Le marché français

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Le Marché français – © bastoncini di zucchero

Anche quest’anno il mercatino francese è arrivato a Trieste, nella solita location davanti la Chiesa di Sant’Antonio vicino al canal Grande. Strafelici per il suo arrivo come i bambini quando aprono il regalo di Babbo Natale, ci siamo precipitate giù in città!

Come di consueto c’erano le casette di legno lungo la piazza e i venditori offrivano i loro prodotti culinari tipici, dai biscotti ai formaggi e salse, ai vini e spezie. Oltre alle saponette profumate, tessuti tradizionali, foulard e sciarpe abbiamo trovato una bancarella d’avvero ‘sciccosa’ con moltissimi orecchini e bracciali a forma di animaletti^^ e collane di bamboline. La nostra sorellona una l’ha comprata!

mercatino francese

Passeggiando per il mercatino – © bastoncini di zucchero

Abbiamo anche fatto tappa davanti alla casettina ‘boulangerie’ dove ci siamo gustate i saccottini ‘pain au chocolat’. Non potevamo non mangiarli, buonissimi come sono! Davanti la bancarella si sentiva il profumo dei dolci appena sfornati, che ha fatto tornare Smarty indietro nel tempo a quando è andata a Parigi.
Ma il nostro obiettivo era comprare una forma di formaggio Reblochon: il ragazzo che ce l’ha venduta ci ha sgamato subito dicendoci <<lo prendete per cucinare le tartiflette, vero?>> … certo che si! Mi sa che l’avevamo scritto in fronte^^

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Fromage, fromage et encore fromage! – © bastoncini di zucchero

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Dolcissime paperotte in legno – © basctoncini di zucchero

Felicissime ci siamo portate a casa i sapori, gli odori, i suoni francesi. Nous aimons la France!

by Smarty & Liny (photo by Zazy, la nostra dolce nipotina a cui vogliamo dire grazie)

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Da gli “InVasati tutti pazzi per i fiori” passando per gli “Horti Tergestini”

In questi ultimi week end ci siamo godute la Natura e il caldo Sole di Primavera.
Domenica 12 aprile si è svolto al Civico Orto Botanico di Trieste, in via Marchesetti 2 sul colle di San Luigi,  “InVasati tutti pazzi per i fiori“, mercatino del giardinaggio e orticultura, dove si potevano acquistare e scambiarsi piante, ma anche semi, bulbi e terricci. Davvero interessante questa iniziativa. Infatti permette ai giardinieri non professionisti e ai semplici appassionati di incontrarsi, confrontarsi e scambiarsi esperienze e materiali fra loro.
In programma c’erano incontri, concerti e visite guidate ai vari giardini : formale, dei “semplici” dove sono coltivate piante medicinali e non ma anche velenose, e al percorso paleontologico.

Un folletto che si aggirava per i giardini ci ha dato in dono i bulbi dei muscari. Noi abbiamo raccolto delle ghiandine, seguendo l’esempio del saggio Bilbo quand’era nel giardino di Beorn. Le metteremo a dimora in un vaso, forse qualcosa cresce. Le nostre hanno ottenuto l’ “ok” dal piccolo hobbit che ci ha fatto compagnia 😉

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Nel week end appena passato invece si sono svolti gli “Horti Tergestini“, manifestazione arrivata alla 10a edizione, nel Parco di San Giovanni che si trova nel comprensorio dell’ex Opp di Trieste.
Agli Horti non ci siamo mai state. La nostra amica Ally ci ha fatto conoscere questa realtà, mostra mercato di piante, fiori e arredi per il giardino.
Tanti gli eventi collaterali, per grandi e piccini. La scelta è stata ampia, tra presentazioni di libri e conferenze.

Anche quest’anno il maltempo e la bora hanno purtroppo fatto capolino il giorno di apertura. Sarà forse una tradizione degli Horti? La bora a 90 km/h e la pioggia hanno tenuto a battesimo pure la 1a edizione.
Dopo un sabato non proprio primaverile, per fortuna il tempo è migliorato almeno alla domenica, così da permetterci di ammirare le bellezze naturali offerte dal Parco e dai vari espositori.

