Récit de voyage à Paris – Jour 1

Samedi mai 31/2014 – heuers 06.10, la mattina seguente ci sveglia il timido raggio di sole che si fa avanti tra le nuvole. Apro gli occhi e vedo le goccioline d’acqua sul finestrino, stanotte ha piovuto! Tity ed io abbiamo il sorriso stampato sul viso. E’ mattino abbiamo già superato il confine italiano, oramai anche quello svizzero, siamo in terra francese. Ci guardiamo, usciamo dalla cuccetta e ci mettiamo ad ammirare lo spettacolo che si presenta davanti ai nostri occhi! Distese e distese di campagna, intervallata da piccoli paesetti rurali, a volte bosco. Penso tutto sommato non ci è andata male fare il viaggio di andata in treno, possiamo gustare questo panorama! Prima di scendere non ci facciamo mancare nulla, andiamo a prendere un caffellatte e un café au lait, da vere italiane. Ci accomodiamo al banco vicino i finestrini nel vagone ristorante. Poco dopo intravediamo le prime palazzine di Parigi, in periferia, il treno inizia ad entrare in stazione, a Gare de Lyon: che stazione con le sue mattonelle di vetro come soffitto. Avete presente la stazione di Hugo Cabret? Ecco rendo l’impressione che ho avuto nel vederla, che meraviglia!

paris_gare de lyon

Scendiamo e veniamo travolte dalla fretta della gente, chi come noi in vacanza, chi per lavoro. Abbiamo un attimo di disorientamento. Decidiamo di consultare la cartina della metro/bus/RER (collegamento ferroviario locale) per cercare la linea che ci porta all’albergo (ora però mi prendo un paio di righe per raccontarvi una curiosità sulla cartina: proprio il giorno stesso della nostra partenza casualmente al lavoro è arrivato un ragazzo che vive e lavora a Parigi. Parlando con Tity quando ha saputo che eravamo dirette proprio lì e ritornato una mezzoretta dopo appositamente per lasciarle la cartina, dicendo che ci sarà utile per muoverci con i mezzi pubblici …e aveva ragione! Non c’è che dire grazie!!!  Se questo non è destino!). Decidiamo di prendere la métro rosa n.6 che ci porta alla fermata Cadet, zona Opéra! Qua viene il bello, mi imbatto in una situazione ‘fantozziana’ …ho il biglietto per attraversare i cancelli della métro ma lo infilo nel senso sbagliato si incastra e non riesco a passare, Tity ormai è oltre. Il mio viso assume uno sguardo di panico. Ed è qui che arriva un tipo, mi guarda, avrà visto la mia faccia piena di terrore, prende il suo biglietto col quale riesce a far uscire il mio! Lo prende e lo mette nel verso giusto i cancelli si aprono! Yep libertà! Grazie mille buon uomo!! Penso tò ho appena messo piede in Francia e già trovo qualcuno gentile disponibile ad aiutarti! Vive la France!!! Arrivate in albergo abbiamo voglia di darci una rinfrescata e cambiarci ma ci comunicano che non possiamo avere la stanza fino le 14! Dopo un attimo di smarrimento, vista la prenotazione della stanza già per la notte precedente, ci permettono almeno di lasciare le valige! E via allora alla scoperta della Ville Lumière! Decidiamo di restare nelle vicinanze dell’hotel, ci incamminiamo verso le Galeries Lafayette. Casualmente passiamo davanti a un piccolo teatro, il Mogador, in alto leggiamo il titolo dello spettacolo che viene presentato, con l’insegna come nei teatri di Broadway con le lettere composte da lampadine rosse, ‘La belle et la bête’! Peccato non avere il tempo di andarlo a vedere sicuramente è un montrer super!

mogador

Arrivate alle gallerie in Boulevard Haussmann veniamo travolte dalla grandezza del centro commerciale e dalla sua lussuosità. Ci colpisce la sua cupola con i vetrini colorati stile art dèco! Il piano dei profumi è luminosissimo dove puoi trovare qualsiasi fraganza di ogni firma, da Coco Chanel a Dior a Tiffany e Co. per non dimenticare Armani e Hermès.

