Madeleines

Dopo il viaggio a Parigi di Smarty abbiamo iniziato a deliziarci nel preparare alcuni dolci e piatti francesi!

Abbiamo trovato una sfiziosa ricetta di Rachel Khoo, dal suo libro “La piccola cucina parigina” per cucinare le dolci madeleines.

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Ci siamo procurate gli stampini, con non poca difficoltà, ma finalmente erano nostri! Li abbiamo trovati in un caruccio negozio con le vetrate originarie, di soli articoli da cucina in centro città. Una domenica mattina presi gli ingredienti e utensili, ciotole varie e bilancia ci siamo messe a cucinare. Aperto il forno e oh là là le madeleines con nostro stupore sono riuscite subito al primo colpo! Super! Che bello! Mmh a vederle facevano proprio un bella figura, per non parlare del profumo che emanavano, ci restava solo che assaggiarle! Gnam, veramente buonissime, molto soffici, ideali per una colazione oppure accompagnate col the al gelsomino proprio come faceva Proust!!! 

«Al mio ritorno a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine, una tazza di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, cambiai idea. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti che chiamano Petites Madeleines e che sembrano modellati dentro la valva scanalata di una “cappasanta”. E subito, meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un domani malinconico, mi portai alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato che s’ammorbidisse un pezzetto di madeleine. Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, isolata, staccata da qualsiasi nozione della sua casa. Di colpo mi aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, io ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Cosa significava? Dove afferrarla? Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda».

«tutt’a un tratto il ricordo è apparso davanti a me. Il sapore, era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina a Combray (perché nei giorni di festa non uscivo di casa prima dell’ora della messa), quando andavo a dirle buongiorno nella sua camera da letto, zia Leonie mi offriva dopo averlo intinto nel suo infuso di tè o di tiglio. La visita della piccola madeleine non mi aveva nulla prima che ne sentissi il sapore; forse perché spesso dopo di allora ne avevo viste altre, senza mai mangiarle, sui ripiani dei pasticcieri, e la loro immagine si era staccata da quei giorni di Combray per legarsi ad altri più recenti; forse perché, di ricordi abbandonati per così lungo tempo al di fuori della memoria, niente sopravviveva, tutto s’era disgregato».
[ parte di Swann – primo libro de “La Ricerca del tempo perduto” – Marcel Proust]

Noi le abbiamo fatte semplici. Vi lasciamo invece la ricetta di Rachel Khoo con la crema al limone e lamponi:

“Madeleines à la crème au citron et framboises”

Ingredienti:

Per 20-24 madeleines: • 3 uova • 130 gr di zucchero • 200 gr di farina • 10 gr di lievito in polvere • la scorza grattuggiata di 1 limone non trattato • 20 gr di miele • 60 ml di latte • 200 gr di burro fuso, lasciato raffreddare • 1 cestino di lamponi • zucchero a velo per decorare

Per la crema al limone vi lasciamo la variante del nostro papà: • la scorza gratuggiata e il succo di 1 limone non trattato • 1 pizzico di sale • 1/2 litro di latte • 3 cucchiai pieni di farina • 13 cucchiai di zucchero • 4 tuorli d’uovo

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Preparazione: 

Mescola le uova con lo zucchero finché diventano pallide e spumose. In una ciotola a parte metti la farina e il lievito in polvere e aggiungi la scorza di limone. Amalgama il miele e il latte con il burro lasciato raffreddare, poi incorporali alle uova. Aggiungi prima metà della farina, poi amalgama il resto. Copro e lascia riposare nel frigorifero per qualche ora o fino al mattino seguente.

Nel frattempo prepara la crema al limone. Unisci la scorza di limone e il succo, il sale, lo zucchero e la farina. Batti i tuorli d’uovo in una piccola casseruola poi aggiungi alla mistura sbattendo con una frusta con forza. Metti a fuoco basso e mescola continuamente aggiungendo pian piano il latte finché la crema comincia ad addensarsi. Aggiungi una goccia di maraschino. Toglila dal fuoco e versala in una ciotola attraverso un colino. Copri con della pellicola trasparente e refrigera per almeno 1 ora.

Quando è il momento preriscalda il forno a 190° C. Imburra e infarina una teglia da madeleines con 12 conchiglie. Versa la crema al limone in una tasca da pasticcere con una piccola bocchetta appuntita e riponila in frigo.