Dopo un giro per il roseto, dove sono si possono apprezzare una miriade di rose, presenti infatti più di cinquemila e provenienti da tutto il mondo (che vanno dalle rose liberty, alle antiche e moderne), siamo andate in cerca dei tulipani dai colori vivaci e tanto primaverili. Poi ci siamo addentrate fra le varie stradine del Parco invase dalle bancarelle piene di fiori, piante aromatiche di ogni tipo. Con grande stupore abbiamo scoperto che esistono più di 10 tipi di menta: quella cubana ottima per il mojito, quella svizzera indicata per curare la tosse, a quella piemontese, romana, menta fragola, menta limone, menta basilico, menta gentile, fino alla famosa menta piperita e marocchina. La scelta era davvero ampia con tutte quelle varietà dagli infiniti usi culinari e curativi. L’indeciso podeva rimanere lì delle ore prima di riuscire finalmente nell’impresa e portarsi a casa una piantina!

Tantissimi gli espositori. Dove volgevi lo sguardo venivi praticamente catturato dai moltissimi colori dei garofani perenni, azalee, rose, alberi da frutta, piante grasse, peonie (Liny si è innamorata della Clair de Lune), bonsai, alberi giapponesi. Che profumi!
Oltre alle piante, qua e là, trovavi stoffe morbidissime; farfalle, libellulle, ricci, gufi, paperette in metallo, o in stoffa; c’era pure il Bianconiglio fatto in legno e tanto arredo Ottocentesco, dai tavoli, sedie, lanterne e chioschi; artigianato tunisino e lituano. Se cercavi qualcosa di più raffinato trovavi gioielli, vestiti e meduse fatte in vetro colorato.
Non potevano mancare le borse “Mis-Mas” riciclate, fatte utilizzando gli striscioni stampati dall’Università in occasione di manifestazioni e presentazioni. Sono pezzi unici, un miscuglio, un assemblaggio imprevedibile di immagini e nascono dalla collaborazione tra ufficio divulgazione scientifica dell’Ateneo triestino e la vicina Sartoria Lister, cooperativa sociale che lavora solo con materiali riciclati (jeans, ombrelli, indumenti usati) reinventandone l’uso. Ecco che ombrelli rotti diventano ponchi, jeans si trasformano in borse, zaini, astucci, portaocchiali o segnalibri.

Buona settimana di sole a tutti 😉

Liny&Smarty

Viale in fiore – edizione #13

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“Viale in fiore” è giunta alla sua XIII edizione, avete ancora tempo fino a mercoledì 25 aprile per andarci.

Anche quest’anno l’antico viale pedonale in centro città, viale Venti Settembre a Trieste, è stato invaso allegramente dai banconi pieni di fiori colorati, piante, arbusti quà e là dei vivaisti e fiorai d’Italia e non.

Noi ci siamo state ieri pomeriggio con Ally e Gloly. È stata l’occasione per Smarty di usare la sua nuova macchina fotografica, la Canon Eos M e per Liny di ritornarci dopo venerdì, dove ha fatto un primo sopralluogo.

Appena arrivate siamo state travolte dai profumi delle piante aromatiche liguri e nostrane, dai delicatissimi tulipani dai molti colori presentati in barattoli da Tarcento, dai moltissimi alberi da frutto di ogni tipo, quali ciliegio, susino, fico, albicocco… dal Piemonte e i bonsai e ulivi. Non sono mancate le numerose rose inglesi e antiche, come anche la lavanda, i ranuncoli, le ortensie, le fragoline da Roncade, i garofani rampicanti e quelli perenni, la liquirizia, le piante grasse, piccole e non e le mini piante carnivore. Hanno trovato spazio anche le bancarelle con lampade fatte di ceramica, piastrelle e piatti colorati, come anche le spezie, i saponi della Francia e le stoffe.

Anche quest’anno non siamo tornate a casa a mani vuote: dopo l’opera di convincimento di Ally abbiamo preso delle carinissime piantine di fragoline (speriamo portino moolti frutti ☺️) e dei delicati tulipanini dal color rosa intenso.

Sotto alcuni scatti:

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By Smarty&Liny

La magia della Fiera di San Nicolò

Se l’anno scorso vi abbiamo parlato del Mercatino Francese, dal sapore internazionale e che ormai da un paio d’anni fa capolino in Piazza Ponterosso e tra le sue vie limitrofe (facendo un giro tra le bancarelle sembrava di essere catapultati in una delle piazze parigine, infatti si sentiva parlare in ogni angolo francese), questa volta vi “racconteremo” della tradizionale Fiera di San Nicolò, che si svolge nello storico Viale XX Settembre.

