul palco ci sarà anche Pete, e se mai ci sarà certo non me lo farò sfuggire!

alla prossima

(by Liny)