Metti 1 cucchiaio pieno di pasta in ogni conchiglia da madeleine e immergi bene un lampone in ciascuna. Inforna per 5 minuti, poi spegni il forno per 1 minuto (così le madeleines formeranno le loro tipiche cupolette), riaccendilo a 160° C e cuoci per altri 5 minuti. Trasferisci le madeleines su una griglia metallica e lasciale riposare qualche minuto, finché potrai toccarle. Nel frattempo, lava e asciuga la teglia, poi ripeti quanto fatto per la prima infornata. Inserisci la bocchetta nella tasca da pasticcere nella cupoletta di ogni madeleine già pronta e spremi l’equivalente di 1 cucchiaio di crema al limone. Ripeti con la seconda infornata, poi spolverizza di zucchero a velo.

by Smarty&Liny

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Se il tempo non è dalla tua parte…

Viste le pessime previsioni meteo annunciate per il week end pasquale, non è restato altro che mettersi ai fornelli. Il menù prevedeva Cous Cous con pollo e verdure e come dolce una deliziosa zuppa inglese preparata usando la ricetta tramandata da nostro papà per la crema pasticcera. 

COUS COUS di POLLO e VERDURE (per 8 persone)

500 gr  di Cous Cous
pollo (tagliato a dadini)
carote
zucchine
piselli
olio extravergine d’oliva q.b.
burro q.b.
sale q.b.
farina q.b.

Come prima cosa portare ad ebolizzione in una pentola l’acqua precedentemente salata (circa 700 ml, per 500gr di cous cous), spegnere il fuoco e versare nella pentola un po’ d’olio extravergine d’oliva, poi il cous cous a pioggia. Mescolare e lasciar riposare finché tutta l’acqua non è stata assorbita. Aggiungere infine un po’ di burro.

Intanto in un tegame, soffriggere con l’olio un po’ di cipolla, aggiungere le verdure tagliate a dadini. Fate rosolare il tutto e cuocete per circa 5 minuti, ricordando che le verdure non devono essere scotte.
In una padella, invece cuocete i dadini di pollo infarinati un po’, finché non saranno cotti.
Infine mescolare insieme il tutto e servire subito.

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ZUPPA INGLESE

savoiardi/pan di spagna/pavesini
alchermes
farina
zucchero
latte
giallo d’uovo
cacao
scorza di limone
cioccolato

Preparare la crema pasticcera e la crema al cioccolato, lasciandole raffreddare. In una pirofila di vetro (per far risaltare i colori) disponete un primo strato di savoiardi o il pan di spagna tagliato a striscette o i pavesini inzuppati nell’Alchermes, poi versare sopra la crema al ciccolato, un altro strato di savoiardi/pan di spagna/pavesini e infine la crema pasticcera. Guarnire con un po’ di cacao in polvere. Prima di servirla, mettere per qualche ora la zuppa inglese in frigo.

Come antipasto abbiamo preparato delle uova sode pasquali, coprendole con dei foglietti colorati raffiguranti coniglietti e pulcini. Per “vestire” le uova, basta immeggerle nell’acqua bollente assieme al foglietto. Questa tecnica è made in Russia, ma noi grazie ad una conoscente l’abbiamo trovata nella vicina Slovenia.

(Liny&Smarty)

 

Happy Easter

Quest’anno la Festività Pasquale per noi è stata preceduta dal “gelicidio” (nel precedente post ne abbiamo parlato): la nostra bella cittadina è stata praticamente isolata per due giorni, e’ stato fastidioso ma ci ha lasciato dei suggestivi quadretti …uno fra tutti, una meravigliosa piazza Unità mai vista così, da lasciar a bocca aperta da quanto è bella …

piazza Unità ghiacciata - © bastoncini di zucchero

piazza Unità ghiacciata – © bastoncini di zucchero

…praticamente potevi pattinarci, ma dovevi star attento a non capitombolare per il vento, la nostra cara Bora, che ti sballottava di quà e di là …

E ora c’è la pioggia, tanta tantissima pioggia! Noi ci siam rimboccate le maniche e abbiamo deciso di buttarci nell’arte culinaria. Abbiamo preparato i biscotti che ci piacciono tanto di pasta frolla a forma di faccia da coniglietto e li abbiamo regalati ad amici/colleghi e parenti. Se avete voglia di mettervi anche voi tra i fornelli col mattarello e il mestolo ecco la ricetta che abbiamo trovato su un noto giornale quest’inverno, l’abbiamo un po’ rivisitata usando la farina di Kamut, così anche una nostra cara amica ha potuto gustarli:

Ingredienti  (dosi per 50biscotti circa)

500gr di farina Kamut,
250gr di butto
120gr di zucchero
2 uova
pizzico di sale
goccia di limone

Procedimento

Setacciare la farina con un pizzico di sale, aggiungere lo zucchero e incorporare il burro morbido a fiocchetti. Aggiungere le uova, profuma con qualche goccia di limone e impasta tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.