cupola

Decidiamo di vedere tutti i piani, ai primi troviamo gli abiti per uomo donna bambino. Prendiamo l’ascensore, questo in stile di un tempo, e raggiungiamo l’ultimo piano zeppo di libri con una carina sala relax!

libreria

Ci accorgiamo che possiamo salire sulla terrazza che da sui tetti di Parigi. Che spettacolo, è un primo assaggio delle meraviglie che vedremo in questi giorni!!

tetti di parigi

Scendiamo ed entriamo al Teatro Opèra lì vicino, in sottofondo si sente una piacevole musica, che bella atmosfera.

opera

Uscendo la pancia inizia a farsi sentire, è ora di pranzare …ci mettiamo a cercare un bistrot o boulangerie, guardandoci attorno abbiamo trovato la San Paul! Lì ci siamo prese due piccole macedonie e non poteva mancare la baquette! Rientriamo finalmente in albergo, ci sistemiamo un attimo e pronte a vivere di nuovo Parigi, andiamo verso l’Arc de Triomphe per poi salire sulla Torre Eiffel! Ci incamminiamo lungo le Champs Élysées dopo aver oltrepassato la Place de la Concorde con l’Obelisco. Tity inizia a correre di quà e di là indicando praticamente tutti i monumenti che ha a vista d’occhio. E’ ritornata bambina, il suo viso era pieno di stupore. Il viale alberato è lunghissimo pieno di vita, gente ogni dove, del posto, turisti ma anche artisti di strada che fanno breakdance con musica a palla o un simpatico nonnino col suo gattino rosso Max che suona organetto a rullo.

artista di strada con Max

Ai lati ci sono molti negozi monomarca, è la zona chic, di lusso. Troviamo l’Arcades des Champs-Elysées, una delle gallerie/passaggi con tetto in vetro, dove troviamo dei negozietti interessanti, tra cui uno che vende fotografie di personaggi famosi. Penso il regalo giusto per la mia twin Liny, le ho preso una foto con la sua attrice preferita, Audrey Hepburn fotografata assieme a ‘Gatto’, il micio rosso di Holly nel film ‘Colazione da Tiffany’.

IMG_2230

Ci dirigiamo verso l’Arc de Triomphe, arrivate ci colpisce la sua imponenza, fu costruito per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte, al centro vediamo una fiaccola accesa, scopriamo che è in memoria del milite ignoto.

arc de triomphe

Sta calando la sera e come ultima tappa per il nostro primo giorno da parigine decidiamo di salire sulla torre Eiffel, per raggiungerla passiamo vicino la galleria dell’Alma, e subito riaffiora in noi il ricordo di Lady Diana. Arrivate sotto la torre percepiamo una sensazione strana, ci rendiamo conto di essere degli esserini minuscoli rispetto alla sua maestosità. Avete presente? Quello che provano le formichine vedendoci! Ci mettiamo da brave scolarette in fila nell’unico pilone di accesso aperto, quello Sud. Ci accorgiamo però ben presto che c’è tanta, troppa gente già sulla torre: i monitor hanno iniziato a lampeggiare la scritta ‘full tower’! Incominciano a sospettare che non riusciremo a salire, poco dopo difatti hanno chiuso i cancelli. Niente ritenteremo nei prossimità giorni la nostra scalata dei suoi 324m di altezza!

torre eiffel Guardiamo l’ora, acciderbolina sono già le 22.30 e ancora non abbiamo cenato! Troviamo un bistrot nelle vicinanze, ormai la cucina è chiusa ordiniamo allora un sandwich con petto di tacchino e formaggio grigliato, lo divoriamo, eravamo decisamente affamate. Rientriamo in albergo a notte inoltrata, penso che ci avranno dato per disperse, ci buttiamo a letto stanche ma felici per questa giornata intensa che abbiamo vissuto. Bon nuit Paris!

(by Smarty)

Tra bora e ghiaccio…”Il Vizietto”!!!

