Peter Cameron presenta Andorra

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Mini tuor italiano, per presentare il suo ultimo libro “Andorra” tradotto da Adelphi. Peter Cameron era ospite alla Libreria Lovat di Trieste.

Occasione da non perdere ed entrambe eravamo presenti, per fortuna. Infatti dopo aver ottemperato agli obblighi lavorativi, ci siamo precipitate in viale per assistere alla presentazione.

Pubblico delle grandi occasioni (non per niente noi triestini leggiamo, e molto), quindi accoglienza calorosa. A “moderare” la presentazione c’era l’autore Alessandro Mezzena Lona e l’interprete… Che dopo averci raccontato un po’ di più del libro, ha fatto varie domande a Cameron, facendoci conoscere un po’ di più  lo scrittore. Scopriamo così che è cresciuto in una famiglia di grandi lettori, il suo mondo erano i libri. Era un ragazzino solitario che viveva le storie dei personaggi dei libri che leggeva. Poi iscrivendosi all’Università a Lettere, era inevitabile che iniziasse a scrivere. I suoi primi racconti vengono pubblicati dal New Yorker, giornale di New York, e per sua fortuna hanno avuto successo.

“Andorra” in realtà e’ il suo terzo romanzo, scritto nel 1997, dieci anni prima di “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, ma solo ora pubblicato in Italia. 

La sua scrittura risulta raffinata e fluida, quasi che sembra facile scrivere, ma in realtà non è così, per sua stessa ammissione. Per scrivere un romanzo impiega circa cinque anni, anche se a noi italiani sembra di meno, solo perché sono stati tradotti ultimamente e a breve distanza.

Tra le varie domande, scopriamo anche che James, il protagonista de ” Un giorno questo dolore ti sarà utile”, è un po’ lui da giovane, quasi autobiografico, e per questo è il personaggio a cui è più affezionato.

Ogni libro comunque è un miscuglio di situazioni derivanti da libri che ha letto in quel momento. È molto attento al linguaggio, alla lingua quando scrive. Per lui leggere è vita, prova emozione nel vedere come puo’ essere descritta in vari modi una certa situazione a seconda di chi la scrive, questo è meraviglioso!

Ora dopo la presentazione non resta che leggere “Andorra”, che ha per protagonista Alex Fox, che da San Francisco si trasferisce a La Plata, soleggiata capitale del minuscolo Stato di Andorra, dove spera di ricominciare una nuova vita, lì in questo posto di confine, terra di diverse culture, un po come la nostra città!

Finita la presentazione lo scrittore ha avuto il tempo, per chi lo desiderava, di fare l’autografo alle copie dei suoi libri. Ha avuto un sorriso per tutti, grazie Peter! Sei proprio una persona delicata e disponibilissima!!!

 

(Liny&Smarty)

 

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Un giorno questo dolore ti sarà utile : 5°incontro

E poi? e poi come continua la vita di James? cosa fa, dove va, cosa pensa? …son queste le domande che mi son venute alla mente quando ho finito di legger il libro di Cameron, da cui è stato tratto anche un film che su consiglio di Ally, ora potrò vedere. Infatti mi ha “severamente” vietato di guardarlo, prima dovevo finire di legger il libro! Come in quasi tutte le trasposizione cinematografica la storia viene un po’ stravolta. Speravo di riuscire a vederlo al Giardino Pubblico, dove ogni estate fanno un apprezzatissimo Cinema Estivo, ma mi sa che me lo sono perso. Mi toccherà aspettare di vederlo in tv, quando lo fanno passare su Sky.

L’ultima volta che avevo dovuto affrontare una situazione simile era stato a scuola di vela, a dodici anni. Era l’estate in cui i miei avevano divorziato e ci avevano spedito entrambi, Gillian e me,  fuori dai piedi…ero stato esiliato a Cape Cod…ho scoperto dopo che Camp Zephyr non era neppure una normale scuola di vela, ma quel genere di posti pubblicizzati sulle ultime pagine dei giornali dove si cerca di raddrizzare gli adolescenti gravemente problematici grazie alle meraviglie del lavoro manuale e della natura. Anche il motto del campo era sinistro:  – Sii forte e paziente; un giorno questo dolore ti sarà utile -.