Forma una palla, avvolgila nella pellicola e mettila in frigo, per un’ora circa. Poi stendi la frolla e ritaglia i biscotti con una formina fatta in questo caso di coniglietto, o se preferite a forma di ovetto

Disponi poi i frollini su una placca foderata con carta da forno e cuoci a 180 °C per circa 12-15 minuti. Sforna e fai raffreddare bene i biscotti prima di impacchettarli.

Non ci resta che augurarvi Happy Easter!

(by Smarty&Liny)

L’allegria dei Cake Pops

Cercando sul web qualche carina ricetta da fare per la Festa della Mamma, ci siamo imbattute nei CAKE POPS! dei deliziosi dolcetti che ricordano tanto dei Chupa Chups, ma invece di essere caramellosi, sono fatti di pan di spagna con confettura ai frutti e ricoperti di cioccolato.

La ricetta l’abbiamo trovata sul sito “Un americana in cucina” (se cliccate qui trovate come poterli fare anche voi), un sito da dove prendiamo spesso spunto per le nostre “imprese” culinarie! 
Dopo averli visti ce ne siamo subito innamorate: infatti oltre a essere davvero graziosi, sono stra-strabuoni, provateli se non ci credete.  Prezioso per la riuscita è stato l’aiuto della piccola Zazy, provetta pasticciera!

Sicuramente rifaremo questa ricetta, anche perché con i loro colori hanno portato un po’ di allegria e luce nel giorno in cui la Bora ha deciso di fare la sua ricomparsa, portando un po’ di fresco ma rovinando tutti i bei fiori sbocciati in queste settimane di primavera, dopo il caldo africano che ci ha fatto pensare di essere già in estate, quando invece ancora non lo eravamo.

(Liny&Smarty)

Happy Birthday Pisolo !!

Ragà udite udite e aprite bene le orecchie! Oggi è un giorno speciale… è il compleanno di Pisolo!!! Il nostro pelosone amico a quattro zampe. Compie 4 anni!! Quindi Happy Birthday Pisolo!

Per l’occasione abbiamo organizzato una festicciola-ola in famiglia… Ci saremo tutti, proprio tutti, anche il nostro amato papà, che ci guarda da lassù! Stamattina dopo aver recuperato tutti gli ingredienti ci siam messe a preparare la torta cioccolatosa per Pisolo! Con l’aiuto prezioso di Zazi e la collaborazione di mamy, che si è occupata della panna montata. Abbiam preparato un buonissimo tiramisù, ma non quello classico, una variante… I savoiardi gli abbiamo inzuppati nel latte caldo col Nesquik e il mascarpone l’abbiamo sostituito con la panna di latte fredda montata e mescolata con la gustosissima… indovinate dai? … con la Nutella!!! Ovviamente!

Pisolo però non l’ha mangiata… lo sapete che per i cani il cioccolato è veleno, quello fondente! Noi comunque preferiamo non dargli nessun tipo di cioccolato, neanche quello al latte o bianco, anche se i veterinari dicono che un pochino ogni tanto si può dare. Pisolo si è gustato i suoi biscottini preferiti! E ha anche apprezzato il regalo che ha ricevuto… una bella pallina, come quelle da baseball!

Vi lasciamo con la ricetta trovata da Smarty sul sito www.tuttonutella.net, cambiandola un po’:

  • Ingredienti: una confezione di Savoiardi – un barattolo di Nutella –  250 ml di panna di latte fredda – un bicchiere di latte – 100 gr di Nesquik
  • Preparazione: montate la panna e metteteci la Nutella, amalgamando il tutto. Scaldate il latte senza farlo bollire e unite il Nesquik. Fate raffreddare e bagnate i Savoiardi nel latte e nel Nesquik. Stendete i Savoiardi in una teglia e stendete un strato di Nutella con panna, ricoprite con uno strato di Savoiardi e un altro di Nutella e panna. Fate quanti strati volete e terminate con Nutella e panna e con una spolverata di Nesquik.