Pericolo scongiurato, per ora! Infatti la temuta neve prevista per lo scorso sabato non è arrivata, per fortuna dice Liny, che le ha permesso di andar a teatro a veder lo spettacolo “Il vizietto – La cage aux folles” con protagonisti Massimo Ghini nei panni di Albin “Zazà”, Cesare Bocci in quelli di Renato e con Cristian Ruiz, che interpreta il suo figlio naturale. Quest’ultimo porta scompiglio nel menage quotidiano dei “genitori” quando comunica loro di voler sposare la figlia di un politico conservatore e per niente incline alle coppie gay. Ecco che iniziano una serie di esilaranti scenette intervallate da coreografie, tutte volte a trovar un modo per apparire “normali” agli occhi dei consuoceri. Irresistibile Ghini-Zazà travestito da Marilyn Monroe, che con il suo vestito bianco inizia a cantare “Happy Birthday to you”, mentre il maestro d’orchestra fa il burlone non seguendo con la musica; in risposta gli dice: “se non suoni la canzone giusta, ti rimando sulle Rive dove ti ho trovato e con la Bora di questi giorni ti ritrovi in Croazia!” ah ah ah….

Chi può vada a vederlo, né uscirà soddisfatissimo come è successo a me! A fine spettacolo, corsa all’autografo: son riuscita a fermar Ghini (tra l’altro disponibilissimo) ma non Bocci, non l’avrò riconosciuto tutto intapparato per il gelo e la bora. Peccato. In compenso Liny si è fermata a chiacchierare e scherzare con il “figlio”, Cris, in attesa del taxi, che come sempre è stato gentilissimo per fare una foto ricordo. Ormai da quando l’ha conosciuto, in Jesus Christ Superstar, non si perde un suo spettacolo!!

Per ora a Trieste non è arrivata la neve, che invece ha e sta imperversato in tutta Italia. Comunque non ci siamo per niente annoiati in questi giorni, tra refoli e il nevischio di mercoledì scorso, durato qualche ora, abbiamo il nostro bel da fare. E’  da una settimana che soffia la Bora, anche a 130 km/h o più, oggi ha raggiunto i 158 km/h portando scompiglio a molti e facendo crollare vari tetti, per non parlare di tutte le caldaie mandate in tilt (né sappiamo qualcosa).

Diciamo che se sei nato a Trieste, volendo o no, ti ci devi abituare se vuoi sopravvivere! A noi più di tanto non dà fastidio, ovvio non ci piace esser spinte di qua e di là, dover far attenzione ogni volta che svolti l’angolo se non vuoi finire in strada… ma è pur sempre una cosa che caratterizza la città dove siamo nate e che adoriamo! Trieste senza la Bora che città sarebbe? senza di Lei è come se le mancherebbe qualcosa… la Bora è la sua anima, fa parte di ognuno di noi e impari a convivere con Lei fin da bambino, sapendo per esempio come respirare quando cammini controvento con la Bora che ti blocca il respiro. Inizia a dar fastidio quando dura per giorni interi come in questo periodo, che non ti lascia dormire la notte e  invece di sentire tot gradi te ne fa percepire 10 di meno, brrr (per fare un esempio ci son stati giorni che era come avere -20!!). Per finire non la sopportiamo quando non ci permette di fare la passeggiata col nostro amico a quattro zampe in tutta tranquillità, infatti siam sempre con l’ansia che non ci “voli” via… ah ecco perché c’è l’obbligo del guinzaglio! hi hi hi.

A parte gli scherzi, era dal lontano ’85, da quando di anni ne avevamo 5 che non faceva così freddo! Accipicchia! Quella volta vivevamo ancora nel mondo incantato, dove tutto era bello o quasi… bastava un fiocco di neve che già eravamo contente… quanti bei ricordi con la slitta sul Carso o semplicemente nel giardino condominiale sotto casa, quando ci lanciavamo dalla discesa senza pensare al pericolo che si celava alla fine (cioè il muretto che delimitava la nostra proprietà con quella del vicino);  a noi non importava, a noi bastava stare insieme ai nostri amichetti, facendo anche i pupazzi o interminabili guerre di palle di neve…

Ora un po’ quella pura magia se né andata, ma non del tutto, ancora adesso se vediamo un fiocco di neve che cade c’è ne innamoriamo, un po’ come Woodstock l’uccellino amico di Snoopy…quindi neve quando torni a trovarci??