Se ripensiamo alla nostra infanzia, immancabile era la passeggiata in Viale! Ci ricordiamo soprattutto i suoi sapori e colori. Ma anche gli ambulanti che con il loro modo affabile riuscivano a convincerti a comprare di tutto, oggetti strampalati che alla fine finivano dimenticati in qualche cassetto della credenza in cucina.

Affascinate era per noi la bancarella dove venivano venduti i bicchieri con sopra disegnati i begnamini dei cartoni animati. Quello che ci lasciava a bocca aperta era la precisione e cura usati per incidere sul bicchiere il nome di noi bimbi.

Non si poteva aver preso un palloncino e se non c’era quello che ti piaceva te lo preparavano sul momento.

Ci andavamo con la nostra mamma e la nostra cara nonnina Anna, alla quale eravamo tanto legate e lo siamo tutt’ora, nonostante abbia vissuto con noi solo dieci anni…la portiamo sempre nel nostro cuore!

Per gustarsi la Fiera appieno, fondamentale è camminare nella  “corsia giusta” e non controcorrente, altrimenti si rischia di essere travolti dalle tante persone e dall’entusiasmo triestino.

Se volete farvi un giro avete tempo fino all’8 dicembre, poi dal 10 in Piazza Ponterosso nelle caratteristiche casette di legno ci sarà il Mercatino di Natale con gli artigiani di tutto il mondo.

(by Liny&Smarty)

E dopo il Triskell, gli Scones!

E anche l’edizione 2014 del Triskell si è conclusa.
Chi si avventurava ignaro dalle parti del Boschetto del Ferdinandeo, dal 20 al 29 giugno, avrà avuto la netta sensazione che il tempo si fosse fermato.
Infatti ci si poteva imbattere in guerrieri, arcieri, artigiani del rame, del cuoio e dell’argilla. Ma anche in maestri delle danze scozzesi e di arpa celtica.

All’imbrunire il visitatore dopo aver fatto un giro tra i vari accampamenti e tende storiche, poteva riposarsi degustando i prodotti tipici della leggendaria cucina celtica ed assistere ogni sera ad uno spettacolo musicale diverso grazie ai gruppi che sono venuti da tutta Europa (Germania, Slovenia, Scozia, Francia, Slovacchia, Austria e non potevano mancare ovviamente gli artisti italiani).

Varie ed interessanti anche le Conferenze:
Sabato 21 giugno, al Cerchio del Boschetto, si poteva assistere alla Conferenza su Il rito del Solstizio d’Estate come passaggio di trasformazione personale. Il giorno Dai Fuochi del Solstizio ai fuochi di San Giovanni: Simbologia antica occultata dal Cristianesimo negli ultimi duemila anni. Mercoledì invece quella su Il Cerchio Sacro.
Ogni sera inoltre c’era lo spettacolo di focogiocoleria di Vassago, che con le sue sfere di fuoco incantava i visitatori (non so voi, ma a noi ci sembrava di respirare le atmosfere del libro Cuore d’Inchiostro, in primis di Dita di Polvere).
Poi chi voleva poteva inoltrarsi nel Labirinto Sacro che rappresenta la strada che conduce al centro di se stessi e della Conoscenza,

Ad organizzare il Festival Internazionale di Musica e Cultura Celtica è l’Associazione culturale Uther Pendragon. Per chi vuole saperne di più, questi sono i link:
http://www.utherpendragon.it
https://www.facebook.com/www.utherpendragon.it

Per chiudere in bellezza la scorpacciata di cultura celtica abbiamo deciso di cucinare gli Scones: soffici panini fatti in casa, che possono essere dolci o salati, indispensabili per le  merende e ai tea break, originari della Scozia. Esistono varie varianti, ci sono anche quelli alle patate e formaggio. Noi abbiamo deciso di provare la ricetta proposta da Giallo Zafferano con pancetta e piselli.

SCONES (circa 18)

220 gr Farina
2 gr Sale
50 gr Burro
150 ml Latte
½ Cipolla ramata
Piselli
Pancetta
Olio extravergine d’olia q.b.
12 gr Lievito in polvere