James ha un rapporto davvero particolare con la nonna, Nanette: le può raccontare tutto, lei lo capisce, lo ascolta, lo considera.
Il cane di James, mi ha ricordato tanto il mio Pisolo. Anche io, pure noi tutti in famiglia, parliamo con lui. Infatti siamo convinti che anche lui come Mirò pensa di essere un non-cane. E’ intelligente, sa dare un significato a tantissime parole e ragiona. Un giorno tornando a casa, non è venuto a salutarmi come fa di solito, l’ho trovato nella vasca da bagno perché stava poco bene: in pratica ha fatto un pensiero logico – “per non sporcare in giro per casa, è meglio che me ne stia buonino buonino qui in attesa che torni qualcuno” – forte no?

La galleria d’arte dove lavora (che è di proprietà della madre) mi ha tanto ricordato la biblioteca dove lavoro. Si è sempre  in attesa di visitatori/utenti. Ci sono tante similitudini. Gente più o meno strana che viene, facendoti domande più o meno sensate. Intanto che aspetti fai dei lavoretti interni. D’estate poi c’è inevitabilmente meno gente, è tutto si “dilata”.

Mi sono in più punti rispecchiata nel carattere di James: anche io sono un po’ taciturna, non parlo sempre, non ho l’esigenza di parlare sempre e comunque. Per esempio quando sono in turno con un collega, non vedo perché bisogna far conversazione in continuazione.
Una differenza che ho trovato con James è che prendo la vita con piu entusiasmo, o per lo meno cerco di trovare sempre il lato positivo delle cose, anche se molte volte è davvero difficile.
Anche io ho paura dei cambiamenti: ogni volta che si finiva un ciclo di studi e si passava alla fase successiva, era un po’ un trauma (ambienti nuovi, prof nuovi, compagni di studi nuovi). Tutto era complicato all’inizio, a me piace la quotidianità, mi piace sapere quello che mi aspetta, il nuovo un po’ mi spaventa, credo comunque sia una sensazione comune un po’ a tutti. E non credo che per questo bisogna riccorere allo psicoterapeuta – La paura rende vive le persone – come dice Orlando Serra/Simone Gandolfo in Ris Roma 3.

Anche io vorrei vivere in una casa di campagna/montagna, lontano dalla caotica città. Pensate da piccolina, quando andavo alle elementari e mi facevano la famosa domanda “Cosa vorresti fare da grande?” io rispondevo sempre la contadina!!

…non sarà un’esperienza sprecata. A volte anche le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non sono molto interessanti…godersi i momenti felici è facile, Non che la felicità sia necessariamente semplice. Io non credo, però che la tua vita sarà così, e sono convinta che proprio per questo tu sarai una persona migliore. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono – un dono crudele, ma pur sempre un dono.

Verissimo quello che dice a proposito delle persone che non conosciamo, incontriate per strada, bus, negozi, manifestazioni. Di loro conosciamo solo la punta di una piramide/iceberg. Una cosa che mi piace tantissimo è sedermi su una panchina è osservare quello che avviene intorno a me, starei delle ore a guardar la gente che passeggia, immaginando dove vanno, cosa hanno lasciato, cosa troveranno.

Dopo aver letto questo libro, sicuramente leggerò anche gli altri di Cameron, mi piace scoprire cosa ha da raccontare, mi piace il suo modo di scrivere, semplice, ha la capacità di farti “vedere” quello che stai leggendo.

(by Liny)

AGGIORNAMENTO:

Sabato scorso son riuscita finalmente a vedere il film (su sky primafila). Impressioni? contrastanti. Mi è piaciuto per alcuni versi, per altri no. Sicuramente meglio il libro. Leggendolo si colgono tante sfumature, che inevitabilmente il film taglia. Una cosa che non dovevano fare è render più simpatica la terapeuta, nel film diventa quasi una amica, mentre nel libro era l’opposto: James la detestava. Hanno invece colto bene il disagio che prova il protagonista nel stare con i suoi coetanei, quello si. Bellissima e toccante la colonna sonora, di Elisa 😉 e dolcissimo il piccolo Mirò, che tanto assomiglia al mio Pisolo. Comunque in linea definitiva non male: a proposito avrei reagito nella stessa maniera di James, quando visita la villetta che vuole comprare. Toccante alla fine, ma non dico di più…