(by Liny e Smarty)

Metti un sabato a Pordenone…

Era già da un po’ che ne parlavamo la mia “sorellina” ed io di andar a salutare Alex Mastromarino e finalmente l’occasione è capitata lo scorso week end.

Il “nuovo” Aladin, orfano di Manuel Frattini impegnato ora con il musical Peter Pan (in questi giorni al teatro Sistina di Roma), è approdato nella nostra regione e quale occasione migliore di questa? certo non ce la siamo fatta sfuggire…ecco che decidiamo di far una “gita” a Pordenone sabato.

Arrivate poco prima di pranzo, una volta scese dal treno, decidiamo di cercare subito il teatro per non rischiar, non si sa mai. Per fortuna l’abbiamo trovato molto facilmente, infatti una volta uscite dalla stazione bastava andar dritti e poi girar a destra. Nelle vie vicine al teatro, al mattino, c’era anche il mercato con tante bancarelle e tanta gente in giro, che ha giustamente approfittato della bellissima giornata. Anche noi non pensavamo proprio di trovar una giornata quasi primaverile, infatti il giorno prima a Trieste faceva davvero brutto, era tutto molto uggioso.

Intanto che aspettavamo di trovarci con Alex, abbiamo deciso di dar un’occhiata alle bancarelle, senza però prima non aver fatto colazione in un bar davvero grazioso vicino al teatro, con una buona brioche alla marmellata e bevendo un gustoso caffè macchiato; prima di ordinarlo però ci siamo messe a pensare a come si dicesse “capo” lì a Pordenone, noi triestini siamo sempre assaliti da dubbi amletici quando si tratta di ordinare un caffè fuori dalla nostra città. Nel girovagare di quà e di là senza una meta precisa, abbiamo trovato anche una libreria, dove mi sono imbattuta in un bel librone con in copertina la foto di Colin Firth e Geoffrey Rush, interpreti de “Il discorso del Re”, nel quale sono elencati tutti i film girati fino al 2012, compresi quelli presentati al Festival Internazionale del Film di Roma 2012 (per chi fosse interessato vi lascio il link), io molto presto lo prenderò… Poi finalmente dopo tanta attesa siamo riuscite a salutare Alex poco prima della convocazione per lo spettacolo. Obiettivo della giornata raggiunto!!

Alle 15 hanno aperto la biglietteria e con grandissima fortuna abbiamo trovato gli ultimi due posti in seconda fila! Ormai che eravamo a Pordenone ci siamo dette che era veramente un peccato non rivedere lo spettacolo…uscite abbiamo incrociato il nuovo “Aladin”, Flavio Montrucchio, che con un po’ di faccia tosta ho fermato per farmi fare l’autografo per Ella, la mia sorellona. Altra missione compiuta!! Se tornavo a casa a mani vuote me l’avrebbe fatta pagare cara, ma ancor di più mi sarei sentita in colpa per non aver colto l’occasione.

Ecco che poco prima delle 16 entriamo finalmente in teatro, pronte per goderci lo spettacolo. Devo dir la verità, non mi è dispiaciuto affatto nonostante il cast fosse quasi completamente cambiato. Infatti i nuovi interpreti non sono stati da meno di quelli dello scorso anno, per esempio Flavio Montrucchio che non è “nato” come performer, è riuscito a rendere il suo personaggio credibile. L’unico che non mi ha granché entusiasmato è il Genio Masciarelli. Per esser sincera anche l’anno scorso prima di vedere Aladin per la prima volta, ero partita un po’ scettica su Ciufoli, ma poi mi son subito ricreduta…faceva troppo ridere. Mentre con il nuovo Genio non è stato così, in certi punti quasi mi annoiava. Divertentissimo Jafar-Simone Sibillano, aiutato da Iago, nella sua disperata ricerca di salire al trono; contagiosa la “Forza disumana” di Abù-Alex! Infine davvero impagabili, durante i saluti finali, i baci mandati da Alex e Simone dal palco, ancor di più perché inaspettati. Siamo tornate a casa soddisfatte, dopo aver trascorso una giornata magica. Grazie infinite. Riuscite a darci sempre grandi emozioni! Non mi resta altro che farvi un in bocca al lupo per altre date della tournée. A presto!

