Un anno da Lupi auuuuu

E’ da un po’ che non scriviamo.
Non sappiamo nemmeno noi il perché, ora però siamo qui 😉

Il modo migliore di ricominciare è raccontandovi questo anno meraviglioso e intenso, “Il nostro anno da Lupi” auuuuuu

10.02.17 – 10.02.17

Tutto è iniziato una sera di febbraio, a cena, a casa di una nostra amica.
Tv accesa in soggiorno sintonizzata su Rai1, c’era il Festival di Sanremo. Noi tre in camera a programmare le prossime serate in teatro. Ad un certo punto dal soggiorno arriva prepotente una Voce, che avevamo già sentito da qualche parte. Una voce inconfondibile. Quella di
Ermal Meta che canta il suo pezzo, Odio le favole, in gara a Sanremo Giovani.

Lasciamo la camera e ci precipitiamo davanti alla tv, letteralmente rapite dalla sua voce melodiosa.

Da quel momento tutto è cambiato!

Noi alla ricerca sfrenata in Internet per vedere e capire dove avevamo già letto quel nome e sentito quella voce. Scopriamo alla fine che è stato autore di numerose canzoni di successo composte per vari cantanti, come Mengoni, Renga, Chiara, Francesca Michielin, Lorenzo Fragola per citarne alcuni. Poi ci ricordiamo che lo avevamo già sentito cantare “Tutto si muove” nella serie tv Braccialetti Rossi (la colonna sonora firmata da Niccolo Agliardi).

Siamo state  travolte dalla sua voce magnetica. Appena è uscito l’album, Umano, il suo primo da solista, ci siamo precipitate a comprarlo.
Speravamo in un Instore nella nostra regione, ma niente. Ai promoter purtroppo non interessava. Allora ci siamo dette che almeno ai concerti ci dovevamo andare. E così è stato!

Prima dei concerti però Ermal ha avuto un’idea geniale e molto innovativa.
Ha permesso alla gente di entrare in una sala prove per vedere con i propri occhi e comprendere cosa ci sta dietro alla preparazione dei live.

Noi abbiamo preso parte alle due sessioni di #ProveAperte di Milano (15-16 aprile) e di Roma (21-22 maggio). Le sessioni duravano circa un’ora ciascuna, 10-15 persone per volta.

L’esperienza a Milano è stata magica. Essendo la prima volta che entravamo in una sala prove, per noi è stato tutta una scoperta. Inoltre finalmente abbiamo potuto sentirlo cantare e suonare dal vivo per la prima volta. Sono stati momenti che non dimenticheremo mai.  Durante il nostro turno Ermal ha provato e riprovato più volte il brano Umano, sia al pianoforte che alla chitarra. Con lui suonavano i fratelli Bassi, Emiliano alla Batteria e Matteo al basso, e Marco Montanari alla chitarra.
Finito il turno di prove si usciva per una pausa e si poteva chiacchierare un po’. Bellissimo il clima che si è venuto a creare, molto amichevole e rilassato.

Dopo la positiva esperienza a Milano (a cui a preso parte anche la nostra nipotina e la nostra big sister) non potevamo mancare a quella di Roma. Abbiamo fatto di tutto per non perderla e ci siamo riuscite. E’ stato una sorta di regalo di compleanno anticipato.
Giornata piena di emozioni, indimenticabile, sotto ogni aspetto. Il cuore è ancora colmo di affetto e stima nei confronti di Ermal.

Nonostante la febbre ha condiviso con noi Lupi la sala prove. Provare e riprovare un pezzo fino a trovare la perfetta sintonia. È stato anche bello vedere che tra i musicisti si è creato un rapporto di rispetto reciproco sia dal lato professionale che umano, dimostrato anche dall’amicizia che li lega. Non sono mancate le battute scherzose che si sono scambiati, anche con noi che eravamo lì.
E poi ci hai chiamato “Gemelle del Destino” e a fine sessione ci hai
dedicato qualche minuto in più dopo aver saputo che venivamo da lontano.
Già quel giorno di maggio abbiamo compreso quanto tu sei speciale, attento a quello che ti gira intorno.