(by Smarty & Liny)

Un autunno tutto colorato tra Fave e Macarons

E’ da un po’ di tempo che volevo cimentarmi in questa impresa…fare con le mie manine le Fave triestine, dolce tipico della mia città, in autunno. Infatti tra settembre e fine novembre non c’è vetrina di ogni pasticceria/panetteria che non sia dedicata a queste prelibatezze.

Ecco che armata di tanta pazienza mi metto a cercare un vecchio libro di cucina triestina, speranzosa di trovarvi la “magica” ricetta…per mia fortuna l’ho trovato!  Ma cosa sono esattamente queste favette? Sono delle palline colorate, al gusto di vaniglia, cioccolata e rosa; i loro colori sarebbero per tradizione i simboli della vita! Questi dolci hanno origini antichissime, della Grecia Classica, infatti tradizione vuole che siano una variante delle fave dei morti, distribuite durante i funerali perché considerate predilette dalle Moire (Parche, nella mitologia romana), le tre Dee, figlie di Zeus e Temi, che stabilivano il destino degli uomini: la prima (Cloto) che filava il tessuto della vita, la seconda (Lachesi) che dispensava i destini, assegnandone uno a ogni individuo stabilendone anche la durata, e la terza (Atropo), che inesorabile, tagliava il filo della vita al momento stabilito. Le loro decisioni erano immutabili, neppure gli dèi potevano cambiarle. Ancora oggi vengono consumate il 2 novembre, come offerta ai defunti.

Per farle, l’impasto delle fave è a base di mandorle pelate e macinate, unite poi allo zucchero, uova, miele, farina di riso e maraschino. Per farle rosate, si aggiunge liquore di Sherry (o rosolio di Alkermes) oppure estratto di rosa, mentre per farle marroni, si usa il cacao o rum.

E ora gli ingredienti:

  • 250 gr di mandorle pelate
  • 125 gr di farina
  • 3 chiare d’uova grandi
  • 250 gr di zucchero
  • vaniglia
  • 1 bicchierino di rosolio bianco
  • 1 bicchierino di rosolio alkermes
  • qualche goccia di olio di rose o acqua di rose
  • 50 gr di cioccolato grattata

La cosa più importante per la buona riuscita di questi gustosi dolcetti è il forno! che deve esser appena tiepido. Poi asciugare per 2 giorni le mandorle macinate in un luogo caldo. Mescolare in una terrina la farina con un po’ di albume, a pastella liscia; aggiungere, poco a poco: l’albume rimanente, zucchero e mandorle mescolando continuamente; quando la pasta sarà ben spumata dividerla in 3 parti; nella prima mettervi vaniglia e rosolio bianco; nella seconda olio di rose e alkermes; nella terza incorporare la cioccolata. Formare delle favette ed asciugare sulla lamiera cerata a forno poco caldo.

Altri dolcetti di cui appena li ho visti mi sono innamorata sono i Macarons che portano allegria a questo autunno grigio e ultimamente un po’ uggioso. Cosa sono? sono dei deliziosi dolcetti francese, si dice i più amati dalla Regina Marie Antoinette, e in questo periodo le pasticcerie/panetterie d’oltralpe ne sono piene! Sono abbastanza facili da fare come le fave e sono anche loro tutti colorati; possono essere al limone, cioccolato, menta, lamponi…chi più ne ha più ne metta! Si possono fare anche con ripieni diversi. Le loro origini sono incerte ma molti specialisti giurano che a inventarli furono i raffinati pasticceri italiani giunti a Parigi al seguito di Caterina de’ Medici!

Da maggio è stata aperta a Milano, in via Spadari 6, una Ladurée, boutique francese famosa in tutto il mondo per i suoi golosi e coloratissimi macarons…un motivo in più per andare un giorno nel capoluogo lombardo! Ho provato a fare anche questa ricetta, ma con pessimi risultati, haimè…credo non abbia funzionato qualcosa nel forno…ma non mi arrendo ci riproverò presto, molto presto! Intanto vi lascio la ricetta tratta dalla rivista “La prova del cuoco” di novembre:

  • 215 gr di farina di mandorle
  • 350 gr di zucchero a velo
  • 30 gr di farina
  • 190 gr di albume d’uovo
  • 90 gr di zucchero semolato
  • 4 gr di colorante alimentare

per il ripieno:

  • 250 gr di panna fresca
  • 5 gr di latte in polvere
  • 300 gr di cioccolato bianco
  • burro quanto basta
  • olio essenziale e scorza di limone
  • 50 gr di zucchero

se invece si vuole fare il ripieno colorato (per esempio ai lamponi) mescolare insieme 100 gr di lamponi e 100 gr di zucchero, cuocendoli, poi spegnere e far raffreddare, versare poi la marmellata in una sacca da pasticcere e metterla in frigo per 2 ore.