(by Liny)

Che la Lost-mania abbia inizio!

Su consiglio di Ally mi son rimessa a guardare il telefilm Lost che avevo abbandonato dopo aver visto spezzoni della prima serie. Abbandonato perché ogni volta che accendevo la tv era già iniziato oppure mi perdevo la fine con il risultato che non ci capivo niente, uffi! …poi parlando con lei e alcuni amici, ecco che mi hanno fatto venire voglia di riprovare a vederlo, diciamo che non avendolo visto tutto non potevo parteciapare alle varie discussioni, se si era piu o meno entusiasti o piu o meno delusi di come gli autori hanno costruito la storia, per non parlare del finale, dove praticamente tutti son rimasti delusi e io acciperbolino non poetvo dire la mia! Ecco che ho deciso di mettermi d’impegno per guardare tutte le 6 stagioni di seguito, con anche gli episodi mancanti, ovvero i Missing Pieces, così non mi perdo niente eh eh. Ioltre non potevo non riguardarlo visto che uno dei creatori è J.J Abrams, regista e sceneggiatore anche di Super 8!

Per ora sono a metà della prima serie. Con grande piacere ho ritrovato tra i protagonisti tanta gente già conosciuta in altre serie tv o film, come per esempio il medico Jack (Matthew Fox) che era il fratello maggiore nella serie Cinque in famiglia (Party of Five), per non parlare della rock star Charlie (Dominic Monaghan), l’hobbit Merry nella trilogia de Il Signore degli Anelli e come guest star nel dodicesimo episodio della seconda serie tv Chuck, di cui ho visto la prima stagione, nel quale anche qui impersonava una rock star in pericolo, protetta appunto da Chuck (Zachary Levi). Per non parlare dello sfortunato capitano dell’aereo precipitato, che salvatosi dallo schianto fa una brutta fine ucciso dalla “Cosa”, Greg Grunberg, visto nella serie tv Heroes (che devo ancora finire…ho visto per ora le prime due stagioni) dove impersonava il poliziotto Matt con il potere di leggere la mente. Infine non dimentichiamo Boone (Ian Somerhalder) visto nella terza stagione di Smallville, nel quale interpretava Adam, un ragazzo che lacrimava sangue e genio dell’informatica.

Il mio o i miei personaggi preferiti? dunque dunque non si può non affezionarsi a Jack, Charlie e anche Hurley, che non fa altro che chiamare gli altri “coso”…Locke invece è strano, enigmatico, per il momento non mi sbilancio. Sawyer è sarcastico, ma anche un opportunista. Sayid sa il fatto suo, mi piace perchè sa orientarsi nonostante gli scarsi mezzi a disposizione. Infine non dimentichiamo Charlie che si affeziona a Claire, la ragazza incinta, e per poco non ci lascia le penne. L’unica che non mi convince è Kate che con quel suo viso d’angelo inganna tutti, vedremo se in seguito cambierò idea.

Con gran stupore, vedendo la puntata “Il mistero della valigetta”, ho ritrovo il laghetto con la magnifica cascata vista in Alvin Superstar 3!! Infatti nel film ci sono numerosi omaggi cinematografici.