L’esperienza della sala prove è stata meravigliosa. Si sono creati dei rapporti di amicizia più o meno stretti tra i “lupi”. Con alcuni lupi ci si sente spesso e ci si aiuta per organizzare trasferte in giro per l’Italia, tutto per poter seguire e condividere insieme i concerti.

Del tour estivo abbiamo potuto assistere ad un solo live:
Verona sett.02/2016 opening act Enrico Ruggeri.

Serata magica. Noi super emozionate perché è la prima volta che ti vediamo cantare sul palco E’ stato meraviglioso. Quella sera ha canta alcune canzoni dell’album Umano (Umano, Lettera a mio padre, Pezzi di Paradiso, Odio le Favole, A parte te).
Poi ad un certo punto le luci vengono spente e viene eseguita Amara Terra Mia di Domenico Modugno.
L’atmosfera che si è creata è stata da brividi, da togliere il fiato. Ed Ermal lo ha dimostrato anche a Sanremo, nella serata dedicata alle cover.



In autunno invece siamo state a due concerti (con Ermal sul palco oltre a Marco Montanari e Emiliano Bassi, c’erano anche Andrea Vigentini e Giambattista Giorgi):

25 novembre a Torino (CAP10110) e 2 dicembre a Parma (Campus Industry Music).
Ricordi indelebili, emozioni uniche. Torino primo vero live per noi. Sentir cantare canzoni come Era una vita che ti stavo aspettando, Straordinario, Big Boy scritte da Ermal ma interpretate da altri, quindi sentirle nella loro versione originale è stato davvero bello. Durante il concerto ha pure eseguito canzoni de La Fame di Camilla, come Rivoluzione, Buio e Luce , Come il sole a mezzanotte per citarne alcune e ha anche reso omaggio a Leonard Cohen con la sua Hallelujah.

A Parma poi ci ha tirato un bel scherzetto!

A fine concerto, prima di cantare i bis, decide di far salire qualcuno sul palco. E qui sembra circa tutto normale, ma quando dice “per prime voglio far salire le gemelle, si proprio voi, vengono da Trieste” beh in quel momento ci ha preso un colpo e volevamo sprofondare. Mai e poi mai avremo immaginato una cosa del genere. E’ stato meraviglioso, tu circondato da tutti noi, che canti prima Una strada infinita e infine A parte te.

Hai davvero un’anima immensa, caro Ermal.

Quest’anno straordinario si è concluso con il primo raduno dei Lupi, a Firenze (Combo), che ha visto correre lupi da ogni dove. C’era pure Ermal assieme al fidato Marco Montanari, che gli ha fatto da spalla al mini live.

Tante le canzoni suonate 20 sigarette, Ad occhi chiusi, Il meglio che puoi dare, Due lacrime, Ne Doren Tende, Fragile… un Jukebox vivente. 

https://www.youtube.com/watch?v=JL9rWLhflsM

Ogni istante di questi mesi vive in noi! Basta sfogliare le fotografie che abbiamo scattato con gli occhi.
Non ci resta che augurarti il meglio per la tua partecipazione a Sanremo, Vietato Morire ci è piaciuta fin dalla prima nota. Continua così Capobranco e …che il lupo corra sempre con te!

by Liny&Smarty

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Ezio Bosso e le sue 12room

“Andate in cerca di questa musica viva” Ezio Bosso ci ha salutato così l’altra sera al teatro Rossetti di Trieste dopo un intenso concerto, pieno di emozioni!

Ha catturato il pubblico fin dal suo arrivo sul palco, con il suo sorriso dolcissimo! Ha creato fin da subito un legame come se fossimo vecchi amici.