Per prima cosa pulite mezza cipolla ramata, tritatela e versatela con un filo d’olio in una padella antiaderente, per soffriggerla. Una volta rosolata, aggiungete la pancetta a cubetti e infine i piselli. Lasciate cuocere a fuoco lento per circa 15-20 minuti, aggiungendo, se serve, dell’acqua per aiutare la cottura. Una volta cotti, lasciate raffreddare.
Nel frattempo prepariamo l’impasto degli Scones: in una ciotola capiente versiamo la farina, il sale, il lievito e il burro tagliato a pezzetti a temperatura ambiente. Una volta mescolati, aggiungete il latte e impastiamo con le mani fino ad ottenere un composto compatto.
Unite i piselli e la pancetta continuando a lavorare a mano finchè l’impasto non risulterà omogeneo. Coprire la ciotola con la pellicola trasparente e lasciar raffreddare e lievitare in frigorifero per almeno mezz’ora.
A questo punto, stendete la carta da forno e adagiateci sopra l’impasto una volta rassodato e lievitato. Ricopritelo con altra carta forno e stendete il composto con un matterello per fare una sfoglia alta circa 1,5 cm.
Ricavate dei cerchi dall’impasto steso e trasferiteli su una teglia ricoperta di carta forno. Infornate nel forno ventilato a 180° per circa 10 minuti. Quando gli Scones saranno leggermente dorati in superficie, sfornateli e lasciateli raffreddare.
Potete tagliarli a metà e farcirli con formaggio spalmabile o prosciutto oppure gustarli così.

La versione con patate e formaggio prevede invece  i seguenti ingredienti:
SCONES di PATATE (per 4 persone)

400 gr Patate
130 gr Farina
50 gr Formaggio cheddar grattugiato (o gouda)
1/2 bicchiere di Latte
1 Uovo
50 gr Burro
2 cucchiaini di lievito in polvere
Sale q.b.

Lessate le patate, pelatele e fatele raffreddare. In una ciotola unite la farina e il lievito, poi il formaggio e il sale. Aggiungete il burro a dadini. Schiacciare con la forchetta ed ottenere delle grosse briciole. Unire l’uovo sbattuto e il latte. Amalgamare bene il tutto, aggiungendo le patate a dadini. Mettete il composto a cucchiaiate su una placca foderata con carta forno, infornate a 200° per 15-20 minuti.
Si possono gustare caldissimi con un ricciolo di burro all’ interno, o con una sottile fetta di prosciutto.

(by Liny&Smarty)

Spezie, saponi, tessuti da ogni dove col mercatino europeo.

Tre giorni fino ad oggi in P.zza Sant’Antonio e sulle rive del canal Ponterosso a Trieste ricchi di sapori, gusti, colori e allegria grazie al mercatino europeo! La merce esposta sulle bancarelle era varia, di ogni tipo; c’erano i saponi profumati e coloratissimi della Provenza francese, le spezie dai mille odori, le saponette viola e non solo della lavanda di Venzone.

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Tanti i prodotti culinari e gustosi dalle focacce genovesi, ai cannoli siciliani, le carammelle gommose, il miele dai diversi gusti, ai bretzel austriaci o alla varietà dei biscotti e crepes olandesi, per non dimenticare i wurstel di tacchino di Monaco di Baviera e i churros dell’Andalusia. Diffondeva magia il banchetto dei prodotti artigianali lettoni con le sue casettine di ogni forma e dimensione, gli animaletti e gli angioletti.

Coloratissimi i foulard spagnoli e dava aria di freschezza il banchetto finlandese con le sue renne! È stato un successo, molti i triestini e non, grazie anche alla nave da crociera Aida che faceva da sfondo assieme all’Ursus!

(Smarty&Liny)

Tartiflette all’insegna del nuovo anno

Ed ecco a voi la Tartiflette, finalmente!

Grazie al Reblochon de Savoi, comprato in una delle bancarelle del Mercatino di Noël francese, alla fine di novembre, in Piazza Ponterosso, abbiamo potuto fare questa gustoso piatto d’oltralpe. Per la buona riuscita era indispensabile appunto questo particolare formaggio che in Italia è difficile da trovare.

Di seguito la ricetta, corredata da qualche foto:

1 kg di patate (circa 6/7 grandi)
150 gr di pancetta
150 gr di besciamella

1 cipolla;– olio d’oliva q.b.
450 gr di Reblochon

Procedimento:  Sbucciare le patate e lessale per circa 10 minuti. Nel frattempo tagliare la cipolla, sofriggendola con l’olio d’oliva e la pancetta. In seguito unirvi le patate. Mettere il tutto in una pirofila aggiungendovi la besciamella, infornare a 200°C per circa 30 minuti. La Tartiflette è pronta! L’abbiamo gustata con i nostri cari. Non ci resta altro che augurare a voi Bon Appétit, come diceva sempre Julia Child 😉 …e  Bonne Année.

(Liny&Smarty)