Oltre a Lost, sto guardando la miniserie Il XIII Apostolo-Il Prescelto, in onda tutti i mercoledì su canale 5, ambientata a Roma, con protagonisti Claudia Pandolfi nelle vesti di psicologa e Claudio Gioè un gesuita, intenti entrambi ad indagare su fatti misteriosi, inspiegabili, cercando di dare un senso logico alle cose, sempre pronti ad espolare i confini tra scienza e fede. Veramente ben fatto…pensare che Gioè avrei potuto vederlo e quindi apprezzare il suo talento dal vivo, l’anno scorso, a teatro con lo spettacolo L’oscura immensità della morte, tratto dal libro di Massimo Carlotto, dove Claudio oltre a interprete era anche regista. Purtroppo è stato annullato per impegni cinematografici uffi uffi e quindi mi son dovuta accontentare di vederlo in I cento passi e in La meglio gioventù, per non parlare della grandissima interpretazione nella miniserie Il Capo dei capi.

Infine nei ritagli di tempo mi son comprata il libro Il discorso del Re, infatti dopo averne visto il film me ne sono appassionata e volevo approfondire la vita del logopedista Logue e dello sfortunato Re Giorgio VI, capendo un po’ meglio i disagi provocati dalla balbuzia. Oltre a questo libro devo leggere Il deserto dei tartari di Dino Buzzati, primo libro scelto da noi appartenti al club del libro ancora senza nome, appena istituito e di cui faccio orgogliosamente parte!! Infatti era da un paio di anni che questa idea mi girava per la mente, ma non ero mai riuscita a realizzarla.

In uno dei prossimi post, parlerò ancora di serie televisive che mi hanno appassionato…un indizio su quali? beh intanto sono due, una è stata realizzata da Spielberg. Un altro indizio è che in entrambe le serie il protagonista è lo stesso! Avete capito? …no…si…lo scoprirete eh eh.

(by Liny)

Un Natale…fuori dell’ordinario

Questo Natale è stato davvero “fuori dell’ordinario”. Infatti, facendo eco al telefilm “No Ordinary Family”, trasmesso qualche mese fa su Sky e riproposto in chiaro in dicembre su Italia1, è stato diversissimo dal solito. Anche se c’erano le luci dell’albero addobbato che faceva bella mostra di sé in sala da pranzo e il presepe accanto, c’era tanta tanta malinconia. Mai come quest’anno il Natale mi è sembrato così triste e credo che lo sarà sempre…perché mancherà sempre qualcuno. Se già durante tutti gli altri giorni si sente questa tristezza, ma è nascosta dentro di noi, durante queste feste che volendo o no si è costretti a fermarsi perché non c’è la routine quotidiana del “alzati, vestiti, vai a lavorare, ritorna a casa, vai a dormire”…purtroppo ad un certo punto ritorna a galla e tutti noi dobbiamo farci i conti.

Però in qualche modo bisogna ingegnarsi per non pensarci troppo e passare qualche ora in serenità, facendo per esempio esperimenti culinari, qualche volta ben riusciti e qualche volta meno: vedi tortasacher che sembrava un po’ bruciacchiata, ma togliendo lo strato in alto e mettendoci la farcitura di cioccolata e albicocche, è venuta una delizia; oppure perché non provare a  fare i bastoncini di zucchero con una ricetta con la dose sbagliata di farina? direi che è un’impresa ardua ai più, infatti stava facendo mandare a monte tutto il lavoro, ma per fortuna cambiando in extremis, son venuti buoni comunque! Altra strategia scacciabruttipensieri è mettersi davanti la Tv e guardare i classici film di Natale, come Il Piccolo Lord, Piccole Donne, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, ai quali si sono aggiunti altri film più recenti ma adattissimi a questo periodo…come Neverland – Un sogno per la vita, con Johnny Depp, che racconta la storia di come è nato il personaggio tanto amato da piccini e grandi mai cresciuti, Peter Pan, creato da James Matthew Barrie, di cui pochi giorni fa è stato pubblicato anche il libro “L’uccellino bianco” nel quale per la prima volta è apparso Peter. Inoltre il giorno di Natale è stato trasmesso anche il musical “Aladin” con Manuel Frattini (ora impegnato nei teatri con appunto Peter Pan) e Alex Mastromarino (Abù), che mi ha fatto tornar in mente le ore spensierate trascorse in teatro la scorsa primavera. Dovrebbero trasmettere altri musical in Tv! Assolutamente! A colmare questa lacuna per fortuna ci ha pensato la Hobby&Work, con la pubblicazione periodica di vari musical (per chi volesse saperne di più vi lascio il link di questa stupenda iniziativa che si chiama Fiabe in Musical) e qualche volta anche il canale di Sky MGM trasmette musical classici: in questi giorni c’è 7 spose per 7 fratelli, mentre su Sky Cinema Classic troviamo Wild Side Story. Lunedì 2 gennaio ci sarà invece Collazione da Tiffany, altro film classico, stupendo a mio avviso!  …e per rimanere in tema vi ricordate il post su Audrey Hepburn? dove vi dicevo che sfortunatamente il bellissimo cappotto arancio della Promod, molto simile a quello che indossava l’attrice nel film, non c’era nel negozio della mia città e su internet non si poteva acquistare più…vi ricordate? bene! Non so come abbia fatto Babbo Natale, ma sotto l’albero c’era un pacco per me e dentro cosa ho trovato? indovinate su? dai che ci siete quasi…avete capito? ho trovato proprio il cappotto che tanto desideravo e che ormai avevo quasi dimenticato…. Quando ho aperto il pacco son rimasta senza parole, credevo di sognare!! Smarty invece ha trovato le sue amate renne eheh sotto varie forme! Possiamo dire che anche questi regali hanno contribuito per un po’ a non pensare… 