Ha definito Trieste la Stanza “Cercata”, voleva venire da 18 anni nella città di Joyce e Svevo. Lui viaggia con il suo fedele pianoforte ¨sangue¨, così lo chiama, attraverso delle stanze, durante i suoi concerti accompagnandoti nei suoi componimenti. Prima di ogni pezzo al piano ha voluto renderci partecipi, raccontando l’origine.

The 12th room- piano solo

The 12th room- piano solo

 

Già col primo brano sono iniziate le emozioni, suona “Uncontinioned, Following a Bird ´Out of the Room´” da brividi!

Passa ad una sequenza di brani legati ai grandi della musica classica Bach e Chopin, ricordando le sue lezioni al piano. Suona alcuni dei preludi per pianoforte e alcuni preludi per clavicembalo ben temperato.

Ci racconta che non ama farsi chiamare ´Maestro´, perché ha un brutto ricordo del suo insegnante di pianoforte, che lo sgridava sempre. Ha avuto la rivincita su di lui un giorno quando è entrato nell’aula il compositore John Cage che lo salvò dal ´cattivo maestro´ dicendogli che era bravo a differenza del suo insegnante. A lui dedica “In a Landscape“.

Ci accompagna poi nella stanza dedicata a Emily Dickinson, poetessa americana dell’Ottocento, è la sua scrittrice preferita, ha letto tutto su di lei, dalle poesie alle lettere e ai frammenti in prosa. Ci ha raccontato che si è chiusa in una stanza, nella casa del papà per non uscirne più. Da lì ha iniziato a descrivere il mondo guardandolo solo dalla finestra. Ha definito le sue poesie delle piccole stanze, proprio come Ezio Bosso ha chiamato i suoi componimenti. Suona “Emily’s room: bitter and sweet (amaro e dolce)“, ricordando un verso della poetessa che recita “il dolce delle tue labbra, dei tuoi baci e l’amaro delle tue parole”.

Infine spiega perché ha deciso di intitolare il suo disco “The 12th room“. Fa riferimento alla teoria antica secondo la quale la vita è composta da dodici stanze nelle quali lasceremo qualcosa di noi. Il 12 è un numero presente in tutte le culture (dodici apostoli, dodici pianeti etc).
La vita non è una linea che va da un punto ad un altro, la vita ha dodici stanze che attraverseremo tutte e non sono sequenzali, sono infinite, si ripercorrono tutte compresa la prima. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accadrà nell’ultima che raggiungeremo.

A fine concerto tripudio di applausi, standing ovation, si è emozionato più lui di noi e suona ” Smiles for Y…
Se ne va dicendoci che le difficoltà non sono un problema sono un’opportunità per capire e imparare.

The 12th room - piano solo

The 12th room – piano solo

 

Lasciamo il teatro piene di gioia, felici con la pelle d’oca. Ezio Bosso molto intenso, pieno di vita, ci ha fatto entrare in una stanza senza tempo, il tempo infatti si è fermato!
Grazie per le emozioni che ci hai regalato. Onorate, fuori dal teatro, di averti stretto la mano.

Smarty&Liny

Bob Dylan in concerto

bob dylan © bastoncini di zucchero

Sabato 27 giugno sono riuscita finalmente a vedere dal vivo un Mito, il leggendario  BOB DYLAN!

Mai e poi mai avrei sperato di realizzare questo sogno e invece ci sono riuscita.
Mesi fa quando ho saputo che avrebbe aperto il tour italiano proprio nella mia regione, ero strafelice e ho colto l’occasione acquistando il biglietto.

Poi i giorni, le settimane passano ed ecco arrivare il giorno tanto atteso. Pronti per partire alla volta di San Daniele del Friuli. 
Dopo il viaggio in macchina ascoltando alcune canzoni del menestrello di Duluth, ecco che ad un certo punto inizia a piovere. Arrivati a destinazione, il diluvio. Scoraggiati cerchiamo un parcheggio, ad un certo punto però le nuvole si ritirano lasciando spazio a un magnifico arcobaleno.  Scongiurato per nostra fortuna il pericolo del concerto annullato (sorte diversa ha avuto Smarty qualche giorno prima per Nutini a Trieste, in Piazza Unità).

