Mazzantini e Castellito : la vita, tra scrittura e cinema

Nella serata di sabato 16 settembre Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto hanno incontrato i lettori di Pordenonelegge2017 al Teatro Verdi. A far da mediatore Paolo Di Paolo che li ha incalzati con una serie di domante riguardanti vari temi, dal teatro al cinema fino alla letteretura.

In primis il Teatro

La Mazzantini è passata dall’esser attrice a dedicarsi alla scrittura. Iniziò col scrivere proprio opere teatrali. Racconta che del teatro ricorda soprattutto il silenzio prima di salire sul palcoscenico ma anche le prove. Ad un certo punto si è sentita bloccata, vede davanti a sé un muro. Ha capito di dover esprimere con la scrittura quello che sentiva, da qui iniziò scrivere racconti.

Castellito invece ha nostalgia del teatro, si ricorda il rigore che c’era e i viaggi con la sua vecchia 112.

Proseguendo con l’incontro viene chiesto a Margaret Mazzantini… Chi era la ragazza che ha scritto il Catino di zinco? …Ha iniziato a scrivere il suo primo romanzo durante i viaggi che la portavano fino a Roma dalla periferia…in esso viene narrato il rapporto stretto che c’è tra una ragazzina e la nonna.

Scrivo con la voglia di restituire dignità a qualcuno che è hai margini. Ho sempre voluto e voglio scrivere per loro. Fremo. MM

Valigia

Castellito vede il ragazzo che muove i suoi passi prima sul palcoscenici e poi sul set. Lui è stato prima di tutto allievo, aveva la smania di imparare.
Entrambi non si sono resi conto che volevano fare gli scrittori, di romanzi l’una, di sceneggiature l’altro.

Castellitto afferma che solo dopo essersi accorto della bellezza di Dissotterrare le immagini che sono nascoste dietro le parole ha iniziato a scrivere le sceneggiature. Ora rappresenta i racconti della Mazzantini.

Ecco che le due Valige hanno iniziato a confondersi con il film Non ti muovere storia di Timoteo e Angela.

Certe parole odorano, ma anche puzzano …ho sentito l’umidità nel vedere la scena durante la pioggia, quando c’è stato l’incontro con l’uomo con il palloncino rosso in mano. SG

Accudire ed essere accuditi

Tema che ritroviamo anche in Venuto al mondo qui tra una madre e un figlio e in Non ti muovere tra un padre e una figlia. Sono speculari e ancora attuali, veri. Sta succedendo ancora oggi, ci sono guerre, profughi. La Mazzantini iniziò a leggere e a raccogliere dentro un baule le immagini, i ritagli di articoli di giornali, che raccontavano la guerra a Sarajevo e dintorni, per lei è un baule orribile. Afferma giustamente che le generazioni sono malate dopo una guerra, bisogna raccogliere la sporcizia, le cartacce.

Il figlio della guerra, rappresenta l’amore, dal male si raccoglie sempre un fiore.

Ricorda che sono successe anche cose magiche: il gelato alla crema aromatizzata alla banana è ed esiste veramente.

Lasciarsi stupire. Più è vuoto uno spazio più è pieno, lo puoi riempire. MM

L’incontro si conclude parlando degli ultimi loro lavori.

Fortunata un film senza un libro dietro, c’è solo la sceneggiatura. La Mazzantini ci racconta che ha scritto una bozza di romanzo, chissà se un domani lo sviluppi in un vero e proprio libro. Sergio Castellitto ci racconta che per il film cercava una luce incendiata, che rivelasse il sudore. Ha scelto quindi un giallo, reale simbolico, che rappresenti la calura.

La luce è l’inchiostro della scrittura. MM

Splendore è l’ultimo libro scritto da Margaret. Qui la Mazzantini descrive un corpo che di colpo diventa uno scorcio da cui passa la luce, afferma che la vita va avanti nel suo cessante splendore.

 

Alla fine dell’incontro i lettori hanno potuto incontrare la Mazzantini per firmare le copie delle sue opere. Ci siamo messe in fila anche noi e quando è stato il nostro turno, vedendoci ci ha chiesto se abbiamo letto Manola, le protagoniste sono gemelle come noi.

Smarty&Liny

 

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Storie di amicizia a PordenoneLegge2017