(by Liny)

Halloween

Halloween, Halloween… la notte più spaventosa dell’anno. Si dice che sia la notte in cui il mondo dei morti incontra quello dei vivi. Brrr!! In passato si credeva che in quella notte i morti tornassero sulla Terra e la gente accendeva dei grandi fuochi per allontanare gli spiriti maligni e le streghe.

Halloween è quindi la festa dei mostri, vampiri, streghe, fantasmi e di tutto quello che fa paura.

Una Leggenda racconta che un tempo in Irlanda viveva un vecchio chiamato Jack. Era così avaro e cattivo che quando morì fu mandato all’inferno. Nemmeno il Diavolo, però voleva averlo vicino, così gli diede una brace ardente e lo mandò via. Jack mise la brace all’interno di una rapa cava e così la rapa gli faceva luce lungo la strada. Si racconta che Jack, uscito dall’inferno, sia ancora in cammino, con la sua lanterna, alla ricerca di un luogo dove fermarsi…

Una volta trasferitosi Oltreoceano, gli Irlandesi non ebbero più a disposizione le rape per costruire le piccole lanterne, allora utilizzarono le zucche, più grandi e scenografiche.

Oggi Halloween è diventata soprattutto una festa per i bambini. Negli Stati Uniti infatti i bimbi escono mascherati e vanno di casa in casa a chiedere caramelle e regalini; anche qua da noi, da un paio d’anni,il campanello suona la sera del 31 ottobre! e ti ritrovi davanti bimbi travestiti di streghette o zombi ponendoti la domanda: << Dolcetto o Scherzetto? >> . Come nel film “L’extraterreste – E.T.”, di Steven Spielberg, uno tra i miei preferiti, sono cresciuta guardandolo e riguardandolo, i protagonisti all’inizio della pellicola si preparavano ad uscire vestiti da mostri e con loro hanno portato il “nuovo” amico travestito da fantasma. Tim Burton, invece,  con il film d’animazione “The nightmare before Christmas”, ha deciso di raccontare la storia di Jack Skelotron, il “re delle zucche”, il quale stanco di spaventare i bambini, un giorno per caso arriva nel mondo di Santa Claus e decide di sequestrarlo per prendere il suo posto, attratto da tutti quei colori, regali e dalla gioia, rendendosi conto che è questo ciò che cercava. Ecco che si mette in viaggio a consegnare i suoi spaventevoli doni. Per fortuna arriva a salvarlo Sally, una bambola di stracci, e capisce qual’è il suo vero ruolo, il “Re delle zucche”. Decide così che i prossimi festeggiamenti di Halloween saranno sempre migliori!!

E adesso un gioco per voi da fare stasera: “La danza del fantasma”

1) prendete un manico di scopa e trasformatelo in un fantasma, fissandoci sopra un lenzuolo colorato

2) il capogioco consegna il fantgasma a un giocatore e fa partire un brano musicale

3) tutti i giocatori danzano seguendo la musica e passandosi dall’uno all’altro il fantasma

4) ad un certo punto il capogioco interrompe la musica: chi sta danzando con il fantasma deve fare una piccola penitenza decisa dal compagno che gli ha passato il bastone

5) poi la musica riparte, il fantasma riprende a girare da un giocatore all’altro e così via.

E una gustosa ricetta: “Riso alla zucca”

ingredienti: 280 gr. di riso, 400 gr. di zucca, 1 l. di brodo di verdura, 50 gr. di burro, 30 gr. di parmigiano grattugiato, cipolla.

preparazione: tritate la cipolla e fatela appassire in un tegame con il burro, aggiungete la zucca tagliata a dadini e lasciatela cuocere per 10 min. mescolando di tanto in tanto. Unite il riso al fondo preparato, fatelo evaporare e porta a cottura il riso aggiungendo poco alla volta il brodo di verdure riscaldato. Aggiungete il parmigiano al riso e fate riposare per qualche minuto.

(by Smarty, con la collaborazione della piccola  Zazi)