Sono le 21.30 circa. Robert Allen Zimmerman si materializza sul palco, vestito di nero con cappello bianco, ma poco importa com’è vestito, il sogno sta diventando realtà.
La Leggenda della musica, del folk e del rock, diventato portavoce con le sue canzoni del movimento di protesta degli anni sessanta, era davanti a noi a pochi metri.
Scenografia minimale, con luci soffuse, quasi a voler ricreare un’atmosfera da piano bar a mio avviso, più intima. Al centro il microfono e su di un lato il pianoforte e la band volutamente lasciata in penombra, sul fondo. Anche l’acustica era contenuta. Per tutto il concerto passa con disinvoltura dal microfono e armonica al piano
.

Inizia con il brano Things Have Changed, premio oscar per il film Wonder Boys, e il classico She belongs to me del 1965 (Bringing It All Back Home).
Prosegue con Duquesne Whistle, primo estratto da Tempest del 2012, al piano e con Tangled Up in Blue del 1975 (Blood on the tracks). Prima della pausa esegue Full Moon and Empty Arms, omaggio a Frank Sinatra dall’ultimo album Shadows in the night, pezzo eseguito magistralmente e reso ancora più suggestivo se volgevi lo sguardo al cielo e scorgevi la luna che si faceva largo tra le nuvole.
A gran sorpresa, prima dell’intervallo, saluta il pubblico (“Wow! Bob sa parlare”).

Il concerto riprende con High Water (For Charley Patton), seguito da Simple Twist of Fate, classico del 1975 (Blood on the Tracks).
Gli assoli di armonica  sono eccezionali. Finalmente lo sento suonare dal vivo. Il sogno diventa realtà. Magia.

Prosegue con Scarlet Town sempre tratto da Tempest ed esegue infine Autumn Leaves, prima dei bis.
Ed ecco che esegue il manifesto pacifista Blowing in The Wind (The Freewheelin), che vorresti non finisse mai…sentirla dal vivo  è stato davvero emozionante, quel qualcosa in più che non scorderai mai.
Prima di andare via canta ancora Love Sick.

C’è poco da fare, bisogna essere preparati, bisogna sapere che eseguirà cover dei suoi stessi pezzi: tutto verrà stravolto, riarrangiato, traformando le canzoni in altro, in ogni concerto. Forse è anche questo il bello, altrimenti sarebbe come ascoltare i suoi cd, comodamente a casa.

Di seguito la scaletta:

1. Things Have Changed
2. She Belongs To Me
3. Beyond Here Lies Nothin’
4. Workingman’s Blues #2
5. Duquesne Whistle
6. Waiting For You
7. Pay In Blood
8. Tangled Up In Blue
9. Full Moon And Empty Arms
(intevallo)
10. High Water (For Charley Patton)
11. Simple Twist Of Fate
12. Early Roman Kings
13. Forgetful Heart
14. Spirit On The Water
15. Scarlet Town
16. Soon After Midnight
17. Long And Wasted Years
18. Autumn Leaves
(bis)

19. Blowin’ In The Wind
20. Love Sick

by Liny

Francesco Renga in Tempo Reale Tour 2014

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Sei stato tu la nostra Bellezza ieri sera, caro Francesco.
Grazie per averci fatto sognare con le tue canzoni che sono pura Poesia. Per averci fatto dimenticare almeno per un po’ le preoccupazioni che ogni giorno ci porta.

Emozioni infinite ci avete regalato in questa ultima tappa del “Tempo Reale Tour 2014”. Tu dolcissimo come non mai, che con il tuo sorriso donavi spensieratezza e gioia di vivere.

Almeno per un po’ non ho pensato ai problemi fisici che in questo ultimo periodo mi tormentano.

Magico il momento in cui hai cantato “Era una vita che ti stavo aspettando”, il tempo si è fermato e noi…in estasi.