Abbiamo inaugurato il nostro PordenoneLegge2017 sabato 16 settembre con l`incontro Amicizia e viaggi.
Prima pero ci siamo fatte un bel giretto per il centro della città, tra vie e stradine dove il colore predominante era ovviamente il giallo, colore caratteristico di questo festival del libro. Ogni vetrina, negozio, bar ricordava la mascotte di questa edizione: l`asino.
Poco prima di avviarci all’incontro, con la nostra fidata compagna di scorribande, Annette, ci siamo recate in un bar vicino al Teatro Verdi: siamo state attratte dall’insegna del caffè Illy. Li ci siamo imbattute casualmente in Luca Bianchini (dovevate vedere il nostro stupore). Lui gentilissimo, abbiamo scambiato qualche parola e ci siamo dati appuntamento all’incontro.A moderare l’incontro tra i due scrittori, Francesco Musolino, che ha avuto il suo bel da fare per tenere a bada Luca Bianchini e Federica Bosco, due con un carisma e personalità fuori dall’ordinario.
Il filo rosso che lega i due libri e l’amicizia, un sentimento importante nella vita di ognuno di noi ed entrambi i libri iniziano nel 1987 : destino.
Bianchini ha deciso di scrivere il suo romanzo Nessuno come noi dopo aver trovato un suo vecchio diario, la Bosco invece ha voluto scrivere Ci vediamo uno di questi giorni per cercare di superare e in qualche modo convivere con il lutto di una persona a lei cara.
Nessuno come noi
Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente.
In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati “Tre cuori in affitto”, come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita.
L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze.
A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”.
In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.
Ci deviamo uno di questi giorni
A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina che da quel giorno sono come sorelle, anche se non potrebbero essere più diverse. Caterina è un vulcano di energia, non conosce la paura. Ludovica, invece, nella sua vita non lascia nessuno spazio per il rischio. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni caotici dell’amica. È un equilibrio rimasto intatto dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza. Anche quando Caterina è rimasta incinta: quel bambino lo hanno allevato insieme. Per Ludovica è il figlio che non ha avuto per paura di rompere il muro di certezze dietro cui si è trincerata. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalla vita, che a volte fortifica, a volte travolge all’improvviso. Dopo un’esistenza passata a sorprendere l’amica, ora è Caterina ad avere bisogno che Ludovica faccia una cosa inattesa e un po’ folle.
Finito l’incontro gli scrittori hanno incontrato il pubblico per firmare le copie dei libri. Quando è arrivato il nostro turno Bianchini ci saluta dicendoci “ecco le mie amiche del bar”…quante risate e ci siamo salutati dicendoci che ci rincontreremo presto, noi abbiamo un buon karma. Ancora su una nuvola di miele, ci siamo dirette verso il Teatro Verdi. Erano ormai quasi le 21, abbiamo provato a vedere se c’era la possibilità di assistere all’incontro di Mazzantini e Castellito, avevamo poche speranze…con un po’ di fortuna invece ci siamo riuscite! Ma questa è un’altra storia
Stay tuned!

Liny&Smarty

 

Trieste Next 17 : un mare di scienza

 

Sono stati tre giorni intensi, immersi nella scienza. Dal 21 al 23 settembre Piazza Unità e dintorni si è trasformata in un laboratorio scientifico a cielo aperto, affacciato sul mare.

Tanti gli incontri, laboratori, le conferenze e mostre, organizzate dalle realtà scientifiche presenti in città: Università di Trieste, Sissa, Area Science Park, Ogs, Osservatorio astronomico e tante altre.
Il comune denominatore far conoscere e avvicinare la gente comune alla scienza.
Quest’anno il festival di ricerca scientifica ha rivolto lo sguardo al mare.

Grande successo inoltre per la nave OGSExplora! Durante i 3 giorni dell`evento ha registrato il tutto esaurito con tantissime persone che hanno avuto la possibilità di visitarla e conoscere l`equipaggio.

Classificata “classe ghiaccio”, ovvero possiede le caratteristiche per poter navigare e acquisire dati in ambienti polari, OGSExplora è una nave per la ricerca italiana. E’ una nave multidisciplinare dotata di laboratori e attrezzature scientifiche che operano in vari campi, dalla geologia, alla biologia marina, geofisica e oceanografia. Ha effettuato spedizioni in tutti i mari del mondo.

Noi non siamo riuscite a prenotare la visita, ma non ci siamo arrese. Dopo aver fatto un giro tra gli stand e visitato le mostre Arte algoritmica e robotica (a cura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Università di Trieste e Gruppo 78) dove c`era un simpaticissimo robottino che dipingeva grazie a degli algoritmi, e Con la testa sott’acqua (presentata dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – OGS e Area Marina Protetta di Miramare), siamo andate a cena e finito abbiamo provato a vedere se c’era la possibilità di salire a bordo. Con un po’ di pazienza e un pizzico di fortuna ci siamo riuscite!

La visita è stata molto interessante. Abbiamo potuto vedere le varie zone della nave: il salone utilizzato per le riunioni, sala da pranzo o per i momenti di svago, la sala di navigazione e i laboratori dove si imposta la rotta da seguire e dove vengono raccolti i dati sul sottosuolo, sul fondale ecc. Poi siamo andati in sala macchine e siamo saliti sulla poppa, dalla quale viene messa a mare tutta la strumentalizzazione scientifica per fare le rilevazioni (dalla rosette per la raccolta di campioni di acqua, al cavo sismico, fino al carotiere per i campionamenti del fondale marino). Infine siamo saliti fino al ponte di comando, dove abbiamo potuto conoscere il Capitano, che ci ha illustrato tutti gli strumenti di navigazione.

OGSExplora e stata costruita nel 1973, di proprietà tedesca, ora italiana. Lunga più di 72 metri e larga quasi 12. Stazza lorda di 1408 GT, ha un`autonomia di circa 30 giorni e può raggiungere una velocità di 11 nodi. Dopo la ristrutturazione può ospitare fino a 24 ricercatori e tecnici oltre ai 18 membri dell`equipaggio.

In tutto ha effettuato 10 campagne in Antartide, l`ultima conclusasi lo scorso marzo. E’ considerata un riferimento a livello internazionale per ricerche geofisiche e oceanografiche.

Grande il nostro entusiasmo, speriamo di risalirci presto!


Liny&Smarty