(by Liny&Smarty)

Tutti pazzi per….

….da come stanno andando le cose al Ticket Point di Corso Italia “Tutti pazzi per…Bruce Springsteen!”. Io invece per ora sono fuori dal coro. Infatti stamattina volevo comprar i biglietti per il concerto di Jovanotti (porterà il suo Ora Tour al PalaTrieste il 12 dicembre), ma vista la marea umana che c’era, tutti per Bruce, l’addetta alle vendite mi ha detto ti ritornar domani…io invece ci son tornata questo pomeriggio ma i posti rimasti erano davvero bruttini, quindi niente (mi rifarò con il dvd). Già che c’ero stamattina volevo comprar anche i biglietti per il concerto di Roger Daltrey, il cantante dei mitici Who! ma vista la ressa, ho ripiegato sulla biglietteria del teatro dove si esibirà e li stranamente non c’era quasi nessuno.

Il Tour europeo è stato annunciato il 27 novembre, che toccherà anche l’Italia e per fortuna anche la mia Trieste! Il cantante degli Who non farà un concerto vero e proprio ma porterà in scena uno spettacolo davvero sensazionale. Infatti dall’inizio alla fine eseguirà la leggendaria opera rock della band “Tommy”, impresa mai eseguita dagli stessi Who, dunque da non perdere…sarà sicuramente un’esperienza indimenticabile! Infatti la musica sarà accompagnata anche da video di grande impatto. Oltre ai brani dell’album “Tommy”, verranno eseguiti altri pezzi storici della band più altre musiche composte dallo stesso Roger.

“Tommy”, uscito nel 1969 e quarto album degli Who, è un concept album basato sulla storia di un ragazzo nato alla fine della prima guerra mondiale che diventa sordo, cieco e muto dopo aver assistito, guardando attraverso uno specchio, all’omicidio dell’amante della madre da parte del padre. A questo punto i due genitori dicono al figlio di non dire, vedere e sentire nulla; è così che Tommy diventa muto, cieco e sordo. Non a caso il pezzo portante dell’album è il celebre “See Me, Feel Me, Touch Me, Heal Me”, dell’ultima traccia dell’album (We’re not gonna take it).

L’artista sarà accompagnato da Jon Button al basso, Scott Deavours alla batteria, Loren Gold alle tastiere, Frank Simes alla chitarra e ancora alla chitarra Simon Townshend, fratello del celebre Pete Townshend, il quale non ha potuto partecipare al progetto a causa di una malattia che sta seriamente compromettendo il suo udito.