Che dire un bellissimo regalo anticipato di Natale, vero Smarty? (son proprio orgogliosa di aver insistito che venissi anche tu! – a metà concerto infatti ti sei avvicinata è mi hai detto “grazie sai che mi hai convinto a venire” – eh eh ancora gongolo).

Grande è stata la soddisfazione di averti visto dalla terza fila e alla fine di aver sfiorato la tua mano quando siamo corsi tutti sotto il palco per le ultime canzoni e cantare a squarciagola tutti insieme a te.

Ora godetevi il meritato riposo, ma…tornate presto eh , mi raccomando.
Ti aspettiamo Franceschino!

(by Liny&Smarty)

Happy Mistake Tour 2013 – Raphael Gualazzi

 Ascoltarti e vederti dalla terza fila non ha davvero prezzo.

Sono passati 2 anni, 3 mesi e 9 giorni, da quando ho assistito per la prima volta ad un suo concerto. Quella volta era agli esordi. Ora tutto il Mondo lo conosce. Di chi sto parlando? Ovviamente di Raphael Gualazzi! L’artigiano della musica. Il ragazzo timido, che però quando suona si trasforma, coinvolgendo tutti.

Quando inizia a suonare, infatti, entri nel suo mondo magico, fatto di note, che una dopo l’altra ti trasportano facendoti scoprire e amare la vera Musica, con la M maiuscola. Le sue dita è come se danzassero sulla tastiera del pianoforte. Vorresti che questo vortice non smettesse mai. Ma purtroppo ahimè bisogna tornare con i piedi a terra. Però te ne torni a casa con una ricchezza in più, dentro al cuore.

Vi assicuro, è tutto un’altra cosa ascoltarlo dal vivo. Quindi bando alle ciance, andate ad un suo concerto. Non vi deluderà! Accompagnato oltre che dal suo fedele pianoforte,  dalla sua band: le coriste Sophie Afoy, Lisa Griset e Bene Maillot, al sax Julien Duchet, trombone Damien Verherve e alla tromba Luigi Faggi. Chitarra Laurent Miqueu, basso e contrabbasso Emah Otu e infine alla batteria Massimiliano Castri. Tutti strumentisti eccellenti. Propongono brani arrangiati di superba raffinatezza, di jazz e blues, pieni di atmosfera.

Serata indimenticabile. Grazie Raphael per le forti emozioni che ci hai fatto provare stasera, nella splendida cornice del Politeama Rossetti, di Trieste. Grazie per aver scelto la nostra città e averla definita Beautiful come una tua canzone. Grazie per come sei. Grazie per aver interagito con noi spettatori, raccontandoci qualcosa in più di come sono nate alcune tue canzoni, come Carola “la prossima canzone si basa su una storia … non vera, che ho scritto io, una storia d’amore tra un soldato italiano e una prostituta tedesca durante la seconda guerra mondiale. Il significato è molto semplice: molto meglio l’amore che la guerra…”. Zuccherino Dolce “il prossimo brano scritto da un mio amico, ma che è amico anche di altre persone, Oliviero Malaspina”. Grazie anche per averci fatto cantare con te Lady “O”, a noi sai ci basta un sogno. Poi l’Improvvisazione su temi di Amarcord, omaggiando Nino Rota e Federico Fellini (qui tutto il tuo talento di pianista si è fatto sentire!). Infine per celebrare un grande maestro della tradizione afroamericana, dal vangelo secondo Little Walter, My Baby (la mia fidanzata) “che non è la mia di  fidanzata, non so se era quella di Little Walter, ma comunque la di qualcuno fidanzata”.

Autografo, foto, poster, stringerti la mano per ben due volte, non posso voler niente di più.

(by Liny)

THE WALL performed by Pinkover-A Tribute To PInk Floyd

Politeama Rossetti Trieste – giugno,12 2013

Serata all’insegna della musica rock, e che musica! Quella dei Pink Floyd, naturalmente.
La mitica rock opera The Wall è stata fedelmente riprodotta nella sua interezza dal gruppo triestino Pinkover, fondato da Federico Mreule e Lorenzo Vidi. La band ha saputo negli anni migliorare e perfezionarsi sempre di più nel riprodurre perfettamente i suoni e le suggestioni prodotte dai brani del famoso album.

Il finale. Davvero formidabile. Sono riusciti a ricreare “il muro” che ha accompagnato tutti i concerti dei Pink Floyd durante il loro memorabile tour che li ha portati ad esibirsi nel 1980 in sole tre città: alla Sports Arena di Los Angeles e al Nassau Coliseum di New York in febbraio, all’Earls Court di Londra in agosto. L’anno successivo è proseguito con altre due esibizioni: a Dortmund in febbraio e nuovamente all’Earls Court in giugno.

Muro che a metà del concerto è eretto a “nascondere” i Pink Floyd, al mondo. Mentre alla fine viene abbattuto indicando la rinascita al mondo del gruppo, o meglio di Roger Water. Rinascita, per esser riuscito ad abbatere quel muro psicologico eretto in precedenza per poter soppravvivere, salvarsi dagli altri. Solo successivamente alla caduta del Muro di Berlino, l’album viene associato anche a questo evento.

Quest’estate Roger Water, riproporrà nuovamente un tour, il “Roger Water The Wall Live”, e passerà anche per l’Italia: Padova e Roma, a fine luglio.
Assieme a Bob Dylan, è considerato il migliore paroliere di sempre. I loro testi, infatti, incentrati sulle problematiche sociali, contro le guerre, di denuncia verso i totalitarismi, hanno fatto da sfondo ha tutti agli avvenimenti accaduti negli anni ’70-’80, dalla guerra del Vietnam alla caduta del muro di Berlino.

Tornando alla serata di ieri, un plauso va ai Pinkover, davvero bravi nell’eseguire e nel ricreare le atmosfere, le emozioni anche attraverso proiezioni, prima sullo schermo circolare, poi sul muro eretto nella sua interezza alla fine della prima parte.
Ogni singolo brano racconta una storia, i filmati accompagnano la musica dall’inizio alla fine, per meglio far capire e spiegare lo sconforto e i pensieri del personaggio principale, Pink.
Per saperne di più vi invitiamo a dare un’occhiata al sito internet della band: Pinkover.

E ora qualche foto scattata durante la serata.
Ps: scusate se non sono il massimo, ma purtroppo ci siamo dimenticate di portar la macchina fotografia, a malincuore abbiamo dovuto ripiegare sul cellulare di Smarty.

(by Smarty&Liny)

MARCO MENGONI, #L’essenzialeAnteprimaTour 2013

Grazie. Grazie a te per aver condiviso con noi le tue emozioni, la tua voce, la tua musica, il tuo essere. Grazie per averci reso partecipi delle tue storie, della tua timidezza, della tua umiltà. Grazie per le 2 ore abbondanti di energia pura. Grazie per aver concluso l’Essenziale Anteprima Tour qui a Trieste. Grazie di tutto e ritorna presto!

Un’ultima cosa. Ancora oggi ci ricordiamo come se fosse ieri, la prima volta che abbiamo avuto l’onore di conoscerti. Era l’estate del lontano 2009. Eravamo in vacanza in montagna, l’ultima condivisa col nostro papà, che ora è lassù in cielo, quando guardando le selezioni per entrare a X-Factor, ti sei fatto conoscere. Con quella tua aria da sognatore, ci hai stregato tutti, tanto che abbiamo subito scommesso su di te, sulla tua vittoria, e così è stato.

Non ci resta altro che dirvi con tutto il cuore…Chi può andare, vada a vederlo! Non né rimarrà deluso.

Possiamo soltanto amarti

…e fra non molto posteremo anche qualche bel video della serata!

(by Smarty&Liny)