Il Tour in Italia sarà a marzo e partirà da Padova il 9, al Gran Teatro Geox, per proseguire l’11 a Genova, al Carlo Felice, il 12 al Colosseo di Torino. Poi finalmente arriverà a Trieste il 18 Marzo, al Teatro Rossetti, per proseguire il 20 a Firenze, al Comunale, il giorno dopo, il 21 e in replica il 23 all’Auditorium Conciliazione di Roma. Infine il 24 al Teatro Smeraldo di Milano. In tutto 8 date!

Questo immenso progetto ha avuto un’anteprima lo scorso marzo a Londra, durante un concerto di beneficenza. Sia pubblico che critica sono rimasti entusiasti. A questo punto non vedo l’ora sia marzo!!

Tornando a Bruce per ora non compro il biglietto, sapete perché? semplice dal giardino di casa lo potrò sentire benissimo comunque…anche le prove! Lo so non è la stessa cosa ma è sempre qualcosa! Anzi farò proprio così, come i protagonisti del telefilm American Dreams che invece di acquistare i biglietti per il concerto dei Rolling Stones li ascoltano  fuori dallo stadio, in un punto dove l’acustica è molto buona (così ha detto Luke)! Poi si vedrà…

…intanto dopo il concerto degli Yes mi  godrò un’altra leggenda del rock…gli Who o per lo meno la voce degli Who! Alla prossima…

(by Liny)

Yes, Reunion Tour 2011

Venerdi sera al PalaChiarbola di Trieste sembrava di esser tornati indietro nel tempo, agli anni ’70, agli anni del rock progressive, con protagonista assoluta la storica band degli YES! e non sto scherzando!!!

Oltre alla data triestina, resa possibile grazie all’associazione Musica Libera con la collaborazione del Comune di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia, all’interno della 10° edizione della Fiera del disco usato, ce n’era ancora una in Italia, a Milano il giorno prima. Con questo tour mondiale (29 date in tutto in Europa), la band presenta il loro ultimo album Fly from here, il ventesimo, il primo dopo 10 anni di pausa.  

Hanno saputo mescolare successi vecchi con canzoni del nuovo album. Da ricordare sicuramente “Tempus Fugit” dall’album Drama del ’80, “And You and I” dall’album “Close to the Edge” del ’72, “Starship Tropper” dall’album “Yes Album” del ’71 e “Roundabout” dall’album “Yessongs” del ’73. Da lasciar letteralmente senza fiato l’assolo di Steve Howe, di cui vi lascio un assaggio alla fine del post. Ecco che  ascoltandolo suonare dal vivo ti rendi conto del significato del riconoscimento ricevuto per aver contributo all’evoluzione della tecnica della chitarra moderna. Durante il concerto c’è stato un continuo cambio di chitarre da far girar la testa, ha suonato almeno 5 chitarre diverse, dalla Gibson alla Fender.

La formazione dal vivo era composta dagli storici Chris Squire al basso (unico componente rimasto sin dagli inizi), poi il già menzionato Steve Howe alla chitarra e Alan White alla batteria. A loro si sono aggiunti Oliver Wakeman (figlio di Rick, ex componente del gruppo) alle tastiere e il grande canadese Benoit David alla voce, già componente di una cover band degli Yes e scelto per la sua abilità nel ricreare il timbro di Jon Anderson.

Gli Yes, nati nel 1968, sono rimasti nella storia del rock avendo venduto milioni di copie dei loro dischi, e dopo quarant’anni di carriera ancora non hanno perso la voglia di esibirsi dal vivo, la dimostrazione è questo tour mondiale. Alla fine del concerto Chris ha addirittura mimato di struggere la chitarra! Ecco che anche se attempati, sono ancora arzilli e pimpanti. Della serie se fai musica rock non puoi che rimanere giovane!!

Gli Yes sono stati accolti benissimo a Trieste. Sono davvero soddisfatta! per fortuna non mi sono fatta sfuggire questa occasione…infatti quando mi ricapiterà di poter assistere ad un pezzo di storia del rock e proprio nella mia città? A vederli non ci sono andata da sola, ma con Oty, il mio carissimo amico bolognese, buon intenditore, che mi ha fatto conoscere la loro musica.

(by Liny)